GALATINA – Buono a SS: “Per la salvezza diretta servirebbe un miracolo, ma abbiamo l’obbligo di crederci”

Angelo Buono

Con i suoi trentaquattro anni e decine di campionati alle spalle, tra C2, serie D ed Eccellenza, Angelo Buono non è solo uno dei veterani del Galatina, ma è soprattutto la coscienza critica e la forza mentale propulsiva di questa squadra. I biancostellati non se la stanno, di certo, passando bene. Ultimi in campionato, in coabitazione con l’Ascoli Satriano, la salvezza diretta sembra un miraggio, e occorrerà fare, per forza, qualcosa in più, per assicurarsi un posto nei play out. Sembra tranquillo, anzi convinto della permanenza nella categoria, il difensore classe 1981. “Paghiamo, sicuramente, un avvio di stagione disastroso, fatto di otto sconfitte consecutive. Poi, a dicembre, abbiamo subito una piccola rivoluzione, quando il presidente Lippolis ha cercato di rafforzare l’organico con alcuni innesti mirati. Adesso stiamo vivendo un momento critico. Dopo la grande vittoria sul Trani, sono arrivati quattro ko di fila, ma a parte Bitonto, dove abbiamo, completamente, fallito, l’approccio alla gara, abbiamo, poi, offerto, buone prestazioni. Specialmente nel primo tempo contro il Casarano, che ritengo essere, per organico, una delle migliori compagini del torneo. E tuttavia, nonostante i numeri non siano dalla nostra parte, sono estremamente fiducioso. Disponiamo di un organico che può vantare individualità di grande spessore, calciatori abituati a disputare campionati a vincere. In generale non ci manca nulla. Abbiamo un gruppo fantastico, un allenatore serio e preparato, una società che ci è sempre vicina, dei tifosi encomiabili. Abbiamo l’obbligo di crederci, per loro e per noi stessi. Certo, per la salvezza diretta ci vorrebbe un mezzo miracolo, più realisticamente puntiamo a un miglior piazzamento nella griglia play out.

Per fare ciò, occorrerà una netta inversione di rotta. “Nelle ultime sei giornate dovremo conquistare quanti più punti possibile, senza, però, farci prendere da ansie o paura. Dobbiamo metterci ancora più grinta, cattiveria e concentrazione, e gettare, letteralmente, il cuore, oltre l’ostacolo. Impegno e professionalità non ci difettano, né in partita né in allenamento. La voglia di riscatto è enorme. L’unica medicina possibile è la vittoria”. A partire da domani, quando il Galatina andrà fare visita all’Altamura.Sarà, senz’altro, una partita molto difficile e maschia. Prevedo un campo pesante. All’andata i baresi mi hanno fatto davvero una buona impressione. Si tratta di una squadra forte tecnicamente e molto organizzata. Ma noi dobbiamo andare a punti per forza, anche a costo di giocare male. In questo momento non possiamo permetterci di pensare all’estetica”. Chissà cosa ne penserà il presidente Lippolis, che all’indomani della sconfitta di Bitonto, si era lasciato andare a pesanti dichiarazioni, in cui contestava ai suoi mancanza di cattiveria e di attaccamento alla maglia, minacciando seri provvedimenti. “Ammetto che a Bitonto non siamo proprio scesi in campo. Il presidente è una persona passionale e si è lasciato prendere dalla rabbia del momento. Ma il giorno dopo ci ha confermato massima fiducia, perché crede nella qualità umane e tecniche dei giocatori. Al proposito, colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente, per tutti gli sforzi economici e non che sta sostenendo. Vogliamo regalargli la soddisfazione della salvezza.

Dai piani bassi a quelli alti. Un pronostico sulla vittoria del campionato? “Credo che la squadra più forte sia la Virtus Francavilla Calcio. Dispone di una rosa di altissimo livello ed è forte di un serio piano di programmazione partito già a maggio. Il Nardò, dal canto suo, si è rafforzato nel mercato di riparazione e ha acquisito, grazie a mister Ragno, una mentalità vincente. Auguro a entrambe di fare il salto di categoria, anche perché credo che il Francavilla vincerà la coppa Italia nazionale”.

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