MARTINA FRANCA – Cimino: “Settimana tragicomica, con Lippolis abbiamo visto di tutto e di più…”
Il dopogara di Martina Franca-Matera comincia, in pratica, sotto la tribuna laterale dove una buona parte della curva nord dello stadio “Tursi” si trasferisce per un colloquio face-to-face con Petrosino e Muschio Schiavone, entrambi presenti allo stadio. Per restare in tema, il neo-presidente, Luca Tilia, presente sul terreno di gioco, viene richiamato con toni un po’ sopra la righe da qualche tifoso e resta al di là della recinzione del campo mentre i tifosi vengono allontanati dalle forze dell’ordine.
A nostro avviso, è più che comprensibile la reazione del tifo martinese per quanto accaduto sino ad oggi; anzi, siamo meravigliati per la pazienza che i sostenitori biancazzuri, vero esempio di correttezza per l’intera categoria e non solo, hanno avuto sino ad oggi. Ricordiamo come l’anno scorso solo in due occasioni si sono verificate delle contestazioni e neanche con questi toni e solo per i risultati non all’altezza della formazione allora allenata da Ciullo, mentre quest’anno i toni sono stati decisamente più esasperati dalla presenza (meglio dire, non presenza) di una dirigenza veramente ai confini dello scandalo per come ha gestito (meglio dire, non gestito) il calcio a Martina.
In sala stampa, il primo ad arrivare è il tecnico dei lucani, Padalino, che spende parole positive nei confronti dei calciatori e dello staff tecnico avversario. “Per la situazione che vivono i giocatori martinesi, con un ambiente veramente teso, l’aver fatto una gara di sostanza, oggi, per noi è già tanto. Il Martina non aveva mai perso in casa e sono davvero dispiaciuto per la situazione che è in atto. Ritengo che, quando le cose vanno così male, la colpa non è solo dei calciatori, che oggi contro i miei ragazzi hanno messo in campo tanto impegno. Il cambio di tecnico, con un allenatore che va via, ne arriva un altro che, a sua volta, va via dopo nemmeno ventiquattr’ore, sono cose che non ti fanno scendere in campo sereno”.
Alfredo Cimino, passato da preparatore dei portieri ad allenatore nel giro di poche ore, effettua una disamina attenta del momento calcistico a Martina.”E’ stata una settimana tragicomica, con passaggi da allenatore continui. Questa mattina alle 10.30 ho saputo di dovermi sedere in panchina, con l’esigenza, come comprenderete, di dover preparare la gara in tre ore, assumendomi una grossa responsabilità. E’ chiaro che, con dei calciatori che fino a domenica scorsa praticavano un 4-3-3, non potevo e non dovevo inventarmi niente, senza averlo provato prima, anche perché avrei potuto creare dei problemi alla squadra. Nella ripresa sono passato al 4-4-2, schema per me più consono, siamo rimasti comunque in partita sino al 94′ e, a ben vedere, Viotti non ha fatto una parata”. A chi gli chiede se rimarrà sulla panchina martinese, Cimino dimostra di avere le idee molto chiare: “Più che a me, dovete chiederlo alla società. Se me lo dovessero chiedere, sono pronto ad assumere l’incarico. Diversamente, tornerò a fare il preparatore, senza alcun problema. Penso che, in ogni caso, in settimana, ci saranno delle novità, e non solo in questo senso. Con questa società, perché finalmente si può parlare di una società presente, con la quale confrontarsi; con qualche correttivo a livello di squadra, poi, si salvano titolo sportivo e forse anche la categoria”. E Cimino comincia ad informare i presenti di tutta una serie di retroscena sulla gestione Lippolis, fino a ieri: “I problemi sono cominciati già nel ritiro, di qualsiasi natura. Dal 24 di luglio ho visto tutto, di tutto e di più. Detto da chi sta nello staff tecnico, vi dico che, se rimaneva la precedente gestione, nel giro di un mese qui non ci sarebbe stato più nessuno perché saremmo falliti. Questa è la realtà”.
Dopo queste parole e dopo i fatti dell’ultima settimana visti a Martina, l’unica considerazione che ci sentiamo di fare, da cronisti di sport, è che certi “teatrini” spariscano in fretta dal mondo dello sport. Passi pure, perché è comunque legittimo in quanto spesso sport ed impresa vanno all’unisono, che dallo sport ci si possa guadagnare. Altra cosa è mortificare un’intera collettività, quale quella martinese, e l’immagine sportiva che la stessa si è ricostruita tanto faticosamente nel giro di sei anni. Attendiamo che il campo dia i suoi responsi e che il calcio a Martina si rilanci in fretta. Magari a cominciare già dalla prossima gara contro l’Akragas.
