VE LO RICORDATE? Javier Portillo, di galactico solo la gelatina
Un incrocio in tinta iberica tra Rufio – il capoccia dei bimbi sperduti – ed un trafficante di bamba che fa la spola tra Medellin e Miami. Javier Portillo è il regalo di Andrea Della Valle ai tifosi per il repentino ritorno della Fiorentina nella massima serie (dopo il fallimento del 2002): che ci fa un ragazzino con la cresta da punk e lo sguardo sbarazzino davanti alla sede di Viale Fanti? E’ il nuovo punto di riferimento dell’attacco viola: ma un tempo non c’era Batigol? Cambia poco, prima andava il capello sciolto da gringo, ora l’acconciatura gotica da Sex Pistols, quel che conta è il curriculum. Queste ad occhio e croce devono esser state le risposte che il ds Lucchesi deve aver propinato in giro, a quanti gli chiedono di quel ragazzotto di Aranjuez.
Oltre 700 gol nelle giovanili del Real Madrid, 43 in competizioni ufficiali tra squadra B e C più una stagione e mezza alla corte di Vicente Del Bosque. La concorrenza di gente come Ronaldo, Morientes, Raul non giova al giovane Javier, e così la coppia più assortita del mondo, al secolo Butragueno-Sacchi, inserisce lo sbarbato in lista prestito.
Mezza Spagna si scapicolla per prelevarlo, Inter e Lazio se lo contendono in Italia, ma alla fine, grazie all’intermediazione di Ernesto Bronzetti, è il ds della Fiorentina Lucchesi ad annunciare il nuovo attaccante: prestito con diritto di riscatto, quel vecchio volpone di Emiliano Mondonico, che di calcio ne ha masticato, nutre qualche dubbio sulla tenuta tattica nel nostro Paese, ma solo la parola “galactico” serve a sciogliere qualsiasi riserva.
“Trattatemi bene, così il prossimo anno resto qui”, queste le prime dichiarazioni del gallo cedrone coccolato da Ronaldo, pronunciate con quel pizzico di altezzosità che guasta malamente l’umile progetto di rinascita della Fiorentina. Il buon Javier, oltre ai toni da primadonna, pretende di scegliere il proprio partner d’attacco: Riganò è perfetto, Miccoli meno, magari un tridente, "basta che gioco". Di Vryzas e Fantini neanche a parlarne, ti pare che il principino blanco si mette in competizione con un greco qualunque e con un abbonato di B e C?
È proprio il greco a regalargli l’assist per il primo gol italiano, in Coppa Italia contro il Como. Il popolo viola si frega le mani, qualcuno già parla di Europa, Lucchesi se la ride, il saggio Mondonico insinua la molecola del dubbio: “Portillo ha il vizio di fare gol – sottolinea il Cartesio di Rivolta d’Adda – ma è ancora acerbo tatticamente. Riganò è indubbiamente il nostro migliore attaccante”. Ma come mister, mi paragona il cocco di Ronaldo con un ex muratore che ha fatto le fortune dell'Igea Virtus? Forse segnare un centinaio di gol in provincia è più indicativo di 700 con i bimbi di Spagna… staremo a vedere.
Un’altra rete in Coppa Italia con il Verona, poi scatta il campionato: prima partita, contro la Roma, Portillo in panca. Entra nella ripresa, errore clamoroso a porta vuota, solo sfortuna. Titolare contro il Cagliari, 45 minuti senza acuti, poi la sostituzione con uno di quelli sconosciuti: Fantini. Il “Mondo” lo difende insistendo sulle difficoltà di inserimento in un torneo così tattico, per un cultore del dubbio servono prove e controprove prima di bocciare.
Lo spazio per Portillo tuttavia diventa sempre minore, spezzoni di partita, gol neanche a pagarli e prime avvisaglie di malessere: il procuratore Herminio Mendez parla di un giocatore sfiduciato per la troppa concorrenza in avanti. Il ds madridista Butragueno inscena una sorta di polemica, un mix di delusione ed incredulità verso quel ragazzino che tanto segnava in terra iberica, anche se l’ex bomber del Real sottolinea il poco spazio concesso dalla Fiorentina.
Quando Buso sostituisce Mondonico alla guida della squadra, Portillo ha una nuova occasione: ritrova la via del gol in coppa contro il Parma, poi il primo sorriso in campionato contro il Chievo, ma le ultime pessime prestazioni di dicembre segnano la fine della sua avventura italiana.
Un infuriato Butragueno lo riprende al Real, sui muri di Firenze si ripropone la goliardia medievale: “13/01/05 – Ciao Galattico”.
La carriera di Portillo prosegue tra Bruges, Gimnastic, Osasuna ed Hercules, con il Real che dopo tante stagioni di riscatti e contro riscatti fissati, lo abbandona con qualche lacrimuccia.
Oggi il Rufio della Fiorentina – lui sì, tremendamente sperduto – gioca tanto e male al caldo di Las Palmas (Segunda Division), un’isola che c’è e che, a differenza di quella di Peter Pan, non offre alcun tipo di emozione… galactica.
