ECCELLENZA – La Virtus bracca il Nardò, Casarano, Galatina e Novoli rigenerati: il punto
La tredicesima giornata del campionato di Eccellenza proponeva il big match tra Nardò e Vieste. Un incontro spettacolare solo sulla carta, perché alla fine si è trattato di uno scialbo 0-0. Per la squadra di mister Olivieri si tratta del secondo pari a reti inviolate, dopo quello di domenica scorsa contro il Trani, e dell’undicesimo risultato utile consecutivo. In virtù di questo risultato, i foggiani mantengono inalterato il vantaggio di sei punti sul Nardò, ma vedono farsi sotto Altamura e Virtus Francavilla Calcio, che rosicchiano loro due punti e appaiano proprio i neretini e il Trani al secondo posto. I brindisini espugnano il campo dell’Ascoli Satriano con un secco 3-0, terza vittoria esterna consecutiva, dopo quelle di Nardò e Casarano. Esordio con gol per Di Rito, nella ripresa è poi arrivata la doppietta di Montaldi. L’Altamura s’impone, invece, nello scontro diretto col Trani, grazie alle reti di Radicchio e Aloisio. Prima sconfitta in campionato per i biancazzurri, che erano rimasti l’unica imbattuta del torneo. Cade il Mola, per mano del Castellaneta, dopo una striscia positiva di cinque risultati. La rete, su rigore, di Martimucci, regala, ai tarantini, tre punti preziosi in chiave salvezza.
Battuta d’arresto anche per il Molfetta, piegato, per 2-1, da un rigenerato Novoli. A segno anche Denisi, che bagna, con il gol, l’esordio in maglia rossoblu. Con la riapertura del calcio-mercato, il Casarano si è rifatto profondamente il look. La vittoria in rimonta col Bitonto porta proprio la firma dei neo-acquisti Carminati e Tedesco. Terzo risultato utile di fila per il Galatina, apparso rigenerato dalla cura Levanto. I biancostellati battono per due reti a zero una delle squadre più in forma del campionato, l’Ostuni di Enzo Carbonella, e conquistano la seconda vittoria nelle tre ultime giornate, entrambe in trasferta. Ennesimo risultato deludente per l’Hellas Taranto. La sconfitta di misura, sul campo del Locorotondo, ha determinato le dimissioni del presidente Occhinegro, in segno di protesta contro l’ennesimo, a suo dire, arbitraggio scandaloso.
