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LECCE – Le accuse di Diamoutene: “Aggredito dagli ultrà, messo da parte da De Canio e società”

Ad ormai quasi cinque anni di distanza dai fatti del dicembre 2010, quando l’ex calciatore del Lecce Souleymane Diamoutene denunciò un’aggressione subita da un gruppo di ultrà giallorossi, la querelle intorno alla vicenda non si è ancora esaurita. Nella giornata di ieri, infatti, il maliano si è presentato nell’aula del Tribunale del capoluogo salentino per testimoniare a favore dell’accusa nell’ambito di un processo che vede imputati per associazione a delinquere un gruppo di tifosi leccesi.

Diamoutene ha dichiarato che, in occasione della presunta aggressione, fu avvicinato prima di un allenamento a Calimera da un gruppo di tifosi ed intimato ad andarsene perché non degno di vestire nuovamente la maglia del Lecce dopo aver indossato quella del Bari. In modo particolare, il calciatore di origini africane ha accusato la società del presidente Semeraro ed il tecnico Luigi De Canio di non aver preso le sue difese, escludendolo dal gruppo e compromettendone la carriera futura a causa del danneggiamento che avrebbe subito.

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