[ESCLUSIVA SS] NOVOLI – Scarcella: “Siamo una squadra di lavoratori, a Nardò con umiltà e sacrificio”

Con la tripletta rifilata all’Altamura domenica scorsa, è lui l’uomo copertina della ventesima giornata del campionato di Eccellenza. Salvatore Scarcella, attaccante classe 1983, è uno che non ha bisogno di tante presentazioni. Per lui parlano le sue prodezze sotto porta. Tre gol, per regalare tre punti pesanti al suo Novoli. Tre gol, per balzare al comando della classifica marcatori, in coabitazione con Gennaro Manzari, a quota dodici. E record personale nel massimo torneo regionale già frantumato. A Fasano erano stati nove. “Per me è un grande onore condividere la classifica insieme ad attaccanti di primissimo livello – sottolinea il calciatore brindisino -. “La soddisfazione è tanta, ma non mi pongo traguardi personali. Per quanto mi riguarda, l’unica cosa che conta è mettermi al servizio della squadra e fare il massimo, e, se possibile, realizzare gol determinanti. Quei gol che stanno contribuendo a scrivere la bella favola del Novoli. Dopo venti giornate, i rossoblu sono ad appena tre punti dalla zona playoff e conservano un rassicurante +9 sulla zona playout. Una situazione che potrebbe autorizzare a sognare. “Siamo un complesso costruito per la salvezza, per cui l’obiettivo, al momento, resta questo. Finché non conquisteremo la matematica permanenza nella categoria, continueremo a lavorare solo in questa direzione. Una volta raggiunto questo traguardo, valuteremo la situazione del momento e vedremo il da farsi”.

Migliorare il rendimento esterno (fino a ora, dei ventinove punti totali, ben ventuno sono arrivati dagli incontri casalinghi) e la fase difensiva potrebbe rappresentare la marcia in più. “In casa riusciamo a fare meglio perché, su quel campo in terra e dalle dimensioni più ridotte, tutti gli avversari vanno in difficoltà. E poi abbiamo il sostegno di un pubblico fantastico. La nostra è una squadra che, ha, praticamente, conservato, l’ossatura della prima categoria, con ragazzi alla prima esperienza nel campionato di Eccellenza, dove, come ben sappiamo, non puoi permetterti di sbagliare nulla. Inoltre, l’età media è piuttosto bassa. Capita, spesso, quindi, di dover pagare dazio all’inesperienza. A parte questo, è chiaro che dobbiamo migliorare sul piano della tenuta difensiva, e sotto questo aspetto sono il primo a recitare il mea culpa, perché noi attaccanti siamo i primi a dover collaborare.

E a proposito di campo, quanto è frustrante la situazione legata al “Totò Cezzi”? “Abbiamo attraversato dei giorni difficili. Per poter sostenere la trasferta di Trani ci siamo dovuti autotassare. E anche adesso che il campo ci è stato restituito, la società non ha revocato le proprie dimissioni. Al momento, le uniche figure di riferimento sono il direttore sportivo Luca Spagnolo e il direttore generale Massimo Alemanno, che stanno gestendo ogni cosa. In noi calciatori il rammarico è veramente tanto, perché sappiamo quanto la società ci tenga, una società alla quale va la massima riconoscenza. Aspettiamo fiduciosi”.

Intanto, però, bisogna pensare a fare bene in campionato, e la partita di domenica prossima è una di quelle che solo calciatori di comprovata esperienza e personalità possono pensare di affrontare senza grossi contraccolpi sul piano della tenuta mentale. Salvatore Scarcella è pronto. “Ritengo il Nardò la squadra più forte del campionato. Rispetto alle altre contendenti ha quel quid in più che gli deriva dall’esperienza dei calciatori in organico, dal sostegno di un pubblico formidabile, e dal blasone che caratterizza la sua storia. Noi siamo una squadra di lavoratori, per cui andremo a Nardò con grande umiltà e spirito di sacrificio, consci che sarà un match durissimo. Ma non bisogna dare niente per scontato, il calcio è imprevedibile“.

Come imprevedibili sono i suoi colpi in area di rigore, quegli stessi che lo hanno posto all’attenzione di tante squadre di prestigio, che hanno voluto servirsi delle sue prestazioni. Tante le maglie indossate, ce n’è una che più gli è rimasta attaccata sulla pelle? “Ovviamente quella della squadra della mia città, il Brindisi. Credo che il sogno di tutti i ragazzi sia quello di difendere i colori del proprio paese. Non potrò mai dimenticare il gol segnato nello spareggio salvezza contro il Matera. Un gol decisivo, e quindi sicuramente il più importante della mia carriera”.

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