L’AVVERSARIO – Da ripescato a rivelazione, grazie ad una difesa granitica: il Messina di Di Napoli
Il quattordicesimo turno del campionato di Lega Pro Girone C propone, nella zona alta della classifica, il big-match tra Lecce e Messina, rispettivamente terza e quarta della graduatoria. Al “Via del Mare” le squadre di Braglia e Di Napoli si daranno battaglia in un match che si preannuncia incerto. Se infatti da un lato i padroni di casa vengono da cinque vittorie nelle ultime sette gare, dall’altra gli ospiti possono contare su una difesa super, la meno battuta del campionato.
Nata dalle ceneri del Messina Football Club (la più antica società calcistica peloritana, fondata nel lontano 1900), l’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947 sembra essere finalmente tornata a respirare dopo un ultimo decennio a dir poco tribolato. Dopo aver disputato, per la grande maggioranza della propria storia, campionati di Serie B e C, la società del popoloso centro siciliano era riuscita, nel 2004, a ritrovare la ribalta di una Serie A che mancava da quarant’anni. Dopo lo storico settimo posto nella stagione del ritorno nel primo livello del calcio italiano (in cui la squadra di Mutti si giocò l’Europa, tra le altre, anche con il Lecce di Zeman) a cui fece seguito la retrocessione tra i cadetti del 2007, per l’ex Messina Peloro si profilarono anni bui, dal fallimento della gestione Franza ai cinque consecutivi in D. I giallorossi tornarono a respirare aria di terza serie solo nello scorso campionato, quando ritrovarono il Lecce a sette stagioni dall’ultimo incrocio in Serie B. In totale tra salentini e siciliani si contano 38 precedenti, con i primi in vantaggio con 16 vittorie ad 11, a cui vanno sommati gli 11 pareggi. Per quanto riguarda i soli match giocati in Salento, i padroni di casa vantano 12 vittorie contro 3 (più 4 pari), e per trovare l’ultimo successo messinese bisogna andare alla Serie A 2005/2006, quando una doppietta di D’Agostino nel finale regalò tre punti agli ospiti. La più recente vittoria leccese risale invece allo scorso febbraio, quando i gol di Moscardelli e Salvi resero vano il momentaneo pareggio di Spiridonovic.
Quello passato è stato per il club del vecchio presidente Lo Monaco un campionato decisamente sofferto. Costantemente nella zona bassa della classifica in zona play-out, la squadra di Grassadonia prima e Di Costanzo poi fu protagonista di un torneo in crescendo, ma proprio quando la salvezza sembrava una formalità arrivarono gli spareggi-derby con una Reggina in crisi societaria e di risultati. A sorpresa, l’incubo per i tifosi peloritani si materializzò davanti a loro, ed i nemici giurati ebbero la meglio nel doppio confronto. In estate il Messina ebbe la sua vendetta venendo ripescata e, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, la società dell’attuale numero 1 Stracuzzi si sta rendendo protagonista di un campionato oltre le aspettative.
Merito soprattutto di Arturo Di Napoli, ex stella in campo del club bianco-giallo-rosso (i tifosi del Lecce lo ricorderanno anche per il gol della bandiera locale nello storico 1-4 del 2004 targato Zeman) e chiamato, da allenatore, a riportare in alto il club nonostante una carriera fino ad oggi priva di acuti in panchina. Nonostante una rosa non di primissima fascia, l’ex attaccante sta facendo giocare i suoi alla pari con le big del torneo, contando due sole sconfitte, a Foggia e Catanzaro, e ben 21 punti totali. Nonostante fosse una seconda punta tutta estro e fantasia, Di Napoli ha costruito la sua squadra intorno ad una difesa granitica, che conta appena sei reti al passivo in tredici gare giocate. Meno bene l’attacco, che non va a segno da tre match, ma che vista la posizione in classifica non può certo dire abbia fallito fino ad oggi.
Il tecnico Di Napoli ha costruito il suo undici intorno ad un 4-3-3 come immaginabile molto attento alla fase difensiva e di non possesso, contando su elementi giovani e di corsa più qualche innesto di qualità ed esperienza. Davanti al giovane portiere scuola Lazio Berardi, agiscono di solito Martinelli, Burzigotti, il veterano Parisi (passato in Nazionale e tornato dopo la squalifica per Calcioscommesse) e De Vito, mentre in mediana il regista Baccolo è supportato dal dinamismo di Giorgione e Fornito. In avanti l’ex Barraco e Cocuzza supportano la punta centrale Leonetti, mentre ha finora deluso l’altro ex Lecce Gustavo.
