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CASARANO – Casalino: “Attrezzati per far bene in campionato e in coppa. L’equilibrio il nostro segreto…”

C’è chi il destino lo ha avuto nel tallone, chi, invece, in tutti e due i piedi. Achille Casalino è un predestinato del pallone. La difesa il fortino da proteggere, il rettangolo di gioco il campo di battaglia, il “Capozza” un tempio da venerare. Per lui, gallipolino doc, con un passato recente da bandiera e capitano della squadra della sua città, la chiamata del Casarano non può non aver portato un fardello di responsabilità. Ma anche tanti motivi per cui essere orgoglioso. “Difendere questi colori regala stimoli importanti sottolinea il difensore classe 1988, in esclusiva per Salento Sport -. “Casarano è una piazza straordinaria e per qualsiasi calciatore salentino, calcare l’erba del “Capozza“, significa provare brividi indescrivibili. Speriamo solo che lo stadio torni a essere pieno come un tempo. Vogliamo, attraverso le prestazioni e i risultati, far riavvicinare quella gente delusa dalle ultime stagioni. Vedere la curva stracolma è uno spettacolo che non ha eguali”.

Casarano rappresenta la nobiltà del calcio pugliese. Blasone e ambizioni parlano chiaro. Con Nardò, Gallipoli e Virtus Francavilla in serie D, i rossazzurri sono “costretti” a vincere. La concorrenza non manca. Soprattutto Gravina e Altamura non hanno badato a spese. Ma la società guidata dal presidente Filograna ha allestito una rosa di grande livello, in grado di lottare per ambedue le competizioni. E vincerle. Tuttavia se provate a farglielo presente, lui, Achille da Gallipoli, glissa. “Non abbiamo fatto programmi a lungo termine, ma abbiamo deciso di ragionare partita dopo partita. Sicuramente vogliamo migliorare il rendimento della passata stagione. Al momento il campionato resta un sogno. Per quanto, invece, riguarda la coppa, sappiamo quanto sia importante per l’immagine di una società e per i tifosi. Disponiamo di una rosa in grado di far fronte a entrambi gli impegni”.

Dice e non dice Achille Casalino. Da un lato la consapevolezza della forza della squadra, dall’altro concretezza e piedi puntati per terra. Il Casarano ha già affrontato il Gravina e perso per 2-0. A parte il punto in classifica, che cos’hanno di più i murgiani rispetto ai rossazzurri? In generale, manca, ancora, qualcosa? “Non ci manca nulla né dal punto di vista numerico, né dal punto di vista tecnico e tattico. Forse all’inizio abbiamo un po’ peccato in fase difensiva, ma, attraverso il lavoro sul campo, siamo migliorati anche sotto quest’ aspetto. Tant’è vero che nelle ultime tre partite non abbiamo subito gol. E poi deteniamo il miglior attacco del torneo. Mino Tedesco sta segnando tantissimo. E meno male. Altrimenti chi lo sopporterebbe?“.

Quando le pressioni e le aspettative della piazza e degli addetti ai lavori sono alte, è giusto trovare modo e tempo per sdrammatizzare. La squadra sta attraversando un momento positivo. Mini striscia di tre vittorie consecutive, compresa quella di coppa, secondo posto in classifica e qualificazione ai quarti di coppa Italia ipotecata. Tutto sembra girare per il verso giusto. Dove sta il segreto? L’ex Gallipoli lo riassume in una parola. “Equilibrio, quell’alchimia che si crea tra la società, lo spogliatoio, microcosmo a sua volta bisognoso di equilibrio, e i tifosi. Se c’è equilibrio, si può venir fuori, facilmente, dai momenti negativi e nello stesso tempo si possono gestire con intelligenza i momenti di euforia”. E le varie fasi di un torneo che si preannuncia lungo e caldo. “Credo che il campionato sia livellato verso l’alto. Non vedo la corazzata ammazza campionato né la classica squadra materasso. Per queste ragioni, penso si deciderà tutto nelle ultime giornate”.

Ma come giudica le dirette concorrenti? “Il Gravina è stato costruito per vincere il campionato, e lo hanno anche ampiamente dichiarato loro stessi. L’Altamura ha una rosa sprecata per la categoria e, nonostante il momento di difficoltà, uscirà presto fuori. Anche Molfetta, Bisceglie e Trani sono state pensate per primeggiare. E una buona impressione me l’ha fatta l’Otranto. E proprio domenica prossima, il Casarano affronterà il Trani.Sarà una partita difficilissima. Loro vorranno dare continuità alla vittoria di Novoli, ma è probabile che arrivino stanchi dopo il recupero. Andremo a Trani per giocarcela, con il massimo rispetto dell’avversario, ma senza paura”.

Sembra averla cucita addosso da una vita, quella maglia, Casalino. Eppure, da dicembre fino a oggi, non sono stati sempre rose e fiori. Nella passata stagione, le occasioni per mettersi in mostra sono state troppo poche. “Dopo la partita col Nardò, l’allenatore non mi ha più preso in considerazione. In pratica, non ho fatto più un solo minuto. Sono stato una sorta di capro espiatorio di quella sconfitta. Mi restava, dunque, il cruccio di non aver dimostrato tutto il mio valore. Per questo, quando è arrivata la chiamata della società, in estate, non ho potuto dire di no. Mi sentivo in debito”. E le occasioni per sdebitarsi non mancheranno.

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