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AVETRANA – Amabile ‘vola’ tra i ricordi: “Che parata al 90′ col Trani e quel rigore neutralizzato al Mola”

Al pubblico di Avetrana si è presentato con una super parata nel finale di match con il Trani. Solo undici partite, perché Luigi Amabile è arrivato in biancorosso a fine gennaio, ma tanto, comunque, è bastato, per farlo diventare uno dei beniamini dei tifosi locali. Con le sue parate ha contribuito a una salvezza storica. Ordinaria amministrazione, per uno che ha trascorso gran parte della sua carriera tra le serie professionistiche. La scelta di vestire il biancorosso se non è stata coraggiosa poco ci manca, vista la situazione di classifica molto precaria attraversata dalla squadra in quel momento.

“Il corteggiamento era già cominciato a dicembre, quando mister Viscido aveva espresso la volontà di avermi lì ad Avetrana – spiega Luigi Amabile, in esclusiva per SalentoSport -. Inizialmente sono stato molto titubante, soprattutto perché non volevo allontanarmi troppo da casa. Ma sono bastate due chiacchiere con il mister, il direttore e il presidente, dopo il primo allenamento, per accettare”. Eppure l’approccio non è stato dei più semplici. “Sono arrivato in una settimana di grande confusione. La tranquillità che avevo avvertito il primo giorno era già scemata. Quando ho iniziato ad avere la fiducia dei compagni, ho cominciato a essere me stesso, mi sentivo concentrato e avevo una gran voglia di fare bene e di dimostrare che il mister non si era sbagliato. Sia la squadra che la società hanno apprezzato tantissimo il mio rendimento. Inoltre ho avuto due coinquilini straordinari, con i quali ho condiviso tanto. Insieme, siamo riusciti a trasmettere al resto dei compagni le nostre metodologie di lavoro”.

I due coinquilini sono il muro della difesa, Francesco La Rosa, anche lui arrivato nel mercato di riparazione e Stephan Coquin, l’uomo dei quattordici gol. Su di loro e sul gruppo mister Viscido ha costruito un piccolo miracolo. Già il gruppo, quello che fa la differenza, il valore aggiunto, quello che ti permette di vincere anche di fronte alle difficoltà più estreme. E da questo punto di vista la partita di Gallipoli rappresenta l’emblema della stagione. “Eravamo in emergenza numerica: ci mancavano uomini importanti come Coquin, La Rosa, Macaluso e Cimino. È stata la dimostrazione della forza del nostro gruppo. Dopo quella vittoria l’autostima è salita alle stelle. In generale, le ultime nove partite sono state tutte significative”.

Un rush finale eccezionale, sette vittorie e due pareggi. Solo il Cerignola è stato in grado di mantenere il passo degli uomini di mister Viscido. “Resta un piccolo punto interrogativo: guardando le statistiche chissà che cosa sarebbe potuto accadere se avessimo cominciato il campionato con questa squadra e questo allenatore”. Gerardo Viscido è stato determinante per la salvezza dell’Avetrana, così come il lavoro del direttore sportivo, Antonio Bruno e della società. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo con grande merito. Grazie a un’organizzazione di gioco ben precisa e agli innesti giusti tutti i pezzi del puzzle si sono incastrati in maniera perfetta. Il nostro exploit è la dimostrazione che il lavoro paga”.

Luigi Amabile da Nocera Inferiore, classe 1984, ha indossato tra le altre le casacche di Benevento, Vibonese, Celano, Nocerina e Lanciano. Com’è stata l’esperienza avetranese, dopo essersi confrontato con squadre che hanno fatto la storia della terza serie calcistica? “Ad Avetrana mi sono trovato veramente bene, ho dato tanto a livello calcistico e umano, ma ho ricevuto anche tanto. Ringrazio tutte quelle persone che ci sono state vicine e in particolare il fratello del presidente, Vincenzo Saracino, vera e propria figura di riferimento per me”. E continuando ad aprire i cassetti dei ricordi di questa stagione, a livello personale due sono le immagini che restano impresse nella memoria. “La parata al 90’ contro il Trani, che ha permesso di portare a casa lo 0-0 e il rigore parato al Mola, che ha contribuito alla vittoria contro una diretta concorrente”.