Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

[ESCLUSIVA SS] GALLIPOLI – Calabro: “Mi sento parte integrante di Gallipoli. Ho visto segnali di forza della squadra””

(di Davide BOELLIS) – Alla guida del Gallo prosegue la sua marcia a vele spiegate verso i play off; l’ultimo ostacolo ad essere superato, in ordine di tempo, è stato il Vieste, nonostante una prova sofferta. Antonio Calabro è ormai un pezzo importante dell’anima di questo Gallipoli: il tecnico giallorosso racconta le sue sensazioni in esclusiva per Salentosport.

Domenica non abbiamo visto il miglior Gallipoli della stagione, può essere considerato un segnale positivo l’aver ottenuto il massimo anche non giocando al meglio? “Sicuramente, i maggiori ed i migliori segnali di forza si hanno quando una squadra, anche non giocando al massimo, riesce a conquistare i tre punti, al contrario mi preoccuperei maggiormente se non riuscissimo a raccogliere punti in gare dove diamo il massimo, come già avvenuto nel match interno contro il Molfetta. Mi conforta ancor di più il fatto che in queste ultime tre partite, nonostante squalifiche ed infortuni, siamo riusciti a venir fuori con ben sette punti, che potevamo essere tranquillamente nove se consideriamo che a Terlizzi siamo stati raggiunti a tempo scaduto: quindi ripeto questi per me sono dei veri e propri segnali di forza da parte di tutto il gruppo”.

Non si fanno spesso considerazioni sui singoli, ma vorrei chiederle una piccola battuta su Legari, che proprio prima del match con il Vieste, in cui alla fine è risultato decisivo,aveva dichiarato ai nostri microfoni, “di aver finalmente trovato il giusto allenatore…”. “Io sono sempre dell’opinione che la formazione a scendere in campo la domenica non la fa il mister ma sono i calciatori a deciderla con quello che fanno vedere durante la settimana, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista mentale. Tornando al discorso di Lorenzo (Legari ndr), credo che il suo unico limite e il suo unico problema può essere solo e soltanto se stesso: nel momento in cui Lorenzo riesce a capire tutte le sue qualità e tutto il suo valore allora può diventare un giocatore di categoria superiore, ma se lui crede di avere il posto assicurato solo per qualche colpo di classe, lì rischia di venire meno sia il valore tecnico ma soprattutto quello mentale e io con lui come con tutti gli altri sono stato molto chiaro facendo capire che in campo conta soprattutto la testa”.

Dopo un trittico di partite insidioso da cui il Gallo esce con sette punti, si può dire che l’obbiettivo stagionale è cambiato o resta sempre quello prefissato a settembre? “A me sinceramente non piace parlare di obbiettivi e traguardi, perché poi in frangenti come questi si rischia di cadere in frasi fatte che potrebbero servire come giustificazione in caso di mancato raggiungimento di un traguardo; invece io dico soltanto che se vogliamo arrivare ai playoff dobbiamo continuare con questa intensità, soprattutto mentale, sapendo che dovremo sopperire ad alcune lacune con il carattere e la mentalità. Se riusciamo a fare questo sono convinto che potremmo toglierci grosse soddisfazioni”.

In questo campionato che non concede soste e cali di tensione, domenica il Gallipoli sarà di scena a Manfredonia, squadra che dista solo due punti dai giallorossi, si può già parlare di match decisivo? “Per l’ennesima volta andiamo ad affrontare un match delicato con molte defezioni tra squalificati ed infortunati: infatti oltre ai lungodegenti Puglia e Tarantino, che forse qualcuno spesso dimentica di citare, dovremmo fare a meno anche di Savino e Legari, due pedine molto importanti nel nostro scacchiere tattico e tutto ciò andrà a rendere ancora più complicata questa sfida. Sono dell’idea che la squadra dovrà andare in campo con coraggio e giocare la propria partita come ha sempre fatto, consapevole che non sarà assolutamente una gara decisiva, visto che mancano ancora molte partite”.

Sono ormai trascorsi più di quattro mesi dal suo arrivo a Gallipoli, dopo una fase di ambientamento, che idea si è fatto di questa piazza? “In questo preciso momento mi sento di dire con convinzione che io mi sento parte integrante di Gallipoli, i tifosi e la società mi sono vicini e apprezzano quello che stanno facendo soprattutto i ragazzi e quindi di conseguenza anche io; ora penso solo a fare bene e a ricambiare la grossa riconoscenza e il grande sostegno che il popolo gallipolino mi sta dando e io per questo ringrazio espressamente tutti i tifosi, perché capisco che non è semplice accettare certe situazioni, ma loro nonostante il passato, stanno sostenendo il mio progetto, capendo che per questa causa c’è da parte mia un impegno a 360 gradi e credo che proprio il Gallipoli sia la cosa più importante sia per me, sia per i tifosi che per la società”.