L’AVVERSARIO – Novara: domani ultimo treno per la Serie A, agognata per ben 55 anni

Il Novara di Attilio Tesser, domani pomeriggio, si giocherà gran parte della stagione contro il Lecce di Serse Cosmi. I piemontesi distano dai salentini solo tre punti (26 a 23) e domenica, al “Silvio Piola”, cercheranno di non perdere l’ultimo treno salvezza. Rigoni e compagni dovranno perciò confermare quando di buono fatto nelle ultime giornate con le vittorie su Udinese e Siena, sei punti che hanno riacceso flebili fiammelle di speranza.

Nessuno si aspettava alla vigilia di questo campionato tale situazione: dopo la bellissima e sfiancante cavalcata dello scorso anno, conclusa con il terzo posto conquistato attraverso il play off contro il Padova, grazie al 2-0 del “Piola” firmato Gonzalez e Rigoni (0-0 nella gara di andata), l'ambiente era sì pronto a un campionato difficile, ma da affrontare con l’entusiasmo di chi torna nella massima serie dopo cinquantacinque anni. L’addio del ds Pasquale Sensibile (passato alla Sampdoria) è stato il primo duro colpo. Sensibile (sostituito da Mauro Pederzoli), insieme a Tesser, costruì una squadra capace di conquistare la B e far sudare il Milan negli ottavi di Tim Cup, nella stagione 2009-2010.

Il ritorno in A è un sogno che si realizza. Un sogno che ben presto diventa un incubo. La squadra, pur conquistando quattro punti nelle prime tre giornate, grazie anche allo storico successo per 3-1 sull’Inter, comincia la sua discesa verso il fondo della classifica, chiudendo il girone d’andata con soli 12 punti. Dopo quattro sconfitte di fila, la dirigenza esonera Attilio Tesser e si affida ad Emiliano Mondonico: uno dei decani dei tecnici italiani avrà però vita breve, nonostante riesca a battere l’Inter a Milano (solo cinque i punti portati in dote dal Mondo).

Ritorna in panchina Attilio Tesser che guida i suoi alla ricerca disperata di un posto al sole. Il nuovo inizio è incoraggiante, con i già citati sei punti su Udinese e Siena. Domenica lo aspetta la sfida do or die contro il Lecce. Sfida decisiva per entrambe le formazioni, forse ancora di più per i padroni di casa, all’ultima chiamata per la permanenza in Serie A, raggiunta con sudore e lacrime, dopo cinquantacinque anni di Purgatorio.

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