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BASKET A2 – Brindisi sbatte a Reggio Emilia, venerdì il Piacenza

Tredici punti e tredici minuti per far spegnere il sorriso sulle labbra degli ospiti. Ecco che la vittoria di Reggio Emilia su Brindisi riapre tutti i giochi, a favore della neocapolista. Un primato da dividere per i romagnoli con Pistoia e Scafati, ma il risultato finale è tutto biancorosso. Nella partita più importate della stagione la squadra di Menetti ribalta la situazione aggiudicandosi il match contro i pugliesi per 82-77, potendo così contare sul primato della differenza canestri (all’andata aveva perso di 4) nel qual caso al termine di questa combattuta stagione le due formazioni si trovassero pari punti.

Si è goduto di buon basket, da insegnare nei corsi da pallacanestro, al di là del puro talento del giovanissimo Cervi che ha impazzato per tutto il match – 4 stoppate, 3 schiacciate, 6/7 da due e 11 rimbalzi -. Ma a Brindisi servivano due punti. E una chiave per sbloccare la serratura di quella difesa a zona che la Trenkwalder ha usato per rimontare da un empasse di 13 punti a 13 minuti dal termine. La chiave secondo coach Bucchi, arrabbiatissimo al termine del match in conferenza stampa, sarebbero stati gli “attributi”, se fossero venuti fuori. Perché Reggio se l’è vista brutta, ma davvero brutta.

Un inizio impeccabile dopo un 11-5 dei padroni di casa, l’Enel sale in cattedra, rimonta e conduce per 27 minuti. Chiude il primo parziale per 24-26, 71% da tre, 10 su 17 realizzazioni dalla lunga nei primo quarto la dicono lunga. Altro che limitare gli avversari chiudendoli in difesa, i brindisini fanno questo e molto di più, segnano ovunque si trovino. Il tecnico biancazzurro ritenta la carta Formenti in quintetto base e azzecca la scelta, perché le sue triple spezzano il fiato agli avversari. E poi quel Callahan che nel secondo quarto invece di limitarsi ad attaccare il canestro da sotto e comandare in area, la fa da padrone anche dalla lunga con 9 punti che scavano un solco 33-43. Reggio prende ago e filo e ricuce lo strappo arrivando a meno tre a mezzo minuto dalla pausa lunga. Ma un fallo su Hunter fissa il tabellone a 40-45.

Al rientro in campo e per altri sei minuti Brindisi detta le regole. Ancora una serie di bombe di Callahan e Zerini, e Borovnjak da sotto il canestro, e Brindisi va a 47-60. Ecco che a 4’16” Menetti si stufa si subire, chiama a raccolta i suoi “basta uno contro uno, si difende 3-2″rdquo; e in campo si vede solo una Trenk che segna (18-2 di parziale), e una Enel che ci prova. Ma non trova più la via libera per arrivare al canestro e quelle bombe, che ora sarebbero servite, scoppiano nelle mani di suoi. Un dato su tutti 1/7 da tre di Hunter e 4 punti di Renfroe. Solo sul finire l’incastro play-pivot o meglio Renfroe – Borovnjak torna a galla. E Maestrello e Formenti ritrovano la mira giusta. Ma il tempo per la rimonta non basta, sotto di 5 Hunter perde la palla che avrebbe potuto portare ai supplementari. Sarebbe servita la perfezione, ma dopo 39 minuti di gioco duro gli errori sono inevitabili. Probabilmente.

E così Renfroe e compagni incassano la sconfitta e portano a casa, insieme alla delusione di quei circa 400 tifosi brindisini venuti da ogni parte d’Italia per sostenere i propri colori e andati via dal PalaBigi ammutoliti. Sportivissimi, bisogna dirlo, li si è visti applaudire una scena da “promozione” vista in campo tra tifosi, giocatori e dirigenti avversari. E non a torto, perché valeva quasi una mezza promozione. Ora Brindisi deve rimboccarsi le maniche, ingoiare presto il rospo e rimettersi in marcia. Subito. Valutare con urgenza quali mosse può mettere in atto per venir fuori dalla situazione di emergenza in cui gli infortuni – il più grave a Klaudio Ndoja almeno per il momento ancora irrecuperabile – l’hanno gettata da circa tre settimane. Da venerdì bisogna farlo in campo, di nuovo tra le mura amiche nell’anticipo della 9^ giornata di campionato, per incontrare Piacenza.