EUROPEI – Italia, una scoppola che ti può fare bene…

E' finita così, tristemente, con gli azzurri in lacrime e gli spagnoli a far festa. Nessuno si aspettava certamente un epilogo simile, sebbene sapevamo della difficoltà di una partita contro i campioni in carica. Ma il 4 a 0 era davvero inimmaginabile. Possiamo però dire che ci sta, la Spagna ci ha dominato dall'inizio alla fine e Prandelli ha potuto far poco. Cesare ha sbagliato la formazione iniziale, si è fidato degli intoccabili che erano stanchi, reduci da un torneo sfiancante e con poche ore di riposo tra la semifinale e la Spagna. De Rossi era sulle gambe e il mister non se l'è sentita di privarsene e lo stesso dicasi per Marchisio, il fantasma del giocatore ammirato finora. Chiellini poi si è fatto male subito, dentro Balzaretti, ma è servito a poco.

La Spagna è stata superiore in tutti i settori, onore alle furie rosse che stabiliscono una serie di record difficilmente battibili. Su tutti il triplete: europeo – mondiale – europeo, e con un gruppo ancora giovane c'è da scommettere che tra due anni in Brasile Iniesta e Co. diranno la loro. Per la prima volta un Europeo si chiude con un risultato così netto, 4 a 0. Per la prima volta una squadra vince l'Europeo con una sola rete al passivo (quella di Di Natale nella gara del girone). Insomma, tanto di cappello ai campioni, che però sul 3 a 0 potevano allentare la presa. Eravamo in dieci per l'infortunio a Thiago Motta e non meritavamo un passivo così. Ma va bene, ci rifaremo prima o poi. Ne siamo convinti, perché questa squadra lascia comunque ben sperare.

Si riparte da tanti aspetti positivi: la mentalità, non più catenaccio, difesa e contropiede, l'Italia oggi sa giocare, guidare il gioco, tenere palla, fraseggiare bene, verticalizzare improvvisamente; il gruppo, affiatato e unito, con i giovani che ben si amalgamano con i più attempati; Balottelli – Marchisio, ripartiremo da loro, i più giovani, con i nuovi innesti che pian piano il campionato sfornerà. Nel gruppo ci son già Giovinco, Ogbonna, Borini più i campioni under 30 come De Rossi, Chiellini, Montolivo e Abate. A loro il compito di ripartire, sulle direttive che Prandelli ha saputo imporre. Sperando che anche Cesare rimanga al suo posto.
Ora si va in vacanza, con un 4 a 0 sul groppone. Difficile da smaltire, ma deve diventare l'inizio di una nuova storia.

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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