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L’AVVERSARIO – Sulle ali dell’entusiasmo, ma a Lecce solo due vittorie: il Foggia di De Zerbi

Il trentacinquesimo turno del Girone C di Lega Pro propone una gara che, oltre ad essere un derby regionale, rappresenta anche un vero e proprio spareggio per i play-off, ovvero Lecce-Foggia. Il sentito incrocio tra i giallorossi di Bollini ed i rossoneri di De Zerbi, entrambi quinti in classifica a quota 57, rischia infatti di escludere dalla lotta per gli spareggi promozione la compagine che ne uscirà sconfitta, mentre un pareggio potrebbe addirittura compromettere pesantemente il cammino di entrambe.

Quella in programma domenica sarà la cinquantaduesima edizione del derby Lecce-Foggia, che vede nel bilancio complessivo i salentini in netto vantaggio con 26 vittorie a 16, a cui vanno sommati i nove pareggi. I numeri diventano impietosi nei confronti dei rossoneri se si considerano le sole gare disputate nel capoluogo leccese, dove i padroni di casa conducono per 19 vittorie a 2 (più 3 pareggi) il confronto con gli ospiti. Nell’ultima gara disputata a Lecce, e risalente alla Coppa Italia Lega Pro della scorsa stagione, furono i giallorossi a prevalere per 1-0 grazie al gol di Beretta, che regalò la prima vittoria al Lerda-bis. Per trovare l’ultima vittoria esterna foggiana bisogna però risalire solo al terzultimo precedente, datato settembre 1993, quando la squadra di Zeman espugnò il “Via del Mare” grazie ai centri di Bresciani e Roy. E’ invece del 1996 l’ultima vittoria interna del Lecce in campionato: una doppietta di Francioso ribaltò il vantaggio di Colacone, regalando tre punti importanti nella strada verso la A ai lanciati giallorossi di Ventura. L’ultimo confronto assoluto tra Lecce e Foggia è la gara d’andata del campionato in corso, quando una doppietta di Sarno nel recupero costò alla banda di Lerda la terza sconfitta stagionale e la prima delle tre consecutive che costarono la panchina al tecnico piemontese e le speranze di primo posto a Moscardelli e compagni.

Se il campionato dei salentini è stato una continua altalena tra primi posti (nella prima metà) e margini della zona play-off (negli ultimi mesi), ben più costante è stato il cammino dei ragazzi di De Zerbi, partiti con l’obiettivo di restare in corsa quanto più possibile per agguantare un piazzamento valido per partecipare agli spareggi-promozione. I rossoneri pugliesi, che sembrano aver definitivamente messo da parte i disguidi societari che li avevano interessati in inverno, si sono stabilizzati da subito a ridosso del quarto posto, dimostrandosi avversari ostici per chiunque ed ottenendo risultati importanti soprattutto con le grandi del campionato.

Vedere per credere le ultime due giornate, in cui il Foggia si è reso protagonista prima della roboante vittoria in casa del Matera per 2-5 e, subito dopo, della vittoria interna sulla Casertana che ha prepotentemente riaperto i giochi nella lotta per terzo e quarto posto. Ad oggi l’entusiasmo è tanto per una squadra che non respirava aria di quartieri alti in terza serie dall’ultimo Zeman (Serie C1 2010/11) e che viene da cinque risultati utili consecutivi. Gran merito va dato a Roberto De Zerbi il quale, alla prima esperienza tra i professionisti, si è dimostrato all’altezza del compito a cui è stato chiamato, andando anche oltre le aspettative.

Rinforzatosi nel mercato di gennaio con gli arrivi del centrocampista Minotti (reduce da buoni campionati cadetti con il Lanciano, meno con il Crotone) e degli attaccanti Barraco (ex Lecce, dove nella passata stagione si è visto poco e male) e Bollino, De Zerbi ha costruito la sua squadra intorno ad un 4-3-3 offensivo ma allo stesso tempo equilibrato, non rinunciando mai a fare la partita pur senza prendersi particolari rischi. A Lecce il tecnico bresciano avrà a che fare con assenze importanti come quelle degli squalificati Gigliotti e Sarno e dell’infortunato Potenza. Tra i pali spazio a Narciso, mentre in difesa agiranno l’ex Bencivenga, D’Angelo, Loiacono e Agostinone alle spalle del trio Agnelli-Quinto-Minotti. In attacco Sainz-Maza dovrebbe sostituire Sarno ed affiancare Iemmello e Cavallaro.

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