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BITONTO – Mancata partita col Casarano per una multa non pagata: la versione della società neroverde

Bitonto-Casarano, ieri, non si è giocata. Il motivo? Un’ammenda non pagata. Di seguito la versione della società neroverde che vi riportiamo integralmente.

La scrivente U.S. Bitonto Calcio 1921 con la presente nota intende illustrare le motivazioni circa la mancata disputa della gara U.S. Bitonto – S.S.D. Casarano Calcio valida per la 13° giornata del Campionato Regionale di Eccellenza Pugliese.

L’arbitro, il sig. Palmisano di Taranto, non ha dato avvio alla partita, poiché richiedeva che la società U.S Bitonto, prima del fischio di inizio, procedesse a mostrare l’avvenuto pagamento dell’ammenda comminata nel Comunicato Ufficiale n. 56 del 26.02.2015 o che provvedesse a consegnare nelle sue mani un assegno bancario di € 525,00 ad estinzione della suddetta ammenda.

La scrivente società nulla sapeva in merito a questa scadenza perentoria, poiché non ha ricevuto alcuna notifica da parte degli Organi Federali né per via telefonica, né per via di posta elettronica, né per via di posta raccomandata. L’U.S. Bitonto avrebbe tranquillamente pagato in settimana l’ammenda, tanto che il Presidente Noviello aveva già pronta la somma da erogare.

Peraltro, l’U.S. Bitonto, ignara quindi di dover ottemperare necessariamente entro le ore 16.15 (considerati i 15 minuti di tolleranza ex C.U. n.62 del 27.03.2015), veniva informata non subito al momento dell’arrivo della terna arbitrale, ma soltanto circa mezz’ora prima dell’inizio della partita.

Nonostante la ridottissima tempistica, la società si adoperava immediatamente per consegnare al sig. Arbitro la somma di € 525,00. Vi era la disponibilità di tale importo in moneta contante che il sig. Palmisano, rispettando il regolamento, rifiutava, ma che la società intendeva consegnare alla presenza del sostituto commissario di P.S.  dr. Antonio Limongelli in attesa che arrivasse il Presidente Noviello con l’assegno bancario di lì a breve.

Alle ore 16.30 un altro dirigente dell’U.S. Bitonto si recava nello spogliatoio dell’Arbitro per consegnargli l’assegno al fine di poter dare avvio alla gara alla presenza delle Autorità di P.S., ricevendo un netto rifiuto, poiché erano decorsi i 15 minuti di tolleranza.

Sempre nell’arco di tempo tra le 16.00 e le 16.30 persino il Sindaco di Bitonto, dr. Michele Abbaticchio, e l’Assessore allo Sport del Comune di Bitonto, dr. Domenico Nacci, si recavano dall’Arbitro per garantire che nel corso dell’intervallo avrebbe ricevuto l’assegno, ma che, come suggerito anche dalla Polizia presente, era opportuno iniziare la partita per motivi di ordine pubblico, poiché sugli spalti vi erano circa 600-700 spettatori e che quindi una decisione di non far giocare avrebbe potuto comportare disordini.

Nel frattempo, il direttore sportivo dell’U.S. Bitonto, sig. Francesco Morgese, il Sindaco e l’Assessore, a più riprese cercavano di contattare il Presidente del Comitato Regionale Puglia, dr. Vito Roberto Tisci, affinchè egli potesse sbloccare la situazione. Ma il Presidente era irrintracciabileVi sono persino degli sms del dr. Nacci a testimonianza.

Veniva così contattata la sig.ra Diletta Mancini della FIGC, affinchè Ella potesse contattare il dr. Tisci; il sig. Morgese contattava il numero verde AIA cui rispondeva il sig. Cursi per illustrare la situazione critica.

Ma nessuno di essi riusciva a sbloccare la situazione. Alle ore 16.45 circa il sig. Palmisano comunicava che la gara non avrebbe avuto luogo per “ordini dei suoi superiori”La società U.S. Bitonto, alla luce di tutto quanto sopra esposto – che può essere confermato dalle persone citate (dr. Abbaticchio, dr. Nacci, dr. Limongelli in particolare) – promuoverà reclamo avverso la mancata disputa della gara, chiedendo che non venga omologata col risultato di 0-3 a favore della S.S.D. Casarano Calcio, ma che vi sia la ripetizione della partita, poiché, si ribadisce, non informata riguardo la scadenza perentoria dell’ammenda (peraltro, pagata con bonifico alle ore 19.00 del 29.03.2015 a dimostrazione che i soldi c’erano e ci sono).

Quindi si ravvede la chiara insussistenza della causa che non ha permesso la normale disputa della partita.

Non vi è alcuna traccia di una lettera raccomandata della FIGC – LND Comitato Regionale Puglia indirizzata alla sede U.S. Bitonto di via Dante, 33 – 70121 Bari, in cui si intima alla scrivente società di ottemperare al pagamento dell’ammenda. Pertanto, si chiederà che venga fatta chiarezza in merito al suddetto avviso postale, poiché nessuno dei dirigenti tesserati dell’U.S. Bitonto ha mai ricevuto né tanto meno controfirmato per ricevuta una raccomandata dal Comitato Regionale Puglia con l’intimazione al pagamento dell’ammenda.

In tutta questa triste storia, forse unica nel panorama calcistico nazionale, preme evidenziare il comportamento corretto di entrambe le tifoserie che hanno accettato la mancata disputa con profonda indignazione verso una burocrazia che così “uccide” questo sport.

Inutile rimarcare la profonda mortificazione di calciatori, addetti ai lavori ed anche della terna arbitrale, che appariva impotente dinanzi ad una decisione da prendere, e di tutti coloro erano accorsi allo stadio “Città degli Ulivi”.

Con un po’ di buon senso, gli atleti sarebbero scesi in campo e ci sarebbe stato il vero spettacolo e non un teatrino dell’assurdo come purtroppo accaduto.

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