LECCE – Braglia, niente giri di parole: “Basta passato e Serie A, per risalire serve sudare! Il primo posto? Si può”
“Se questa piazza tenta da quattro anni di andar via dalla Lega Pro senza riuscirci, ci sarà un motivo. Basta pensare al passato ed alla Serie A, bisogna lavorare nel presente perché questo è un campionato difficile!”. Nessuna sviolinata, niente frasi di circostanza per presentarsi alla stampa ed ai suoi nuovi tifosi nel primo giorno da allenatore del Lecce. Questo è Piero Braglia, che poco fa è stato presentato ufficialmente nella sala stampa del “Via del Mare”, nel corso di una conferenza stampa in cui ha toccato tutti i temi più importanti che stanno interessando l’ambiente giallorosso.
Braglia ha aperto la conferenza esprimendosi su come ha visto il gruppo nel giorno del primo allenamento, che ha svolto questa mattina a Martignano: “Non posso ancora giudicare lo stato della situazione che ho trovato, perché di certo in un’ora di seduta questa mattina non ho potuto conoscere questo gruppo, ma ci sarà tempo per farlo. Di certo le qualità di quest’organico non le scopro io, ma questo può non bastare perché sarà importante la mentalità. A Lecce tutti vogliono fare la partita della vita, ed i miei giocatori dovranno essere abbastanza intelligenti da capirlo ed agire di conseguenza, mettendo in campo qualcosa che va oltre le qualità tecniche. Di sicuro se questa squadra si esprimerà come sa fare, di partite ne perderà poche. Ci vorrà ovviamente tempo per trovare i meccanismi migliori, ma serve una svolta subito per quanto riguarda i risultati”.
L’ex allenatore del Pisa farà il suo esordio già sabato, ed ha tal proposito ha aggiunto: “Abbiamo solo tre giorni per preparare la partita con l’Ischia e dunque dobbiamo al momento concentrarci su questo, poi si interverrà più a fondo se sarà necessario. Ora, però, da parte mia deve esserci piena concentrazione rivolta alla partita, ed infatti l’elemento che mi preoccupa di più, diciamo per un buon 60%, è il tempo a disposizione, che di certo non è tantissimo per quanto riguarda alcuni aspetti da trasmettere alla squadra”.
Per quanto riguarda il modulo da utilizzare, il tecnico non ha ancora deciso: “Mi piace giocare con il 3-4-3, ma se non avrò in rosa elementi con le caratteristiche adatte non starò certo a piangermi addosso e mi adeguerò senza problemi. Al momento non posso dire di più perché di questa squadra conosco soltanto Diop, Liviero, Suciu e Benassi che ho allenato alla Juve Stabia. Certo, ho visto un’ora del match che i giallorossi hanno giocato proprio a Castellammare, dove peraltro la squadra di Asta aveva fatto bene non facendomi assolutamente pensare ad un esonero nel futuro prossimo, ma dopo quella gara non mi ero comunque fatto un’idea precisa su questa squadra. Anche per questo motivo disputerò i prossimi allenamenti a porte chiuse, perché dovrò conoscere i miei giocatori. Abruzzese? E’ un elemento che fa parte della rosa e mi piace molto, quindi potrei usarlo”.
L’allenatore maremmano ha poi parlato della sua personalità e di chi lo ha ispirato maggiormente nel suo percorso: “Spesso mi descrivono come una persona antipatica e dura, ma la verità e che so semplicemente farmi rispettare. In questo, ma non solo, mi ha molto ispirato mister Carlo Mazzone, che mi ha allenato a Catanzaro. Lui è famoso per avere un carattere molto forte, ma in verità è buono come il pane ed io in questo sono simile a lui”.
Braglia si è successivamente soffermato sul campionato che sta disputando il Lecce e sulle possibilità dei salentini di risalire nei quartieri alti: “Il girone C è sicuramente molto difficile, ma non c’è ancora una squadra nettamente più forte delle altre, quindi vincendo due-tre partite di seguito ci si può facilmente trovare nel gruppetto che guida la graduatoria. Se ci sono ancora possibilità di arrivare primi? Se non si può pensare di risalire in classifica adesso, allora non so quando lo si può fare. Servirà in ogni caso una certa continuità di risultati sin da subito, anche per darsi delle risposte”.
Per concludere, il tecnico grossetano ha espresso il suo parere sulla piazza e l’ambiente leccese: “Dicono che questa sia una piazza difficile, ma a me non me ne frega nulla. Anzi, più pressioni ci sono, più io mi diverto. Penso comunque che se in quattro anni questa società non è riuscita ad andar via dalla Lega Pro, un motivo ci sarà. La gente deve capire che la Serie A ormai è andata, bisogna pensare solo al presente, e deve essere contenta se la squadra esce dal campo con la maglietta sudata. Perché solo con il lavoro ed il sudore si potrà arrivare in alto in campionato”.
