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VE LO RICORDATE? – Theodoros Zagorakis, il Baggino dell’Egeo

La settimana scorsa leggevo una notizia circa il cambio di presidenza al timone del Paok Salonicco: Zisis Vryzas – ex attaccante stazionato a lungo in Italia – subentra a Theodoros Zagorakis. Ma chi, quello del Bologna o come affermò il patron Gazzoni Frascara, il Baggino dell’Egeo?

Theodoros Zagorakis con il Divin Codino ha in comune solo l’appartenenza al Bologna, ma per uno strano scherzo del destino il suo grado di celebrità rischiava di rasentare quello del trequartista buddista dopo la vittoria della sua Grecia all’Europeo del 2004. Un po’ come Mike Myers, che non si è mai riuscito ad emancipare dal costume anni 60 di Austin Powers, così il nostro amico Zago non si è mai scisso dal blocco granitico di quella bizzarra nazionale, guidata dal bravo Otto Renhagel.

Centrocampista centrale di tanta quantità e discrete qualità, Zagorakis guida per sei anni la mediana del Paok, dopo aver svolto la leva calcistica in B con il Kavala, insieme all’amico Vryzas. Nel 1998 il Leicester si accorge di lui e lo porta in Premier League, ma nella terra della Regina il nostro eroe si distingue più per sportellate in mischia che per la sua tecnica. Due anni più tardi torna sui campi ellenici, sponda Aek, e si prepara per il 2004, la stagione degli Europei in Portogallo, l’anno zero – inizio e fine – della sua celebrità.

In un torneo tratteggiato alla Libro Cuore, la Grecia arriva in finale dove supera la strafavorita Francia: è il trionfo dell’operaio sul divo, del greco di tufo sullo Chardonnay, dei Zagorakis e dei Charisteas sugli Zidane e gli Henry. Chi vince il titolo di Mvp? Proprio lui, il Zago, che arriverà persino quinto nella classifica del Pallone d’Oro. Tra un’abbuffata di moussaka e una moderna danza pirrica si festeggia lo storico successo, gli eredi di Aristomene ed Otrioneo ricevono offerte da ogni angolo del Vecchio Continente, da atomi inscindibili di una molecola vincente si trasformano (anzi vengono trasformati) in strutture autonomamente valide. Un grave errore di calcolo, di icariana memoria.

Per Zagorakis si muovono con decisione Fiorentina ed Atletico Madrid, ma a sorpresa la spunta il Bologna, società che aveva pianificato in gran segreto il suo trasferimento. In realtà l’Aek Atene è obbligata a coprire un buco di quasi cento milioni di euro, da ricoprire in una settimana, ed i pezzi pregiati (sic!) del mercato si svincolano in breve tempo per alleggerire le casse. “Al primo impatto, Theo mi ha colpito per l’entusiasmo e le forti motivazioni che lo accompagnano. Si vede che è felice di essere con noi e di avere scelto il Bologna, inoltre si è presentato in buone condizioni”, parola di Carletto Mazzone, mister rossoblu, che non vede l’ora di utilizzare l’esperienza del 32 enne greco in mezzo al campo.

Il giocatore è atteso nel ritiro di Dimaro per il primo di agosto: il campionato slitta a meta settembre, causa problemi sulla trattazione dei diritti tv, ed il Bologna decide di risparmiagli il pre ritiro di Vipiteno dopo le fatiche dell’Europeo. Quando la data fatidica sta per avvicinarsi, il procuratore del giocatore annuncia il prolungamento del riposo fino al giorno 7; la società non la prende bene e rilancia il 4 agosto, a mò di asta, l’entourage del Zago accetta quella data, stabilendola però come arrivo a Bologna. Tra i giocatori qualcuno mugugna, i greci “italiani” delle altre squadre sono tornati a lavoro nei tempi, ma il Zago ha agito di testa sua da perfetta primadonna.

Scusate se non parlo italiano, cercherò di impararlo il più in fretta possibile”, così si era presentato in conferenza stampa: fatto sta che la lingua non la impara, forte della conoscenza comune del greco del suo traduttore Ighli Tare, di calcio italiano ci capisce ancor meno. Lento, prevedibile, macchinoso, a volte persino goffo: in mezzo al campo subisce il dinamismo dei giovincelli, quando si sposta sulla destra per sopperire all’assenza di Nervo mostra una lentezza a tratti imbarazzante.
Un Bologna costruito per la metà classifica, saluta la Serie A dopo lo spareggio con il Parma e Zagorakis torna in patria a gambe levate dal suo primo amore Paok, squadra della quale diventerà presidente dopo il ritiro del 2007.

La scorsa settimana lascia la scrivania ed anche a Salonicco si domandano se il Zago non carburi senza Karagounis, Dellas e compagnia bella, i Goonies ellenici del nuovo millennio, invincibili in gruppo, inconsistenti da separati…come Zago, il Baggino dell’Egeo.