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CASARANO – Filograna ribadisce: “Comportamenti gravi ed inqualificabili da parte della tifoseria”

Il presidente del Casarano Eugenio Filograna entra, ancor di più, nel dettaglio. Con un’altra lunghissima nota su Facebook l’ex senatore descrive una serie di fatti, imputabili a parte della tifoseria rossazzurra, che lo starebbero convincendo a prendere “decisioni drastiche”, ovvero abbandonare la guida del sodalizio.

Il principale destinatario della contestazione dei tifosi è mister Antonio Toma, non visto di buon’occhio (“è come se Mazzone andasse ad allenare l’Atalanta”, ha scritto un tifoso su Facebook, ricordando il passato alla guida del Lecce del tecnico magliese), almeno dalla parte che contesta aspramente i vertici della società delle Serpi.

Filograna parla di insulti e danneggiamento di un cancello dello stadio dopo l’ufficializzazione di Toma (24/11/15); danneggiamento della recinzione dello stadio con intimazione ai calciatori del Casarano di togliersi la maglia di dosso con schiaffo ad uno di essi (29/11/15); i toni “chiaramente violenti” con cui alcuni tifosi si fecero trovare davanti agli spogliatoi, sempre nella partita di Barletta, intimando “con aggressività” alla dirigenza di dimettersi immediatamente; il fatto successo nella partita contro il Castellaneta (31/01/16) quando una parte dei tifosi voleva uscire dallo stadio all’intervallo, cosa vietata poi dai carabinieri, e il susseguente litigio tra un tifoso e un volontario che avrebbe reagito ad uno strattonamento colpendolo al volto; tale tifoso, riferisce Filograna, ha chiesto il risarcimento dei danni subiti alla società; e ancora: il presidente parla di taglio di gomme alla segretaria dell’associazione, cosa accaduta in due occasioni; la multa della Lnd per lo scoppio di alcune bombe carta nella partita di Barletta, per la quale lo stesso presidente aveva acconsentito alla richiesta dei tifosi di avere un contributo per andare a vedere la partita; sempre in quella domenica, sempre da quanto scrive Filograna, un ufficiale dei carabinieri gli segnalò la “non tollerabilità” e “pericolosità” dei comportamenti violenti di parte della tifoseria casaranese e la necessità di un intervento della società per motivi di sicurezza.

Si giunge, infine, a martedì scorso, 23 febbraio, quando “un nutrito gruppo di tifosi, alcuni dei quali in rappresentanza delle più note tifoserie, è regolarmente entrato agli allenamenti all’interno della curva Nord dello stadio Capozza. E fin qui tutto normale. Hanno iniziato una contestazione verbale molto accesa, condita da epiteti, ingiurie e offese nei confronti di tutti, me compreso. Circa una decina di persone ha poi iniziato a minacciare anche di passare alle vie fisiche se la squadra fosse stata allenata da Mister Toma. I calciatori ed il mister erano comprensibilmente spaventati e sono stato contattato in diretta per decidere il da farsi.  Ho visto personalmente la scena attraverso un video skype ed era evidente che se l’allenamento si fosse svolto come di consueto, ossia con mister Toma, avrei messo a rischio l’incolumità del mio staff. Ho quindi consigliato che Mister Toma non allenasse e che fosse svolto un allenamento ‘di facciata’ per tranquillizzare i tifosi. Trovo questo comportamento grave ed inqualificabile e non comprendo come gli autori possano ritenere che non ci siano state forme di violenza.

La violenza non si manifesta solo con le botte ma anche con minacce che, ingenerando timore, inducono qualcuno a fare qualcosa difforme dalla sua volontà.
• Il peggio è quindi stato scongiurato solo evitando che il Mister facesse il suo lavoro. Già questo mi pareva inaccettabile ed incivile ma pensavo che non ci fosse altro.
• Invece a fine allenamento venivano riscontrati i seguenti danni nel settore Curva Nord dove erano appunti stazionati i tifosi:
1. danneggiamento dei bagni con rottura di un lavandino
2. tentativo di apertura di una porta che consente l’accesso dalla curva nord agli spogliatoi tramite una sbarra presa dai bagni.
3. Danneggiamento dell’aggancio della serratura della suddetta porta.

La Casarano Calcio dovrà quindi sistemare i danni.

• Il tutto senza considerare i messaggi privati che ricevo – sia sul telefono che via Facebook – con insulti irripetibili e minacce anche di tipo fisico, tra cui anche incitazioni al suicidio”.

Al comunicato, Filograna aggiunge la nota delle multe ricevute dalla Lega nell’ultimo periodo, riferibili a comportamenti di parte della tifoseria rossazzurra (petardi, lancio di rotoli di carta in campo, sputi ad un guardalinee, fumogeni, ecc). “Voglio precisare – prosegue Filogranache non c’è solo l’aspetto economico, che comunque non è irrilevante dato che non ho risorse illimitate, ma c’è proprio un’ansia ed esasperazione continua”.

La conclusione: “Tutto questo comporta che lo spirito associativo è stato snaturato, che gli avvenimenti sportivi diventano un’occasione per violenza di gruppo e atti di vandalismo e che i calciatori e lo staff non riescono a lavorare sereni e sono sempre sotto tensione. La conclusione: 1. non è stato un singolo episodio ma un reiterarsi continuo di episodi, di cui l’ultimo ha rappresentato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso
2. non ho deciso sulla base del racconto di qualcuno che ha distorto i fatti ma ho sempre preso informazioni da più parti, facendo controlli incrociati e spesso anche guardando personalmente gli eventi. Peraltro i fatti sono anche descritti sui verbali sanzionatori della Lega Calcio
3. non ho preso la squadra ed accettato di spendere moltissimi soldi per generare violenza, insoddisfazione e danni
4. quando mi reco nel mio Salento non voglio pensare a dovere predisporre la sicurezza per la mia incolumità fisica ma vorrei solo pensare di andare in un posto bellissimo e godere delle meraviglie della natura”.

La tifoseria si divide tra chi invita il presidente a non mollare e chi contesta aspramente la ricostruzione dei fatti. Tra i commenti rilasciati sul canale social del Casarano, c’è la proposta di un un tifoso che invita, “a mo’ di provocazione”, il presidente ad aprire all’azionariato popolare per coinvolgere in prima persona i tifosi, dato che “il Casarano è dei tifosi e che da sempre il tifoso rossoazzurro è visceralmente innamorato della squadra”. 

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