BASKET A2 – Tanti errori, poco spettacolo ma si vince: Brindisi beffa Piacenza di tre

Eppur si vince, nell'anticipo della nona giornata di ritorno del campionato di LegaDue. Brindisi batte Piacenza per 69-66 e torna alla vittoria dopo la caduta di Reggio Emilia. Eppur si vince perché dopo quaranta minuti punto a punto in uno scontro non proprio all’ultimo sangue i padroni di casa si aggiudicano un match pieno di errori, soprattutto in attacco, strappato per il rotto della cuffia. La squadra di Corbani ha anche avuto il pallone del supplementare che però sfortuna loro ha decretato la vittoria per l’Enel nei tempi regolamentari. E quindi in casa biancazzurra si prendono i due punti e si va verso le prossime altre 5 gare che la dividono dalla fine del campionato con la speranza di ritrovare uno smalto che ieri non s’è visto nonostante il risultato finale.

Parlano, anzi urlano il bisogno di rivedere alcune cose, le percentuali al tiro del team di Bucchi: dalla lunga distanza, a parte quel 50% del primo tempino che vale 2/4, il 17% nel secondo (1 su 6 entra ed l’unico di tutta la serata di Maestrello) e uno 0 su 4 dell’ultimo, la dicono lunga. Da due va un po’ meglio, e non è difficile, si supera – anche se di poco – il 50%, a parte sempre quel secondo quarto che ha un 29% di realizzazioni. Insomma la partita per i brindisini si vince ancora una volta in difesa, senza troppo spettacolo.

Brindisi va in campo con Renfroe, Hunter, Formenti, Callahan e Borovnjiak. Piacenza con Passera, Voskuil, Harrison, Anderson e Amoroso. Si parte subito con lentezza e tanti sbagli, si segna poco. Meglio Brindisi fino a metà quando gli avversari trovano la dritta e passano in vantaggio. Coach Bucchi chiama time-out e cambia le carte in tavola, in panchina Renfroe già gravato di due falli in 5 minuti e dentro Giuri. Ma non si vede una grande differenza, nessuna delle due squadre viene veramente fuori, pare piuttosto che si tiri a campare, ed è il preludio di quello che si vedrà nel lungo periodo. Senza arte né parte si chiude sul 19-18.

Il periodo peggiore è il secondo, come si è già anticipato sciorinando le percentuali al tiro, seppur Brindisi se la cava chiudendosi i difesa e limitando i danni. Si parte col piglio giusto e con un minibreak di 5-0 Brindisi si allunga, ma non abbastanza da non farsi riprendere e così Piacenza la riacciuffa facilmente. Si gioca punto a punto fino al 37-35 del 20’. Si segnalano una schiacciata di Amoroso e 7 punti di Harrison per Piacenza e quell’unica tripla di Maestrello e 6 punti di Borovjak.

La seconda metà del match si apre con un pareggio e da lì si riparte. A un minuto più o meno dall’avvio c’è il vantaggio degli ospiti con una bomba di Voskuil (39-40). Contrariamente a quanto accaduto nel tempino precedente Brindisi pecca in difesa e va sotto anche di sei pesanti punti che però recupera a metà del quarto 46-47 al 25’ e torna in vantaggio con Hunter e Giuri che firmano la rimonta, 5 punti dell’americano e 2 del brindisino. E poi Renfroe finalmente da tre e Callahan. Si va agli ultimi 10 minuti, con un Renfroe in panchina che commette il quarto fallo, sul +1, 53-52.

Ancora un tempo lento ed equilibrato, senza gloria alcuna. È un botta e risposta tra le due sia di realizzazioni sia di errori. A metà è 63 per Brindisi e 61 per Piacenza. La vittoria per i padroni di casa si concretizza solo negli ultimi secondi con un +4 che apre al solito siparietto di falli. Sul -3 Harrison si gioca male la palla del supplementare e Brindisi si prende il merito di una partita brutta che le dà ciò che serve: i due punti finali.

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