Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

BASKET A2 – Brindisi, serve un filotto di vittorie. E intanto Ndoja…

Mercato sempre sotto osservazione. Non si muove una foglia. Si fa un gran parlare, o si dice meglio vociferare, di nuovi papabili arrivi. Ma di papabile sul serio ci sarebbe davvero poco. A farlo sapere, a gran voce, è il direttore sportivo, Alessandro Giuliani, intervenuto ieri, non a caso, nella consueta conferenza stampa infrasettimanale della New Basket. Una raffica di domande, ognuna contenente un nome diverso, che ha ricevuto solo risposte negative. “Non si deve tornare sempre sull’argomento ogni volta che si perde una partita e poi il mercato non lo fanno le società ma i giocatori” dice perentorio il ds. Come a dire che se di giocatore liberi, o “liberabili”, ma soprattutto utili alla causa, non ce ne sono il mercato lo si continuerà solo a monitorare, come si ripete ormai da mesi. “Si è tentata la carta Pierich, ma la società non lo vuole lasciare andare, idem con Righetti. Ma sono trattative aperte da due, tre settimane, quando si è fatto male il capitano, nulla di nuovo. Ci sarebbe Ferrero (ala sempre della Novipiù Casale Monferrato ndc) che se ne vorrebbe andare perché nell’ultima contro Avellino ha giocato zero minuti. Ma stiamo valutando la strada migliore, non prenderemo un giocatore solo per dare due braccia in più a Bucchi” ha continuato Giuliani.

Il caso Finley. “Non ho idea da dove possa essere uscito il nome di questo giocatore. Conosco bene la sua situazione sono mesi che si rimanda un suo ritorno in allenamento, ma per ora è ancora infortunato. E in più è un americano” dice Giuliani e non certo per razzismo ma la nazionalità di Morris Finley, ex Rieti, Siena e Milano, e il suo ruolo di play, presupporrebbe un cambio in cabina di regia che non si contempla in casa Enel. Smentito anche Dee Brown altro play americano accasato a Teramo. “Renfroe sta ancora recuperando è vero, l’ematoma alla spalla non è ancora riassorbito completamente, ma si sta allenando. Chi ci manca semmai è un sostituto di Ndoja, ma non voglio che si parli di mettere una toppa a una squadra che ha appena vinto una Coppa Italia. lavoreremo solo nell’intento di migliorarci” ha spiegato con tono ancora più deciso il direttore sportivo biancazzurro. E, infatti, il piccolo americano, così come Giuri, che ha superato completamente l’influenza della scorsa settimana, erano ieri a disposizione di coach Bucchi.

Ndoja in netto recupero. Unico assente solo e ancora Ndoja, che però assicurano da più parti sta recuperando con una velocità insperata. E lo conferma lui stesso sempre presente comunque al fianco della propria squadra in ogni allenamento. “Sono molto dispiaciuto di non poter apportare il mio aiuto ai compagni in questo momento topico della stagione. È la prima volta che ho un infortunio nella mia carriera. Mi è capitato un problema rarissimo tra i cestisti” racconta e spiega con precisione di cosa si tratta sollevando tutti dal veto apposto sulla sua patologia. “Si chiama sindrome compartimentale della loggia anteriore e non ha un tempo prevedibile per il recupero. Non ho alcun problema alle vertebre e dall’ultima visita con l’ortopedico a Pavia si è escluso l’intervento. In più sto recuperando in fretta. Da dieci minuti di corsa sono arrivato a trenta” ha chiarito Ndoja che dalla settimana prossima potrà riprendere a correre sul parquet e non più sull’erba del campo di calcio e più con i primi spostamenti laterali. “Sulle voci non mi preoccupo, i tifosi o i giornalisti fanno il loro a me tocca fare il mio, recuperare il prima possibile” passa e chiude.

L’obiettivo non è cambiato. La fiducia nel ritrovare il primo posto fino alla fine della stagione non è mutata. Ci sono sei partite da qui al 5 maggio e i biancazzurri credono ancora di poterci arrivare da capolista. “Guardando il calendario Reggio Emilia ha Pistoia e Sant’Antimo, che si deve salvare, saranno per i romagnoli due partite difficilissime. In più noi abbiamo quel vantaggio di 29 punti su Scafati che ci mette una posizione dominate sui campani. Gli scontri diretti non devono essere un limite” ha aggiunto Giuliani con una sferza di ottimismo, certo però che tutte hanno un motivo per lottare, chi per salvarsi chi per non passare dai play off.

Quattro casalinghe e due trasferte, venerdì Piacenza. “Non farei una differenza tra le partite in casa e quelle fuori. Le affrontiamo a testa bassa approcciandovi per vincerle tutte e sei. Su Piacenza sappiamo di dover tenere a freno Anderson e Voskuil” lo dice il vice di coach Bucchi, Daniele Michelutti con il ds in conferenza stampa. “Più che un problema tattico quello della squadra è ormai chiaro sia un difetto mentale, ci sono dei momenti in cui tutti, e dico tutti, sembrano avere un black out, stiamo sviscerando tutti i modi per venirne a capo” confessa l’allenatore in seconda. Fatti, parole e pensieri, in campo, negli spogliatoi e a casa. Si dovrà quindi lavorare così, a 360°, perché questi cali che la squadra ha sembrerebbero delle mine vaganti che non si sa quando e dove potrebbero esplodere.