LEGA PRO – Riconsolidarsi dopo l’era Foti con il figlio di un amato ex in panchina: la Reggina di Zeman
Domenica sera lo stadio “Via del Mare” sarà teatro di una sfida d’altri tempi, quella tra Lecce e Reggina, valevole per il settimo turno di campionato. Il presente dice che i giallorossi di Padalino, reduci dal successo a Siracusa, hanno bisogno di punti per sfruttare al meglio il big-match concomitante Matera-Foggia, mentre gli amaranto di Zeman sono alla ricerca di un’impresa che possa fargli allontanare dalla zona calda e rilanciarsi nella parte sinistra della classifica. Senza dimenticare però un roseo passato che la sfida in sé, ma anche alcuni dei protagonisti, portano naturalmente a rievocare.
L’Urbs Sportiva Reggina 1914 è il risultato della rifondazione dello storico sodalizio amaranto, principale realtà calcistica della città di Reggio Calabria. Fondato nell’anno riportato nella denominazione ufficiale, il club reggino ha disputato soprattutto tornei di Serie C e B, fino a raggiungere per la prima volta l’apice del calcio italiano nel 1999/2000, suo primo campionato di Serie A. Gli anni duemila sono stati un vero e proprio decennio d’oro, trascorso soprattutto in massima serie grazie al lavoro del vulcanico, entusiasta ma a tratti discutibile presidentissimo Lillo Foti. Prima molto amato e poi ripudiato dalla tifoseria, l’ex numero 1 è stato il principale artefice della scalata che ha fatto vivere momenti indimenticabili alla città (le vittorie con tutte le grandi a livello nazionale, così come la storica salvezza del -15 con Mazzarri in panchina e Bianchi-Amoruso miglior coppia gol del campionato), ma ha anche portato al fallimento di due anni fa. Precipitata in Serie D e ripescata dopo appena un anno, la rinnovata realtà calabrese ritrova sulla sua strada il Lecce. La sfida che ai giallorossi ricorda importanti scontri-salvezza (su tutte quelle del 2001 e del 2004) si giocherà domenica per la quarantaseiesima volta. Il bilancio sorride ai salentini, avanti nel confronto con 20 vittorie contro 11 sconfitte (14 i pareggi). A Lecce il risultato si sbilancia ancor più, arrivando al 13-2 per i locali, più 7 pareggi. Due anni fa, Miccoli e Papini regalarono il successo ai ragazzi di Lerda nell’ultimo precedente in Salento, ma al ritorno fu la Reggina a causare l’esonero di Pagliari nel 2-1 (ultimo precedente assoluto) che portò le firme di Moscardelli, Masini e di Maimone, ora proprio al Lecce assieme agli altri ex Giosa, Freddi e Cosenza. Per trovare invece il più recente successo reggino in Salento bisogna andare al 1997, quando l’undici di Ventura futuro promosso in A venne abbattuto per 1-2 da una doppietta di Dionigi, che ribaltò il vantaggio iniziale targato Francioso.
Nell’anno del ritorno tra i professionisti, il primo dell’era-Praticò, la nuova Reggina punta innanzitutto a consolidarsi a livello societario, auspicandosi che ciò si traduca sul campo con dei risultati positivi che possano portare alla permanenza nella categoria. L’impresa, nonostante la gloriosa storia anche recente del club, non è certo da dare per scontata, visto l’ampio raggio di rivali e considerato che, solo l’anno scorso, gli amaranto faticavano nel girone I della Serie D. Ripescati grazie al bacino d’utenza e a garanzie economiche che altre società non sono stati in grado di offrire, ora i calabresi devono dimostrare sul campo di avere poco da spartire con realtà dal passato meno celebre, tant’è che la dirigenza non ha nascosto l’idea di cercare di strappare un comunque molto difficile piazzamento playoff.
Dopo gli altalenanti risultati ottenuti la passata stagione da Ciccio Cozza, la panchina è stata affidata ad un figlio d’arte che al “Via del Mare” farà venire i brividi nel momento in cui lo speaker pronuncerà il suo nome: Karel Zeman. L’erede del maestro boemo non ha certo raccolto fino ad oggi risultati all’altezza della prestigiosissima e famosissima carriera del padre (nel Salento, in particolare, indimenticabile la stagione 2004/2004 quando i giallorossi sognarono l’Europa), avendo fino ad oggi allenato con alterne fortune realtà tuttalpiù locali come la Toma Maglie, il Fano, il Selargius e soprattutto l’Abano, con cui ha disputato un gran torneo di Serie D un anno fa, e per lui si tratta dunque dell’esordio tra i professionisti. Una scelta coraggiosa da parte della dirigenza amaranto ma che per ora sta dando i suoi frutti, visti i sette punti in sei partite e il buon ruolino di marcia che vede la Reggina in serie positiva dalla seconda giornata, con un equilibrio tattico che sembra ben lontano dall’idea di gioco di Zeman senior.
Questo soprattutto perché la rosa a disposizione di Karel non consente voli pindarici, bensì la ricerca di un pragmatismo adeguato all’obiettivo che resta la salvezza. In porta è arrivato il giovane ex Ternana Sala, mentre a guidare la difesa ecco Gianola e il serbo Kosnic. A centrocampo spazio alla freschezza di De Francesco (scuola Lazio) e Bangu (talento inespresso a Firenze), con l’attenta supervisione di Botta in cabina di regia, ma il peso dell’attacco ricade tutto su Coralli, ex bomber di Empoli e Cittadella in Serie B. Una buona punta, ma in casa Zeman sono abituati a ben altro.
