OTRANTO – Il sogno idruntino si infrange sull’Altamura. Murgiani in finale, applausi ai salentini
Applausi all’Otranto, la finale all’Altamura. Questa l’estrema sintesi della semifinale di ritorno della Coppa Italia Eccellenza, andata in scena questo pomeriggio al “Nachira”, tra la formazione di Salvadore e quella di Di Maio. Una gara che, al di là del pensiero riepilogativo iniziale, ha fornito tantissimi spunti interessanti e spettacolo ai tifosi presenti: l’Otranto ci ha provato, con i mezzi a disposizione, l’Altamura si è confermata squadra dalle grandissime potenzialità, soprattutto nel reparto avanzato. In mezzo una direzione di gara a dir poco disastrosa del signor Antonio Di Reda della sezione di Molfetta.
La partita. Primi venti minuti intensi e pieni di occasioni. Subito Otranto al 2’, con Mariano che affonda a sinistra e mette al centro un pallone invitante, Palma non riesce ad impattare verso la porta. Dalla parte opposta, siamo al 6’, spunto di Logrieco che si presenta al limite e con un tiro secco impegna Caroppo alla deviazione. Al minuto 8 padroni di casa avanti: De Giorgi spedisce al centro un pallone dalla destra, la retroguardia murgiana allontana in qualche modo ma Lima di prima intenzione spara a colpo sicuro, provvidenziale la respinta di Montrone che diventa, però, assist prezioso per Deffo, lesto a scaricare con rabbia in rete.
Qualche minuto per riordinare le idee ed i biancorossi pareggiano: è il 12’, Sisalli dall’out mancino pesca sul secondo palo Di Senso la cui deviazione risulta vincente. Uno a uno, ma vibranti e giustificate proteste idruntine per un fuorigioco di Rana, prontamente segnalato dal primo assistente ma ignorato dal direttore di gara. L’Altamura, dopo il pari, trova convinzione e si fa vedere al tiro con Ostuni, tentativo insidioso ma a lato. Al 24’ altro episodio contestatissimo da Mariano e compagni: intervento di Lima pulito su Rana, Di Reda decreta, invece, inspiegabilmente calcio di rigore in favore degli ospiti. Lo stesso Rana dal dischetto stampa il palo e rimanda l’appuntamento con il gol.
Pochi minuti più tardi, tocco maldestro di Lima con la mano sugli sviluppi di un calcio d’angolo, questa volta Di Reda valuta tutto regolare. Dopo una prima fase scoppiettante, le due squadre si fronteggiano con equilibrio; l’ultimo squillo è al 45’ quando Dibenedetto innesca con una sventagliata millimetrica Di Senso, controllo, con dribbling su Serio, e tiro da manuale per il numero 7 biancorosso. Ma è solo esterno della rete.
Anche la ripresa inizia subito forte. E il 3’ quando Palma prova a far male a Keita dalla distanza, il portierino dell’Altamura si accartoccia e controlla. Sul fronte opposto, Caroppo risponde in due tempi a Rana; 8’, De Giorgi di testa inventa una strana parabola, pallone alto. Al 15’, invenzione di Di Senso, Caroppo smanaccia in corner. Al 21’ l’Altamura mette la freccia: Logrieco scucchiaia per Montemurro, il centrocampista solo davanti a Caroppo sceglie l’assist per Rana che deve solo appoggiare in rete per il 2-1. Vantaggio che dura poco, Luca, al 23’, si invola partendo sul filo del fuorigioco e spara in diagonale, Keita è tutt’altro che impeccabile e la sua goffa respinta trova il puntuale Palma a ribadire in gol per il 2-2. Salvadore getta nella mischia anche Villani, ma al 32’ l’Otranto si fa trovare scoperto, ancora Montemurro assiste Rana, bravo nel calciare al volo e trafiggere ancora Caroppo. Per l’ex Nardò doppietta pesante che porta i suoi in finale e cancella il penalty fallito nei primi 45’. Nel finale, salentini avanti con generosità ed orgoglio, ma a sfiorare la rete sono nuovamente gli ospiti con Morea, la cui incursione si conclude con un destro a giro che lambisce il palo sinistro della porta di Caroppo.
Nel recupero, rosso diretto a Palma e poco altro: l’Altamura esulta per essere approdata in finale, l’Otranto, salutato dal calore dei propri tifosi, deve dire addio al suo sogno ma resta la grande impressione destata dai ragazzi di Salvadore. Nelle fila idruntine, note di merito per un immenso capitan Mariano e per quel ‘giovanotto’ di Lima, autentico professore in campo.
