CALCIO A 5 – Sant Joseph Copertino, dopo il Taranto arriva la Virtus Cap 74. Sergi: “Obbligo di vincere”
La Saint Joseph Copertino, lo scorso mercoledì, ha travolto sei a zero la Città di Taranto nell’andata della semifinale di Coppa Italia di calcio a cinque femminile di categoria, ipotecando il passaggio del turno.
Piero Sergi, il mister delle rossoverdi, analizza l’ottima prestazione della sua squadra: “Le mie ragazze hanno interpretato alla perfezione l’incontro, sono state capaci di bloccare il gioco delle tarantine e hanno spento sul nascere le loro sortite offensive. Le ragazze hanno dimostrato che la sconfitta in campionato contro le stesse tarantine era stato solo un caso, quando vogliamo siamo devastanti e lo abbiamo dimostrato sul campo. Il sei a zero poteva essere più rotondo ma ora non dobbiamo esaltarci ma dobbiamo continuare a giocare come sappiamo e dobbiamo continuare ad essere cattive e ciniche, sportivamente parlando“.
La finale di Coppa Italia è ad un passo ma Sergi non si sbilancia: “In ogni partita chiedo alla mia squadra solo la vittoria, nella semifinale di ritorno le tarantine daranno tutto per ribaltare il risultato dell’andata e noi dobbiamo essere bravi a non cadere nelle loro provocazioni, abbiamo tutti i mezzi per dimostrare con i fatti la nostra qualità e la nostra forza, amo far parlare il campo e non i social network”.
Le rossoverdi domani alle ore 16 incontreranno, nel palazzetto dello sport di Cassano Murge, la Virtus Cap 74, squadra abbordabile ma con gli stessi punti delle copertinesi: “Non esistono in questo campionato partite facili – conclude il trainer di Presicce – per noi ogni partita deve essere una finale, dobbiamo vivere giornata dopo giornata. In questo torneo ci sono quattro o cinque squadre che possono dare fastidio, domani abbiamo l’obbligo di vincere per non perdere contatto dalle prime. In questa prima parte della stagione abbiamo perso solo due partite dimostrando anche nelle sconfitte di saper giocare a futsal. In ogni allenamento incito le mie ragazze ad essere intelligenti tatticamente e di giocare sempre il pallone a terra, amo il bel gioco e non quello dell’oratorio“.
