Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LEGA PRO – Pagellone finale Girone C, Lecce regina delle tante nobili deluse. Salernitana e Melfi le migliori

Con il Matera sconfitto nella semifinale dei playoff per la promozione in Serie B ed il doppio verdetto delle retrocessioni di Messina ed Aversa dopo i playout, il campionato di Lega Pro Girone C 2014/2015 è definitivamente alle spalle. Mentre molte delle protagoniste di un’annata ricca di sorprese e delusioni sono già alle prese con la programmazione della nuova stagione, per noi è tempo di fare un bilancio complessivo, che proponiamo nel pagellone finale squadra per squadra.

SALERNITANA 8,5 Per forza di cose la squadra Top di questa speciale graduatoria. Il primo posto al termine di un campionato che l’ha vista costantemente nelle primissime posizioni in classifica era l’unico risultato accettabile in casa granata dopo anni di calvario nei bassifondi dei campionati nazionali, e dunque da agguantare in qualsiasi modo. Anche producendosi in un gioco anonimo, poco spettacolare ma concreto, come testimoniano i tanti 1-0, il quarto attacco e la terza differenza reti del torneo

MELFI 8,5 Come la Salernitana perché la salvezza conquistata con 50 punti (-2 di penalità) al primo anno in terza serie vale come una promozione. I gialloverdi producono un calcio tra i migliori della Lega Pro, dimostrandosi bestia nera di quasi tutte le grandi. Caturano capocannoniere è la ciliegina sulla torta di un’annata perfetta

MATERA 7,5 Tra le sorprese del torneo ci sono anche i biancazzurri di Auteri, partiti di certo con l’alta classifica come obiettivo ma che, al di là delle dichiarazioni del presidente Columella, non potevano certo immaginare in un terzo posto finale. Sempre ad inseguire, la compagine lucana si è resa protagonista di un finale di campionato quasi perfetto, condito dall’accesso ai playoff. Solo il Como ai calci di rigore ha interrotto, nella semifinale playoff, il sogno del ritorno in Serie B

FOGGIA 7,5 Nuovamente in terza serie dopo stagioni travagliate e con alle spalle una società non tra le più solide, i rossoneri dell’esordiente De Zerbi hanno lottato per un sorprendente quarto posto fino a poche giornate dal termine. Un gioco votato all’attacco in ricordo dei bei tempi ha consentito ai pugliesi di chiudere il torneo con il miglior attacco e con la migliore differenza reti, facendo decisamente meglio di compagini con budget più alti. Con un po’ più di continuità, poteva chiudere ancora più in alto

VIGOR LAMEZIA 7 Sorpresa più bella di un girone d’andata trascorso quasi sempre alle spalle dei top club, la Vigor di Erra ha raggiunto l’obiettivo salvezza con ampio anticipo. La coppia gol Del Sante-Montella è risultata una delle migliori del torneo, mentre una difesa senza grandi nomi ha fatto il possibile. È l’unica squadra, assieme al Catanzaro, a non aver perso con il Lecce

MARTINA FRANCA 7 Sufficienza abbondante per i tarantini, che dopo un inizio compromesso da una rosa allestita in ritardo non hanno sbagliato più nulla o quasi. Attacco super e difesa di lusso per una squadra che puntava alla salvezza, i biancazzurri hanno fatto da trampolino di lancio per molti giovani elementi, Carretta in primis. Merito soprattutto delle grandi qualità di mister Ciullo, che ha costruito una grande salvezza, poi confezionata da Imbimbo

BARLETTA 6,5 Girone d’andata partito così così ma concluso alla grande, con la squadra di Sesia per larghi tratti la migliore del torneo. Dopo la salvezza messa in cassaforte già ad inizio primavera, una strana flessione che ha portato all’arrivo di Corda. L’ombra del calcioscommesse rischia di rovinare una stagione più che positiva

PAGANESE 6,5 Dopo l’esonero di Cuoghi, logica conseguenza di un inizio sotto le attese, gli azzurrostellati sono esplosi con l’arrivo di Sottil. Fino alla pausa nataliza la compagine campana è apparsa una di quelle se non quella con il gioco più bello e più imprevedibile della categoria nonostante la rosa di poca qualità. Poi un 2015 grigio, concluso comunque con una salvezza meritata

LUPA ROMA 6,5 La partenza con il botto, con la vittoria sul Lecce seguita da quattro giornate in vetta, aveva fatto del club capitolino una delle sorprese del torneo. Poi, per i ragazzi di Cucciari, è arrivato il prevedibile ritorno alla dura realtà, che ha portato ad una salvezza strappata con i denti. La prima tra i professionisti resta una stagione da incorniciare

CASERTANA 6,5 Con una campagna acquisti da top club, i rossoblu avevano vinto in estate la palma di matricola terribile della categoria. Un “premio” onorato solo in parte, con i campani apparsi poche volte in grado di insidiare la vetta, ma pur costantemente in lotta per un posto ai playoff. L’obiettivo-spareggi è poi fallito all’ultima giornata, ma i ragazzi di Gregucci prima e Campilongo poi lasciano l’impressione che l’avrebbero meritato forse più della Juve Stabia

COSENZA 6,5 Il ritorno nel terzo livello del calcio professionistico è coinciso con una salvezza meritata e tutt’altro che scontata, dopo che alla vigilia i rossazzurri erano stati costruiti senza grandi nomi. Ciononostante, Calderini su tutti è risultato uno dei migliori giocatori del campionato, e difficilmente rimarrà in Calabria. Il decimo posto finale, arrivato dopo la grande crescita in seguito all’approdo in panchina di Roselli per Cappellacci, lascia ben sperare per il futuro

JUVE STABIA 6 L’obiettivo dei gialloblu, appena retrocessi dalla Serie B, era approdare ai playoff, e ci sono riusciti. Tra le prime sette in classifica, i napoletani sono comunque risultati la squadra meno spettacolare e più in difficoltà per gran parte del torneo, superando in diversi frangenti della stagione persino Lecce e Benevento. La solidità di base proposta prima da Pancaro e poi da Savini hanno consentito alle vespe di superare la concorrenza, conquistare gli spareggi e strappare la sufficienza

ISCHIA 6 Un campionato abbastanza anonimo per i gialloblu di Porta prima e Maurizi poi, che si sono sempre barcamenati tra le ultime posizioni della classifica senza mai esprimersi come altre squadre con lo stesso budget sono invece riusciti a fare. Questo anche a causa di un clima tutt’altro che sereno intorno alla squadra, spesso sfociato in pesanti contestazioni. Quando la vittoria di dicembre sul Lecce sembrava destinata a restare l’unico acuto di una stagione deludente, la vittoria nei playout ai danni dell’Aversa ha invece regalato agli isolani una salvezza storica

REGGINA 6 Discorso simile, ma ancora più controverso, rispetto a quello fatto per l’Ischia. Dopo un discreto inizio, gli amaranto sono crollati nelle ultime posizioni, continuamente in bilico tra le delusioni del campo e le mazzate dai tribunali. Il finale è però da film, con le sentenze che fanno risalire i ragazzi di Tedesco al penultimo posto e la conseguente doppia vittoria nel derby con il Messina che regala loro una salvezza incredibile

BENEVENTO 5 Per l’ennesima stagione, il presidente Vigorito aveva costruito una squadra da primo posto e per l’ennesima stagione i tifosi hanno visto svanire il sogno, sempre più utopia, chiamato Serie B. Per gran parte del torneo in vetta, complice una squadra composta da elementi di categoria superiore, i giallorossi campani sono sprofondati nel finale, perdendo anche nel primo atto dei playoff con il Como. Il gioco prevedibile proposto da Brini, la mancanza di mentalità e l’inefficacia negli scontri diretti le principali cause del fallimento

AVERSA 5 Con un andamento molto simile a quello della Reggina, la compagine granata sembrava destinata ad un esito di campionato positivo, grazie ad un buon finale di regular season. Quello di Marra, arrivato in autunno alla guida di una squadra spesso apparsa non all’altezza della categoria sembrava un mezzo miracolo. A vanificare tutto ci hanno però pensato i playout, con la sconfitta di Ischia che ha buttato via il lavoro di un anno.

LECCE 4,5 Fallimento maggiormente diluito nel tempo, ma ancor più altisonante, quello dei salentini, che per la prima volta, come d’altronde riscontrato più avanti, non partivano come favorita in solitario per la vittoria finale. I giallorossi vincono la palma di regina delle deluse, poiché i discreti risultati ottenuti, soprattutto con le dirette concorrenti, appaiono meno di briciole se paragonati agli obiettivi ed all’umiliazione subita nell’aver fallito anche i playoff. Errori della dirigenza e dello staff tecnico, i troppi giocatori sottotono ed ambiente pesante anche quando le cose giravano meglio le principali cause del flop

CATANZARO 4,5 Rispetto al Lecce partiva sicuramente con meno favori del pronostico, ma tra le candidate alla promozione è la squadra arrivata decisamente più in basso. La compagine calabrese ha illuso all’inizio con Moriero alla guida, salvo non confermarsi con l’avanzare delle giornate e delle responsabilità. Finale di campionato anonimo, e comunque all’altezza di un campionato in regressione rispetto a quello precedente

MESSINA 4,5 Inizio complicato, la ripresa ed infine l’incubo. Si può riassumere così la stagione di una squadra, quella guidata da Grassadonia, per cui era davvero difficile prevedere un finale tanto amaro. Dopo le tante problematiche iniziali, l’unico tecnico di bassa classifica non esonerato sembrava aver messo le cose in ordine in riva allo Stretto, ma la retrocessione subita per mano dei rivali di sempre della Reggina ha reso una stagione sufficiente un completo disastro

SAVOIA 4 Parlando di disastri, la compagine napoletana guadagna l’ultimo posto della nostra classifica, confermando il proprio pessimo risultato in quella, ben più importante, che è costato il pronto ritorno tra i dilettanti. Un gioco assente e una squadra dalle qualità minime giustificano le pessime prestazioni sul campo. Il tutto reso più amaro da una situazione societaria che ha tutt’altro che aiutato i ragazzi di Papagni nell’inseguimento del miraggio-salvezza

Show CommentsClose Comments

Leave a comment