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LECCE – Miccoli, dalle lacrime di Frosinone all’Europa League. Parabola di un capitano tormentato

Forse non ha mai immaginato realmente di portare i colori giallorossi del suo Lecce in Europa League, ma già contribuire al ritorno della sua squadra del cuore in Serie B sarebbe stato come vincere un trofeo dal prestigio internazionale per Fabrizio Miccoli. A giocare con una maglia giallorossa nella seconda competizione europea per club il Romario del Salento ci è riuscito davvero, sebbene si tratti di quella dei maltesi del FC Birkirkara e non del club salentino di cui è stato capitano per due anni, fatti di momenti felici ma anche di tante delusioni. All’indomani dell’inizio ufficiale della sua nuova avventura, ripercorriamo le due passate stagioni di Miccoli nella terra natia.

Arrivato al Lecce il 15 luglio del 2013, dopo anni messaggi d’amore mai concretizzati e nel periodo più complicato della sua carriera (più per le vicende giudiziarie in cui fu coinvolto che per un fisiologico calo fisico coinciso con l’addio al Palermo), il primo periodo salentino dell’attaccante di San Donato non fu semplice, e coincise con le zero vittorie in quattro gare che portarono all’esonero di Moriero. Con l’arrivo di Lerda i giallorossi si resero protagonisti di una rimonta straordinaria, favoriti dallo splendido stato di forma del loro capitano che, adattatosi alle difficoltà della Lega Pro, risultò uno tra i migliori attaccanti della categoria mettendo a disposizione dei compagni esperienza ed un encomiabile attaccamento alla maglia. Miglior marcatore stagionale dei suoi, Miccoli vide improvvisamente rotti i sogni di gloria suoi e dei tifosi leccesi quando, nel primo tempo della finale di ritorno a Frosinone, uscì infortunato ed in lacrime con la sua squadra in vantaggio 0-1 ed assoluta padrona del campo, che alla fine invece registrò la rimonta-promozione dei locali.

La delusione era tanta e cocente, ma Miccoli fu ancora convinto da Antonio Tesoro e firmò il rinnovo per un anno. Il 2014/2015 del Lecce fu però tutt’altra storia, anche perché il suo capitano non riuscì più a ritrovarsi, né fisicamente né mentalmente, a causa di pressioni che nella prima stagione a casa sembrò quasi non avvertire. Il feeling con Lerda si incrinò e ne risentì tutta la squadra, e se nella prima parte di stagione spiccano i suoi centri decisivi con Reggina, Paganese e Vigor Lamezia, nel ritorno dell’ex Palermo non c’è quasi traccia. Dopo aver accarezzato l’ipotesi di diventare il nuovo presidente del club di Piazza Mazzini, Miccoli lascia il giallorosso salentino per abbracciare quello maltese tra l’indifferenza dei più, per un lieto fine che tutti si auguravano e che, purtroppo, non c’è stato.

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