FASANO – Ganci: “Col Gallipoli la partita della svolta”. E sul futuro: “Vorrei restare biancazzurro…”

Il centrocampista: "Ho subito ringraziato il mister e il presidente per avermi voluto fortemente. A livello personale è stata un’annata molto soddisfacente"

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Foto: F. Ganci - ©R. Dibiase

Lui è uno di quelli silenziosi. Lascia che sia il campo a parlare. Geometrie, ritmi giusti e anche legna quando serve. In estate il Fasano ha puntato su di lui e mister Laterza gli ha affidato le chiavi del centrocampo. Una scommessa vinta, perché Facundo Ganci ha confermato che non di sola Promozione si può vivere. Il ritorno al calcio che conta. “Dopo tre stagioni consecutive in Promozione, forse in pochi avrebbero scommesso su di me – osserva l’argentino -. “Ho subito ringraziato il mister e il presidente per avermi voluto fortemente. A livello personale è stata un’annata molto soddisfacente: ho segnato qualche gol e ho disputato quasi tutte le partite”.

E, cosa più importante, è arrivata la vittoria del campionato. Sul campo dell’Avetrana, l’unica capace di tenere sulle corde, fino alla fine, la corazzata biancazzurra. Ma senza i propri tifosi. Decisione della tifoseria organizzata, in seguito alle restrizioni volute dalla Prefettura. Più bello vincerlo così o nel proprio stadio? “Sarebbe stato più bello festeggiare insieme ai tifosi, anche perché la partita non era delle più semplici. Un match dal sapore di finale, fascino di un calendario bizzarro. Ma l’importante era vincere”.

Ad Avetrana la partita perfetta, o quasi. Primo tempo piuttosto equilibrato, forse solo un episodio poteva sbloccare il risultato, come in effetti è stato. Nella ripresa, forte del doppio vantaggio, il Fasano ha gestito con grande maestria. “Mister Laterza ha preparato benissimo la gara. Siamo scesi sul terreno di gioco conoscendo già tutti i punti di forza dell’avversario. Sapevamo come e in quali zone del campo andare a pressare. Abbiamo analizzato la partita dei biancorossi col Bisceglie e riesaminata quella dell’andata. Alla fine forse l’esperienza è stato il fattore determinante, quello che ha pesato di più sul risultato. Ma voglio fare i complimenti all’Avetrana, è stata una stagione da incorniciare. Bravissimi tutti, bravissimo mister Branà, allenatore serio, preparato, grande lavoratore e capace di tirare fuori il meglio dai proprio giocatori. Credo che avrà un grande futuro, proprio come mister Laterza.

Che proprio immune da critiche non è stato in questa stagione. La squadra ha avuto dei passaggi a vuoto, lui è stato il parafulmine ideale. Sorte comune a tutti gli allenatori. “È capitato che il mister sia stato oggetto di critica, noi lo abbiamo sempre difeso perché è una persona stupenda e un grande allenatore e poi perché la responsabilità è nostra che scendiamo in campo”. Una stagione inizialmente in chiaro scuro, la delusione della sconfitta in Coppa Italia col Trani, un grande rush finale. È capitato mai che i dubbi abbiano preso il sopravvento? Che vi sia stata una partita della svolta? “Dopo quelle tre gare a cavallo della finale di coppa in cui non sono arrivati dei risultati molto edificanti, si era creata una situazione abbastanza negativa, di scoramento quasi. Il lunedì dopo Molfetta il mister e il presidente ci hanno chiamato a raccolta e nel corso di una riunione ci hanno ribadito la loro fiducia. In quella settimana ci siamo stretti e fatto quadrato. Gallipoli è stata la partita della svolta”.

Obiettivo campionato raggiunto con una giornata d’anticipo, adesso il desiderio è quello di congedarsi dai propri tifosi nel miglior modo possibile. L’ultimo turno opporrà il Fasano al Casarano, nella cornice, addobbata a festa, del “Vito Curlo”. “Garantiamo il massimo impegno: lo dobbiamo ai nostri supporter, che si sono rivelati letteralmente l’arma in più, lo dobbiamo alla regolarità del torneo e al rispetto verso le altre squadre”. E il futuro? “Ancora non so, non ne ho parlato con la società. Mi piacerebbe restare qui”.

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