BRINDISI – Matrimonio finito con Scarcella: “Ma ho chiesto ai miei compagni la Serie D…”

L'attaccante: "“Ho preferito interrompere il rapporto fin da subito, perché non sono abituato a fingere. Lascio con la morte nel cuore”

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Foto: S. Scarcella

Alla riapertura del mercato sarà uno dei pezzi pregiati. Perché i grandi attaccanti, di solito, vanno via come il pane. E Salvatore Scarcella è uno di quelli che la differenza la fa, sul campo e fuori dal campo. La notizia del divorzio dal Brindisi, affidata a un post sulla sua pagina Facebook, è una di quelle che fa rumore. Lui, brindisino doc, il capitano, la “V” tatuata idealmente sul petto, l’uomo della curva. Quella curva che domenica scorsa gli ha tributato uno striscione in cui lo ha eletto ufficialmente a bandiera. “Bandiera di un calcio senza valori”, si legge.

Ma forse c’era da aspettarselo che la storia d’amore tra Sasà e il Brindisi sarebbe, presto, giunta a epilogo. Non così presto, forse. Quando manca addirittura un mese e mezzo alla riapertura del mercato. Sessanta minuti in sette giornate sono stati davvero poca roba. Il segnale, probabilmente, che Scarcella non era più così centrale rispetto al progetto. Ed è lui stesso a spiegarci i motivi della separazione. “Avevo delle vedute diverse rispetto alla società – sottolinea l’attaccante classe 1983 -. “Ho preferito interrompere il rapporto fin da subito, perché non sono abituato a fingere. Lascio con la morte nel cuore”. Sarà bollente il telefono di Scarcella. “Sto valutando diverse proposte – ammette l’ormai ex Brindisi -. “Ma nel frattempo voglio prendermi un po’ di tempo per riposare, per dedicarmi alla mia famiglia e per fare la scelta giusta. Voglio ripartire alla grande. Mi sento bene e sono in forma. Ho ancora voglia di fare tanti di gol e ho fame di vittorie. Non mi pongo limiti per quanto riguarda la categoria, cerco una piazza con un progetto ambizioso e con una società seria”.

Ma intanto vuole congedarsi dal suo Brindisi facendo gli ultimi ringraziamenti di rito. “Ringrazio la società storica, nelle persone di Bassi, Giannelli, Bungaro, Bagnardi, Siliberto e Consiglia La Corte. Sono coloro che hanno risollevato le sorti della squadra fin dai tempi della Prima Categoria e che mi sono stati sempre vicini. Ringrazio i tifosi. Domenica scorsa mi hanno dedicato cori e striscione, sebbene non sapessero ancora della mia decisione. Mi sono commosso moltissimo. Ringrazio, infine, i miei compagni. Alla fine del match con l’Avetrana li ho riuniti tutti nello spogliatoio e ho chiesto loro, come ultimo favore, quello di riportare il Brindisi in Serie D”.

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