LECCE – Da bandiera granata a tecnico dal grande futuro. Tutto su Asta, neo-mister dei giallorossi
Pochi istanti fa l’ufficio stampa del Lecce ha ufficializzato l’accordo con mister Antonino Asta, che sarà presentato domattina alle 11 presso la sala stampa del Via del Mare.
Ha sangue siciliano ma è cresciuto nell’hinterland milanese, dove ha mosso i primi passi da calciatore fino a diventare una bandiera del Torino ed esordire in Nazionale. È il nuovo allenatore del Lecce, scelto dall’appena insediatasi dirigenza giallorossa per risollevare le sorti di un club che nelle ultime stagioni non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Per conoscerlo meglio, bisogna partire proprio dalla sua esperienza in campo, quando macinava chilometri e sfornava cross sulla fascia destra.
Cresciuto tra diverse scuole calcio della periferia nord-occidentale di Milano, il classe 1970 nativo di Alcamo (provincia di Trapani) ha esordito in prima squadra ancora minorenne con il Corbetta, per poi vestire la maglie dell’Abbiategrasso, esordire tra i professionisti con il Saronno ed essere lanciato nel calcio che conta dall’ambizioso Monza. In biancorosso ha potuto mettere in mostra tutte le sue qualità, in modo particolare quella velocità sull’esterno che ha attirato l’attenzione del Torino, che lo ha fatto suo nel 1997 per cercare il ritorno in Serie A centrato l’anno successivo. In granata ci è rimasto fino al 2002 diventando un idolo per i tifosi del Toro, con un breve intervallo di sei mesi in cui ha vestito la maglia del Napoli.
Le ottime prestazioni nella squadra allenata da Giancarlo Camolese gli sono valse, oltre che la fascia di capitano, anche l’esordio in azzurro all’età di 32 anni in occasione dell’amichevole vinta 1-0 con gli Stati Uniti. Dopo 128 presenze e 7 gol in campionato con il Torino, Asta approda al Palermo, dove chiude la carriera nel 2004 a causa di un grave infortunio che ha portato anche al licenziamento dell’ex centrocampista milanese ed al conseguente contenzioso (poi vinto) con il club rosanero.
Appese le scarpette al chiodo e dopo appena un anno di “pausa” dal calcio, il neo allenatore giallorosso inizia la sua carriera da tecnico proprio con il suo Torino, nel frattempo passato nelle mani di Urbano Cairo. Tra il 2005 ed il 2012 allena gli Allievi Regionali, poi quelli Nazionali ed infine la Primavera granata, raggiungendo in tre occasioni la Fase Finale per l’assegnazione dello scudetto. Le buone prestazioni alla guida delle giovanili della società piemontese lo portano a fare il percorso inverso rispetto a quanto fatto da calciatore: per la stagione 2012/2013 viene infatti ingaggiato da un’altra sua ex squadra, quel Monza che porta al quinto posto finale che vale i playoff promozione in Lega Pro Seconda Divisione.
Negli spareggi viene superato dal Venezia (poi promosso), ma senza i 6 punti di penalizzazione che i brianzoli dovettero scontare dall’inizio della stagione, Asta avrebbe vinto il campionato nella sua stagione d’esordio alla guida di una prima squadra. Confermato per il torneo successivo, l’allenatore di origini siciliane porta il Monza al quarto posto che vale come una promozione, poiché permette ai biancorossi di accedere al successivo campionato di Lega Pro unica. Le cose vanno ancora meglio nella stagione appena conclusa, quando l’allenatore nel frattempo passato alla guida del Bassano, porta i giallorossi veneti al secondo posto (ma sarebbero stati primi se fosse stata confermata la penalizzazione al Novara, prevista fino a due settimane dalla conclusione del torneo) ed alla finale playoff per la Serie B persa con il Como. Appena un mese dopo la delusione per il mancato salto di categoria, Asta si lega ad un altro club giallorosso, il Lecce, con l’obiettivo di centrare quella B solo accarezzata nel passato campionato.
