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OTRANTO – Montefusco, lieto fine all’ultima da calciatore: “Una gioia immensa che ripaga i sacrifici di tutti”

Forse nemmeno il più bravo tra gli sceneggiatori avrebbe saputo scrivere un finale più emozionante, più entusiasmante, più lieto di quello vissuto da Mattia Montefusco, difensore classe ’88 fresco di salvezza in Eccellenza con la maglia dell’Otranto. Domenica scorsa, al minuto novanta, l’ex calciatore, tra le altre, di Nardò, Gubbio e Casarano è svettato più alto di tutti al centro dell’area di rigore del Mesagne, insaccando la rete e diventando il match-winner dell’atteso playout. Un momento indimenticabile nella vita di un calciatore, reso epico dal fatto che quella gara è stata l’ultima disputata dall’autore del gol, come lui stesso ha spiegato in esclusiva ai nostri microfoni.

A 28 anni hai già tantissima esperienza alle spalle, dalla Promozione alla Serie B. Come mai la decisione di appendere le scarpette al chiodo?

“È una scelta che balenava già da tempo, a cui ero andato vicino già vicino in passato. Purtroppo il mio lavoro non mi consente più di mantenere certi ritmi, tra allenamenti e partite, ed essendo io una persona che si comporta sempre da professionista, mantenere gli impegni era diventato proibitivo. Ero già stato vicino all’addio lo scorso dicembre, ma poi ho optato per terminare la stagione viste le difficoltà della squadra. Per quanto io ami questo sport, dalla vita non si può avere tutto, ed arriva il momento di fare delle scelte. Certo, nulla si può dire per il futuro, ma per il momento ho preso la mia decisione e sono contento del lieto fino che ha avuto la mia carriera”.

Il tuo gol ha regalato la meritata salvezza all’Otranto nell’anno del suo esordio in Eccellenza. Che stagione è stata la vostra?

“È stato un anno a dir poco tribolato, vissuto tra alti e bassi. Siamo partiti alla grande, tant’è che un po’ tutti pensavamo ad una salvezza tranquilla. Poi però abbiamo pagato qualche errore di inesperienza, l’aver affrontato con leggerezza alcune situazioni, cosa che ci può stare per un club al primo anno di Eccellenza, e ci siamo così trovati ad affrontare una seconda parte di torneo in continua emergenza, con una rosa corta e con tanti giovani che spesso hanno dovuto fare a meno della guida di diversi elementi di riferimento, causa infortuni e squalifiche. Siamo stati sfortunati in diverse occasioni, e sicuramente meritavamo il posto di squadre che hanno strappato la salvezza con qualche giornata di anticipo rispetto a noi. Il finale, a posteriori, è stato comunque positivo, grazie alla vittoria ai playout con il Mesagne. Forse, da un certo punto di vista, è anche più bello così”.

Sul piano personale, come hai vissuto l’ultimo campionato della tua carriera da calciatore?

“È già iniziato in maniera particolare, visto che mi sono aggregato in ritardo per motivi di lavoro. Poi a dicembre avevo deciso di fermarmi e di anticipare l’addio, salvo tornare indietro per venire incontro ai bisogni della società, che stava incontrando una serie di difficoltà causate dalle tante defezioni. Il club si è sempre comportato bene con me, trattandomi nel migliore dei modi, e per questo mi sono sentito in dovere di aiutarli, perché mi avevano dato tanto. In gennaio, quando sono rientrato, stavamo comunque in una situazione non certo critica, poi però come detto la situazione è andata peggiorando soprattutto per le assenze, che hanno compromesso anche i nostri risultati, e quindi mi sono dovuto sacrificare ancora di più per il bene della squadra. Sono stati mesi difficili, in alcuni casi sofferti, poi però questo grande finale mi ha ripagato dei sacrifici fatti. A tal proposito, dedico il gol alla mia compagna, che è stata fondamentale per me soprattutto in questo periodo complicato. Un periodo che ha comunque avuto un lieto fine che mi ha regalato un’emozione indescrivibile.