VIRTUS MATINO – Branà non ha dubbi: “Vorrei rimanere qui per fare la Serie D”
Due promozioni in due anni. Questo il curriculum di mister Giuseppe Branà da quando guida la Virtus Matino. Ed è un ruolino di marcia eccellente per il giovane tecnico di Turitto, nel Barese, ormai salentino d’adozione. Fu scelto dalla presidentessa Cristina Costantino nell’estate del 2019 per ereditare la panchina di Antonio Toma, che aveva condotto la squadra dalla Terza alla Prima Categoria.
Il legame col sodalizio biancazzurro sembrò subito solido e i risultati non tardarono ad arrivare. Dopo un testa a testa, nel campionato di Promozione 2019-20, con l’Atletico Racale, la sua squadra si piazzò al secondo posto, dopo la cristallizzazione delle classifiche operata dalla Lnd Puglia per la questione Covid. Quindi arrivò il ripescaggio in Eccellenza, ad agosto 2020, e per Branà fu un ritorno in quella categoria che lo vide protagonista, con l’Avetrana, di una splendida stagione nel 2017-18, quando giocò addirittura i playoff, perdendoli contro l’Omnia Bitonto.
Il resto è storia di quest’anno: un passaggio di turno abbastanza agevole in Coppa Italia col Gallipoli, l’esordio vincente in campionato sul campo del Massafra, lo 0-0 interno con la big del girone, il Martina. E, a seguire, un netto 3-1 al Castellaneta, un pari casalingo in Coppa con l’Ugento e il ko a Sava. A fermare le bocce, poi, è arrivata la seconda ondata di pandemia, che ha stravolto il format del campionato ma anche i programmi di tante società, alcune delle quali hanno dovuto cedere il passo e ritirarsi.
Dopo una sospensione di quasi sei mesi, poi, il ritorno in campo con un 6-0 al Grottaglie, un pari a Ugento e la sconfitta interna contro l’Otranto. Da lì in poi, il Matino non ha più perso. Dopo il pareggio interno con la Deghi, ha poi battuto tutti: Racale, Gallipoli, Maglie, e, nei playoff, Martina, Otranto e Trinitapoli. “È stato un anno veramente assurdo – afferma Branà – Nei primi cinque mesi c’è stato un enorme punto interrogativo, con la trasformazione del campionato in torneo. La vittoria, comunque, è stata meritata, soprattutto dopo i playoff. Ho capito che era l’anno giusto dopo la partita vinta a Racale, perché facevamo delle prestazioni non ottime ma buone, però prendevamo gol al primo tiro in porta degli avversari. E non per colpa del portiere, ma per una situazione psicologica”. Sui meriti dei suoi calciatori, Branà è abbastanza diplomatico: “Sono stati tutti bravi, da Fai, che è del 2004, a Leopizzi, che, a 41 anni, ha dimostrato di poter dire ancora la sua nel mondo del calcio”. Sul suo futuro, le idee sono chiare: “Vorrei rimanere a Matino – chiosa il tecnico biancazzurro – per fare la Serie D. Parleremo con la presidentessa, ma io vorrei continuare qui. A livello personale, è stata una vittoria di uno che non ha mai chiesto niente a nessuno. Preferisco essere un cane sciolto che un classico allenatore che si svende come fanno altri. In due anni sono arrivato dalla Promozione alla Serie D e non era facile. Ecco, per il mio decimo anno da allenatore, preferirei fare la D, magari la prima di una lunga serie”.
(fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia – foto: E. Marsano, C. Costantino, G. Branà, ©Coribello-SalentoSport)
