Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

[ESCLUSIVA SS] ECCELLENZA – R. Augelli: “Vicino al Casarano. Gallipoli e Andria lotteranno per il vertice”

E’ il leader della classifica cannonieri della Premier League pugliese, con 15 reti. Rocco Augelli, attaccante classe 1985, originario di San Giovanni Rotondo, è la punta di diamante del Vieste. Un’annata straordinaria la sua, un po’ come quella della squadra foggiana, in piena corsa per i play-off. Un campione sul campo, un ragazzo con la testa sulle spalle al di fuori. Solo una macchia in questa stagione, il rigore sbagliato nella finale di Coppa Italia col Casarano. Ma i rigori li sbaglia solo chi non li tira e poi qualcuno di molto più autorevole ha cantato che “un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. E queste qualità sicuramente non difettano a bomber Augelli. Così come la disponibilità , che ha dimostrato nel rilasciarci questa intervista, dalla quale viene fuori il calciatore e anche l’uomo.

Ti chiamano “La Gazzella del Gargano”. Com’è nato questo soprannome?
Il soprannome “la gazzella del Gargano” lo ha coniato un giornalista locale qualche anno fa. E’ riferito sia a me che a mio fratello per la nostra velocità  e le nostre movenze appunto simili a quelle delle gazzelle. Ci sono molto affezionato.

Qual è la tua squadra del cuore e a quale giocatore t’ispiri?
La mia squadra del cuore è la Juventus, il giocatore al quale mi ispiro è sempre stato Del Piero, esempio dentro e fuori dal campo. Però, come caratteristiche, il mio giocatore preferito era Shevchenko, per questo ho sempre chiesto di giocare col numero 7.

Il grande inizio di stagione del Vieste è culminato nella prestigiosa finale di Coppa Italia col Casarano, purtroppo per voi persa ai rigori. Brucia ancora quell’errore dal dischetto?
Non posso negare che ancora oggi ogni tanto ci penso a quella finale, ma purtroppo non ci posso fare niente, è andata così. Questo è il bello e il brutto delle finali: alla fine c’è sempre una squadra che gioisce e una che piange, in quel caso abbiamo pianto noi.

Proprio quel Casarano che i rumors di mercato estivi avevano indicato come tua probabile destinazione. Quanto c’è di vero in quest’indiscrezione e perchè, poi, non se n’è fatto nulla?
In effetti sono stato vicino al Casarano, ma alla fine il trasferimento non si è concretizzato perché ho deciso di sposare il progetto ambizioso dell’Atletico Vieste, anche se Casarano è una grande piazza, con tanta storia alle spalle che io conosco bene dato che ci ho giocato in passato, quindi è stato veramente difficile prendere questa decisione.

Fino ad ora hai messo a segno 15 reti in campionato, un bel bottino per un calciatore che gioca da esterno. Hai già  eguagliato il record dello scorso anno. Qual è il tuo obiettivo personale?
Di solito non mi pongo obiettivi personali, preferisco quelli collettivi, perché gioire insieme ai propri compagni è la cosa più bella. Però sicuramente cerco sempre di migliorarmi e penso che per un attaccante superare i 20 goal stagionali è sempre un bell’obiettivo da raggiungere. Io sono a 22 quindi sono molto contento, spero di continuare così.

Sei uno dei pezzi pregiati del torneo. Non pensi mai, ogni tanto, che questa categoria possa starti stretta e che per te potrebbe essere più proficuo andare a cercare nuovi stimoli in una piazza diversa?
Io penso che nella vita, nella maggior parte dei casi, ognuno ha quello che si merita. Se io gioco in Eccellenza vuol dire che merito questo, ma non ho rimpianti, anzi, per me questa è la mia serie A e cerco di comportarmi sempre in modo professionale.

D’altra parte, i quasi 150 gol realizzati con la maglia del Vieste non possono essere cancellati via con un colpo di spugna. E infatti sei l’idolo incontrastato dei tuoi tifosi. Cosa ti senti di promettere al tuo pubblico e come giudichi la stagione della tua squadra sinora?
Il traguardo dei 150 goal è tutto per il pubblico del Vieste, un pubblico eccezionale, che mi ha fatto sempre sentire il suo affetto anche nei momenti meno belli. Posso promettere che darò sempre il massimo per questa maglia che ormai sento cucita addosso, d’altro canto posso giudicare il nostro campionato attuale molto positivo dato che siamo in piena corsa per i play-off e cercheremo di raggiungerli fino all’ultima partita.

Nel prossimo turno ricerevete il Molfetta, già  sconfitto all’andata per 1-0. Una partita quasi da dentro o fuori per i baresi, che insidie nasconde questa gara?
Il Molfetta, sulla carta, è una delle migliori squadre e nel mercato di dicembre si è rinforzata molto con giocatori importanti. Non penso sia l’ultima spiaggia per loro, però è una partita fondamentale per entrambi per entrare nei primi cinque posti. Sarà  sicuramente una bella gara fra due squadre che giocano al calcio.

Chi vincerà  secondo te il campionato e qual è la delusione del torneo? Quale squadra ti ha impressionato e quale giocatore vorresti nella tua?
La vittoria del campionato se la giocheranno le prime due, anche se il Mola sta facendo benissimo, ma negli scontri diretti Fidelis Andria e Gallipoli si sono dimostrate un gradino sopra. La delusione non saprei, forse la Virtus Francavilla in base agli obiettivi iniziali. La squadra che mi ha impressionato di più nel girone di andata è stato il Gallipoli, che ha un ottimo organico, puntellato a dicembre, e uno dei migliori allenatori che li fa giocare a calcio, e sicuramente la Fidelis Andria che ha un organico importante. Non ci sono giocatori che vorrei nella mia squadra, sono contento di tutti i miei compagni, però secondo me una nota di merito va fatta ad alcuni over 35 come Villa, Moscelli, Di Pinto, Tenzone, Giacco, autentici trascinatori delle loro squadre e un esempio di professionalità  dentro e fuori dal campo. Quindi se devo fare dei nomi faccio i loro.

E per finire, una curiosità  sulla tua vita privata. Non solo calcio: sappiamo che stai per concludere il tuo percorso universitario.
Sono laureato in Scienze Motorie e sto prendendo la specialistica, mi mancano solo tre esami. Tutti i giocatori, specialmente a questi livelli, si dovrebbero costruire una strada alternativa. Molti ragazzini pensano che arriveranno in Serie A e invece smettono di giocare dopo gli anni da under e lasciano gli studi prematuramente. Non c’è cosa più sbagliata, bisogna avere sempre due strade, così se va male una c’è sempre l’altra e io lo sto facendo studiando in un ambito sempre sportivo, quindi il mio ambito, e poi anche per una soddisfazione personale perché una laurea è sempre una laurea.