EUROPEI – Noi al biscotto non ci crediamo…
Noi ai biscotti non crediamo. E’ uno scenario che non prendiamo nemmeno in considerazione, seppur consapevoli che c’è anche questa possibilità . Che la Spagna, Campione del Mondo e d’Europa in carica, squadra votata al calcio spettacolo, formazione che ha nel dna solo la vittoria, possa scendere in campo con l’obiettivo del 2 a 2 e quindi del biscotto, per eliminare l’Italia, non è un’ ipotesi credibile. E nemmeno la Croazia ci sembra adatta a questo genere di argomenti. Bilic è persona seria, sanguigna. E’ un allenatore giovane e preparato, che vuole arrivare in alto e, glielo auguriamo, ce la farà . Il 2 a 2, poi, sarebbe un risultato abbastanza strano, difficilmente ipotizzabile. La Spagna raramente incassa due gol, e la Croazia non ci sembra attrezzata per tale impresa.
Va bene, Mandzukic e Jelavic stanno facendo bene, Modric si sta confermando un grande regista, ma la Spagna è un altro pianeta. E poi, Del Bosque, che proprio ieri ha detto che "gli europei sono un festival del calcio e noi dobbiamo onorare lo spirito dello sport" ha deciso di fugare ogni dubbio mandando in campo l’undici titolare. Ve lo immaginate Iniesta che gioca per non vincere? Noi no. Detto questo, non ci resta che attendere, fiduciosi. E soprattutto dobbiamo vincere, e il destino ci mette contro un grande italiano, il 73enne Trapattoni che con Tardelli guida l’Irlanda. Non sarà facile, ci attendono 90 minuti di sacrificio e abnegazione, concentrazione e sofferenza.
Scardinare il blocco difensivo di sei, sette uomini che il Trap è solito schierare non sarà facile e Prandelli lo sa bene. Ecco allora un’Italia rivoltata come un calzino rispetto alle prime due uscite europee: difesa a quattro con Abate e Balzaretti ai lati di Barzagli e Chiellini, Marchisio Pirlo e De Rossi al centro, Thiago Motta alle spalle di Cassano e Di Natale. Cesarone punta sulla rapidità davanti, rinunciando alla potenza di Balotelli, apparso un’entità avulsa dal gruppo azzurro. Si ha come l’impressione che Mario abbia compreso che la sua avventura europea sia terminata, sembra stanco, svogliato, incazzato, depresso. Magari Prandelli lo vuole tutelare, schierandolo a gara iniziata quando Di Natale e Cassano avranno sfiancato i colossi irlandesi. ma sorprende la scelta di schierare Chiellini al centro e non in fascia, posizione che anche nella Juve spesso ricopre con ottimi risultati. Cesare però merita rispetto e fiducia. Dovesse andar male si assumerà ogni responsabilità .
Noi dobbiamo vincere, ai biscotti indigesti (e improbabili) ci penseremo dopo.
