Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

GALLIPOLI – Barba esulta e attacca D’Odorico: “Il Tribunale conferma la nostra tesi”

Attraverso il seguente comunicato, Vincenzo Barba, ex presidente del Gallipoli Calcio, si scaglia contro Daniele D'Odorico, condannato ad un anno e sei mesi, più una provvisionale di 1 milione di euro per lo stesso e per il nipote Antonio, per truffa, nell'ambito del passaggio di proprietà della società giallorossa, avvenuto nel 2009.

Di seguito l'intero comunicato

La sentenza di primo grado che condanna Daniele D’Odorico a un anno e sei mesi – e non solo- per truffa, getta un primo fascio di luce nel tunnel in cui è stata artatamente condotta da persone spregiudicate la storia del calcio gallipolino.
Il Tribunale ha, intanto, riconosciuto che il sottoscritto è stato indotto in errore dal comportamento truffaldino – simile a quello di uno pseudo-americano miliardario in vacanza – con il quale D’Odorico si è presentato in città millantando di essere in possesso di posizioni finanziarie idonee a consentire il proseguo del calcio nella “Città Bella” e il raggiungimento dell’ultimo traguardo sportivo mancante, dopo che la nostra società era stata in grado con sacrifici, intelligenza, managerialità e l’indispensabile supporto del tifo, di portare i colori giallorossi dalle categorie dilettantistiche alla Serie B, conseguendo ben cinque promozioni in sette anni, vincendo la Coppa Italia di Categoria e arrivando alle soglie del calcio stellare.

Quando abbiamo preso atto che da soli non eravamo più in grado di assecondare i sogni e le aspettative di una grande città come Gallipoli, abbiamo dovuto prendere in rassegna le offerte che, in quel momento, ci erano pervenute. Si è presentato a noi il signor D’Odorico promettendo non solo di avere sostanze illimitate per proseguire il cammino che avevamo intrapreso, ma che aveva in animo di realizzare tanti investimenti immobiliari – stadio compreso – che avrebbero portato ricchezza e benessere in città, magari anche a suon di goal e di bel calcio nel segno della continuità “alla Barba maniera”. Nulla, ovviamente, ha raccontato sul fatto che di illimitato aveva soltanto le parole; non possedeva beni, non era fornito di sostanze economiche e le uniche proprietà di cui godeva erano gravate da pesanti ipoteche, una delle quali iscritta, addirittura, pochi giorni prima di acquistare il Gallipoli.

La sentenza di condanna di D’Odorico per la truffa intentata ai danni del Gallipoli e di Gallipoli, oltre che del sottoscritto, è soltanto un primo passo verso la scrittura della verità su come andarono i fatti in quell’estate del 2009. Né il risarcimento immediato di un milione di euro al quale è stato condannato in favore della precedente proprietà lenisce la ferita economica e morale prodotta dal personaggio in questione che, in riva allo Jonio, è ricordato soltanto per la spacconeria con la quale fece “furia francese e ritirata spagnola” distruggendo, in nove mesi, il lavoro di tanti anni.

Questo è quanto capita a chi pensa con il calcio di fare business non avendo le risorse: non si scherza con i sentimenti sportivi e non di intere comunità che nel pallone vedono non soltanto il giusto svago settimanale, ma anche un’attestazione delle proprie radici, del proprio campanile e della propria cultura. E infatti, come volevasi dimostrare, non si è fatto business (cosa inconcepibile e immorale dal momento che, quando si decide di investire nel mondo del pallone, bisogna sapere che si deve soltanto dare e mai prendere), ma ha distrutto un sogno di un’intera città che si ritrovava la domenica allo stadio “Antonio Bianco” per affermare, con le vittorie calcistiche, la propria voglia di protagonismo sociale.

Come già detto, questa sentenza è soltanto un primo passo!!! Altri ne dovranno essere compiuti per riscrivere una pagina di storia, non soltanto cittadina, ma utile ad essere paradigma per tante altre vicende simili che non dovranno mai più succedere e mai più accadere.

L’auspicio è quello che tutto ciò sarà d’insegnamento e aprirà gli occhi agli attuali dirigenti che proseguiranno, con l’enfasi degli inizi, a dedicarsi anima e cuore allo sport più bello del mondo, che farà gustare loro tanti, tantissimi, bei momenti.