CALCIO – La folgorante carriera di Fabrizio Miccoli, il Romario del Salento
Nella terra del Salento, una delle più belle del Meridione italiano, il calcio è senza dubbio lo sport più seguito e amato in assoluto. E tra i nati in questa regione colui che meglio ha rappresentato il talento calcistico è stato Fabrizio Miccoli, un classe 1979 nato a Nardò, in provincia di Lecce, che ha giocato in tantissimi club prestigiosi. Dopo aver imparato a dar calci a un pallone nelle stradine della sua città, il Romario del Salento, come è stato poi soprannominato più avanti per la sua somiglianza al fenomeno brasiliano, ha fatto la gavetta al Casarano, squadra di casa sua.
Prima di debuttare con il club pugliese, però, Miccoli aveva giocato due anni nelle giovanili del Milan, una delle squadre con più opzioni di imporsi nel prossimo torneo italiano secondo le quote sul calcio scommesse più attuali. La sua carriera, tuttavia, sarebbe esplosa lontano da casa sua, ossia in quell’Umbria che lo avrebbe accolto come un figlio nell’estate del 1998, quando ad appena 19 anni avrebbe firmato con la Ternana. Con il club rossoverde il folletto salentino avrebbe pian piano scalato il calcio nazionale, giocando quattro stagioni in Serie B l’ultima della quale con un ottimo bottino di 15 reti totali, prima di passare al Perugia, che si affacciava alla Serie A. Dopo l’annata 2002-03 con il Grifone, la Juventus si interessò a lui e decise di acquistare Miccoli per poter avere un’ottima alternativa nel novero dei suoi attaccanti. Con i bianconeri, tuttavia, il salentino avrebbe avuto veramente poco spazio, giocando prevalentemente partite meno importanti a causa di una concorrenza spietata che lo vedeva costretto a giocarsi il posto con mostri sacri come Del Piero, Ibrahimovic, Trezeguet e Di Vaio. Dopo due stagioni in bianconero Miccoli comprese che per esplodere sarebbe dovuto andare altrove, e fu la Fiorentina la squadra che credette in lui. In viola il salentino avrebbe realizzato un’ottima stagione segnando ben 12 reti nell’annata 2004-05, attirando così l’attenzione del Benfica, una grande d’Europa.
Con la squadra di Lisbona l’attaccante pugliese avrebbe giocato due anni, vincendo una Supercoppa di Portogallo. La sua connessione con l’ambiente portoghese fu totale, come avrebbe lui stesso ammesso più tardi in un’intervista nella quale disse che quella con il Benfica era stata l’esperienza più bella della sua carriera.
Il ritorno in Italia, però, fu questione di tempo. Nell’estate del 2007 il presidente del Palermo Maurizio Zamparini lo volle fortemente per migliorare la sua squadra, e nel capoluogo siciliano Miccoli avrebbe trovato la sua dimensione, raggiungendo la completa maturità calcistica e mentale con una squadra che con lui in attacco avrebbe giocato anche competizioni europee. Il folletto salentino, inoltre, avrebbe vissuto le sue migliori stagioni dal punto di vista realizzativo segnando in una stagione 19 reti e in un’altra 16. Dopo sei anni a Palermo, il salentino sarebbe finalmente tornato a casa sua per giocare con la maglia del suo amato Lecce fino all’estate del 2015, certificando così un amore enorme per la società giallorossa.
