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LECCE – Bunker Benassi cresce con “babbo” Lorieri

Gianmarco il figlio, Francesca la moglie. Famiglia e calcio. Due sostantivi che raccontano più di tanti altri Massimiliano Benassi, estremo difensore giallorosso che con "provvidenziali" paratone sta conquistando la tifoseria salentina, facendo seriamente “preoccupare” Julio Sergio il portiere partito titolare. Come dire, non sempre l’altezza per un portiere è fondamentale, se alla base c’è altro:Sei bravo, ma sei troppo basso. Mi hanno detto sempre così da quando ho iniziato a fare questo mestiere – spiega il 30enne ex Perugia – ma ora in serie A quasi nessuno finalmente me lo dice e io spero di continuare a crescere e fare bene con la maglia giallorossa”.

Provi a tornare indietro di qualche anno, com’era “Max” tra i banchi di scuola?
Ritornando agli anni in cui andavo a scuola devo dire che era una lotta dura per me visto che non era il mio forte (sorride, ndr) e non mi piaceva andarci. All’epoca pensavo già al calcio e la domenica mattina mettevo la sveglia presto per rivedere le partite registrate del giorno prima e poi il lunedì speravo che mamma non mi svegliasse per andare a scuola. Questo aneddoto può raccontare meglio di tanti altri com’ero fatto da ragazzino”.

Suo figlio Gianmarco cosa rappresenta per lei?
E’ tutto per me, fa parte di me e viene prima di ogni cosa, è la mia gioia e la mia forza quotidiana (gli brillano gli occhi quando parla del figlio, ndr). Ha una carattere particolare e vuole avere sempre tutto. Purtroppo non lo vedo tutti i giorni perche lui e mia moglie non sono a Lecce con me, ma appena posso vado a trovarlo. Spero di essere un buon padre per lui e di infondergli i valori importanti della vita”.

Pregi e difetti di Massimiliano Benassi portiere.
Ogni portiere ha i suoi pregi e difetti, sicuramente il problema che mi porto da anni è legato alla mia altezza. Da quando ho iniziato a giocare a calcio, tutti mi hanno sempre rimproverato che ero troppo basso per fare il portiere, ma a mio parere chi non ha giocato a calcio non può giudicare le caratteristiche di un estremo difensore. Una cosa che mi rincuora è che in tutte le categorie in cui ho giocato in passato mi hanno sempre detto questo, ma ora che sono in serie A nessuno me lo dice e questo mi fa piacere” .

Fabrizio Lorieri: il suo preparatore, come si trova con lui ?
Lui è il mio punto di rifermento dentro e fuori dal rettangolo verde e per me è un motivo di grande orgoglio essere allenato da uno come lui. E’ stato un grande da giocatore ed ora è diventano uno dei migliori allenatori di portieri, ed io grazie a lui sono migliorato tanto. Mi dice sempre “Dai retta a Babbo tuo” e non posso fase altro che seguire i suoi preziosi suggerimenti anche perche è anche un ottimo motivatore e mi trovo davvero bene con lui”.

22 maggio 2011: Lecce-Lazio, festa salvezza e il suo esordio “sfortunato” in serie A: emozioni e ricordi di quel giorno?
E’ stato un giorno dalle emozioni bellissime e indimenticabili che mi porterò dietro tutta la vita. Arrivare a 30 anni ed esordire in serie A per me era un obiettivo a cui tenevo da tempo. Esordio sfortunato? Sicuramente non è stato come l’avevo sognato e immaginato visto quel cartellino rosso al 53’ minuto per doppia ammonizione e il relativo rigore assegnato dall’arbitro, me lo porterò dietro per tutta la vita. Poi mi ha condizionato anche nei mesi successivi perchè avevo voglia di rifarmi presto. Era un segno del destino forse esordire in A contro La Lazio per me tifoso della Roma in questa maniera e rimarrà per sempre l’espulsione più brutta della mia vita e c’è pure da dire che non ne avevo ricevute altre prima nella mia carriera”.

Ora tutti parlano di lei e Julio Sergio dove lo mettiamo?
Queste non sono decisioni che devo prendere io, è il Mister che dovrà decidere. Io mi sono sempre allenato in funzione della domenica e nel migliore dei modi. Questo anche quando non giocavo, altrimenti poi la settimana non passa mai e Mister Lorieri rende tutto più facile con i suoi continui stimoli quotidiani. Il mio desiderio è quello di giocare il più a lungo possibile e di conservare il posto da titolare. In questi casi l’unica cosa che conta è comportarsi bene sul campo, tutto il resto lascia il tempo che trova”.

Il suo sogno nel cassetto come uomo e calciatore.
Come uomo, che poi è alla base di tutto perché per me viene prima la persona e poi il resto, è quello di essere un buon padre per mio figlio e un buon marito per mia moglie. Il mio sogno come calciatore? Rimanere il più a lungo possibile in serie A con la maglia giallorossa perchè ci sono tutte le condizioni per fare bene, sperando che nessuno si azzardi a telefonare ai Semeraro per vendere la società perchè il Lecce sono loro”.