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GALLIPOLI – Barone, tackle durissimo: “Se le partite sono decise a tavolino, pronti a non partecipare a nessuna competizione…”

Il pareggio col Molfetta, giunto all’ultimo secondo e non senza polemiche, non è stato ancora pienamente digerito in casa Gallo: troppe ed evidenti, secondo la società giallorossa, le inadeguatezze, relativamente ad un incontro decisivo per le sorti della stagione del sodalizio jonico, sia per l’impianto sportivo scelto, sia per la designazione e condotta arbitrale. Duro ed amaro lo sfogo del presidente, da tempo dimissionario, del Gallipoli, Marcello Barone.

“Da qualche tempo, com’è noto, ho rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del Gallipoli – afferma Barone ma per quanto accaduto domenica ritengo che la società, nonostante tutto da me rappresentata, debba sbattere la porta e uscire fuori dalla stessa Federazione calcistica pugliese. A Castellana, campo neutro assegnato al Molfetta, dove si doveva giocare a porte chiuse, è accaduto veramente di tutto, basti pensare che già a meno di un’ora dall’inizio della partita non c’erano forze dell’ordine mentre almeno un centinaio di tifosi molfettesi erano tranquillamente seduti sul muro di cinta dello stadio, nella parte riservata ai dirigenti del Gallipoli. Ne è conseguito che siamo stati costretti a spostarci nella tribuna dove, subito dopo il fischio d’inizio della gara, dai servizi igienici sono piombate in gradinata non meno di altre cento persone, che non avevano alcun titolo per assistere alla partita”.

“Mi rammarica – prosegue il numero uno giallorosso – che gli organi preposti non abbiano fatto nulla per garantire il regolare svolgimento della partita. Poi ci si è messo anche l’arbitro che, al di là delle espulsioni di due nostri giocatori e del gol del pareggio molfettese in evidente fuorigioco, ha ignorato quanto accaduto sugli spalti. Questa è la gravità di quanto accaduto, che abbiamo riferito al presidente Tisci, il quale mi auguro possa prendere adeguati e, soprattutto, severi provvedimenti nei confronti degli artefici di tanto disordine. A queste condizioni non ci stiamo: il designatore arbitrale Giove dovrebbe togliere immediatamente il disturbo, perché una partita che per noi vale i sacrifici di una stagione intera non può essere affidata ad un Pincopallino qualunque. A Gallipoli qualche domenica fa l’arbitro fece allontanare dal terreno di gioco una persona disabile suscitando lo sdegno di tutti quanti. Domenica scorsa, gara a porte chiuse, sugli spalti c’erano presenze a dismisura e soprattutto personaggi che con lo sport non hanno nulla da condividere, che ci hanno continuamente minacciati non solo a parole ma utilizzando atteggiamenti intimidatori di assoluta gravità. Nel dopo gara il Commissario di campo ha sottolineato che, solo per il nostro comportamento civile e mai avvezzo a innescare reazioni, la situazione non è degenerata”.

La conclusione del presidente Barone è forte e non si presta ad interpretazioni:Se le partite vengono decise a tavolino che ce lo dicano, da parte nostra siamo prontissimi a non partecipare a nessun tipo di competizione”.