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LECCE – Parla Semeraro: “La mia era è finita. I Tesoro? Ottime persone. Devono però avere voglia di investire”

Giovanni Semeraro, dalle colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia, rivela gli ultimi particolari della questione societaria. Il patron ha detto la sua sui Tesoro, interessati a rilevare la società, oltre a spiegare i motivi che lo hanno portato a metterla in vendita. Ecco un estatto delle parole del patron giallorosso: “Non so a che punto sia la trattativa e se i Tesoro siano veramente disposti a rilevare il club. Ci deve essere tanta passione e soprattutto disponibilità economica. Compiuto il primo passo bisogna tenere conto degli investimenti da fare nel corso degli anni. Ho avuto modo di conoscere entrambi e devo dire che sono delle persone corrette. E’ già un buon punto di partenza, ma bisogna capire se sono davvero disposti a investire nel calcio in questo momento di grande crisi generale. Nel caso compiessero questo passo, noi valuteremmo la situazione con estrema attenzione”.

Quello con i Tesoro è il primo contatto: Dal 23 maggio 2011, quello avuto con i Tesoro è il primo contatto. Sino a oggi c’è stato solo un punto morto attorno all’Us Lecce”.

Nessun ripensamento circa la decisione di lasciare: “Nessuna retromarcia. Ho capito che è giunta la fine di un’era ed è arrivato il momento che altra gente si occupi del calcio qui a Lecce. Quando prendo una decisione non torno indietro. Feci così anche quando cedetti la banca. Devo preservare il mio patrimonio. Un dovere nei confronti di nipoti e figli”.

Il futuro del calcio a Lecce: “Ho già detto prima della crisi generale del nostro calcio. In più Lecce presenta diverse anomalie. Già ha un bacino di utenza ristretto. Basta vedere i 2.057 spettatori paganti di domenica scorsa contro il Bologna. Poi la gente è pronta sempre a criticare qualunque cosa si faccia. Pensate che c’è gente che sostiene che io mi sia intascato i soldi delle cessioni di Vucinic e Bojinov”.