ECCELLENZA – Casalino (Racale): “Il nostro non è un hobby, chiediamo spiegazioni per le decisioni prese. Rischio collasso del sistema”

Il capitano del Racale sul momento delicato del nostro Paese e del calcio dilettantistico regionale e locale: "C'è gente che vive di calcio e dà da mangiare alla propria famiglia. È strano che in D si giochi regolarmente mentre l'Eccellenza è costretta a fermarsi"

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Foto: Achille Casalino, a sinistra

Il calcio dilettantistico (ma, al momento, solo quello regionale e provinciale), si ferma di nuovo a poco più di un mese dalla ripresa, causa seconda ondata di contagi da Covid-19. Dei problemi legati al nuovo stop, e non solo, ne abbiamo discusso col capitano del Racale, Achille Casalino.

“CHIEDIAMO UNIFORMITÀ DI TRATTAMENTO E SPIEGAZIONI” -“Purtroppo siamo costretti a fermarci ancora, consapevoli che tutto ciò che ci sta avvenendo intorno sia qualcosa di unico e mai accaduto prima. Nessuno qui vuole minimizzare quanto di grave stia accadendo, ma chiediamo che venga data uniformità di trattamento e, soprattutto, che vengano date delle spiegazioni valide alle decisioni che sono state prese, peraltro di punto in bianco. È molto strano permettere alle squadre di Serie D di continuare ad affrontarsi, considerando che vanno ad incrociarsi da regione a regione, mentre l’Eccellenza che è regionale (e che, peraltro, quest’anno col doppio girone è quasi provinciale) è costretta a fermarsi totalmente“.

“IL NOSTRO NON È UN HOBBY” – “Tutto è così poco chiaro… E non parlo solo di sfera calcistica ma parlo in linea generale: lavoro, istruzione, sanità, la confusione regna sovrana ed a farne le spese siamo noi cittadini e soprattutto lavoratori costretti ad attenerci alle regole. Noi da domenica siamo fermi come allenamenti collettivi, ma, ovviamente, il nostro staff tecnico ci segue con programmi personalizzati che stiamo svolgendo in maniera individuale. Il nostro è lavoro non è un hobby o uno svago, inutile girarci intorno, c’è gente che vive di calcio, paga affitti mutui e dà da mangiare alla propria famiglia col calcio. Ed essendo un lavoro che coinvolge il fisico, non puoi accenderlo e spegnerlo come fosse l’interruttore di un computer, un mese sì e uno no, dieci giorni sì e dieci no. Per questo motivo, noi – e dico noi perché parlo a nome di tutta l’Eccellenza pugliese e non – pretendiamo il diritto quantomeno di poterci allenare per non rendere vani i sacrifici fatti in questi mesi, da noi e dalle nostre società, che ci hanno garantito la possibilità di fare il nostro lavoro”.

PROPOSTE – “Il nostro suggerimento è innanzitutto quello di ritornare sul campo, ovviamente nel rispetto dei protocolli e del distanziamento sociale che può comunque consentirci di svolgere le sedute di allenamento con la speranza che, in questo mese, chi di dovere si adoperi per rendere possibile la più repentina regolare ripresa di ogni campionato, aiutando in questo modo le società di tutte le categorie a non far collassare il sistema perché è questo il rischio che stiamo correndo ora. Per ultimo ci tengo a precisare che il nostro urlo di discordia non vuole screditare tutte le altre categorie di lavoratori che vengono colpite da questi decreti che si susseguono. Siamo vicini ad ogni singolo lavoratore come noi speranzosi che quanto prima si possa tornare a vivere normalmente senza alcun tipo di restrizione”.

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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