CASARANO – La bandiera Rosciglione: “I nostri punti tutti meritati. Futuro? Mi piacerebbe allenare”
In un calcio dove, ormai, si stanno ammainando le ultime bandiere, ce n’è ancora una che continua a sventolare: dopo undici stagioni in rossazzurro, Luca Rosciglione può essere considerato come uno degli uomini simbolo del Casarano. Soprattutto perché, insieme, le “Serpi” e il centrocampista siciliano ne hanno viste e passate tante. E anche questa stagione non stava, di certo, facendo eccezione. In estate non esisteva nemmeno una società, figuriamoci una squadra. Poi, l’emergenza è rientrata e a oggi il Casarano se la sta giocando per un posto nei playoff. Anche se l’obiettivo sbandierato continua a essere un altro. “Siamo partiti per disputare un campionato tranquillo – sottolinea Rosciglione in esclusiva per SalentoSport -. Il nostro obiettivo resta la salvezza, poi, strada facendo, vedremo. La cosa certa è che i ventuno punti che abbiamo racimolato fino a ora sono tutti meritati, sia dal punto di vista della voglia e della determinazione che dal punto di vista tecnico e tattico. Stiamo smentendo tutti coloro che, alla vigilia, non nutrivano grandi aspettative nei nostri confronti”.
Un buon campionato sicuramente, soprattutto se consideriamo che davanti ci sono compagini dotate di mezzi economici e tecnici superiori. Qual è la squadra che lo ha maggiormente impressionato? “Il Cerignola: molto organizzato, di categoria e con giocatori forti. Ed è anche la più attrezzata a livello di rosa insieme all’Altamura e al Barletta, anche se quest’ultima non ha, ancora, mostrato le sue reali potenzialità. Vediamo che cosa succede con la riapertura del mercato, ma credo che fino alla fine se la giocheranno Cerignola e Altamura”.
E domani la dodicesima giornata propone il big match con la capolista Bitonto. Si aspettava un inizio di campionato simile da parte dei baresi? “Essere al comando di un campionato difficile come questo non può certo essere frutto del caso. Il Bitonto è una squadra molto quadrata, di carattere e con ottimi calciatori. Noi faremo, come, sempre, il massimo. Ci giocheremo la nostra partita a viso aperto, perché siamo un grande gruppo. Molto dipenderà dall’approccio iniziale. Prevedo un gran bel match”.
Le ultime due uscite in campionato hanno lasciato più ombre che luci. Prima la sonora sconfitta di Molfetta e poi il risicato 1-0 contro il Trani al “Capozza”, tra non poche difficoltà, soprattutto nel secondo tempo. Il fatto nuovo, a ogni modo, è che a Trani sembra essersi riaccesa la fiammella della speranza. “I biancazzurri mi hanno fatto un’ottima impressione, ho visto una squadra ben schierata in campo. D’altra parte Pettinicchio è un allenatore importante, hanno anche preso 3-4 giocatori nuovi e con qualche altro innesto credo che se la potranno giocare per la salvezza”.
Rischiando di far saltare gli “equilibri” determinatisi in questa prima fase di campionato, quando il Trani è stato terra di facile conquista per tutti. Staremo a vedere. E a proposito di equilibri, sembra non aver subito grossi scossoni il Casarano dopo le dimissioni di Mino Manta. “Il direttore è certamente una figura importante, dispiace, ma il calcio è anche questo. Noi siamo professionisti, dobbiamo solo pensare a giocare”.
Siciliano, classe 1980, centrocampista dalle indiscusse qualità tecniche, tattiche e caratteriali. E un fil rouge a percorrere l’intera carriera di Luca Rosciglione, quello che lo ha tenuto legato ai colori del rosso e dell’azzurro per ben undici stagioni. Legami affettivi a parte con la terra, cos’ha di magico questa maglia? “Fin dal primo giorno ho sentito mia questa maglia, come una seconda pelle. Sono molto felice di tutti questi in anni in rossazzurro. Forse ho rinunciato a qualche proposta dalla Serie C, ma a Casarano ho ricevuto tanto e ho dato tanto e queste sono le soddisfazioni impagabili del calcio e della vita. Vorrei chiudere la mia carriera qui. Dopo non so ancora cosa farò. Certo è che mi piacerebbe allenare i ragazzini, magari proprio nel settore giovanile del Casarano, se me ne daranno l’opportunità”.
