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L’AVVERSARIO – Alla ricerca della prima vittoria a Lecce per crederci ancora: il Benevento di Brini

Nell’anticipo della quattordicesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro Girone C il Lecce di Bollini ospiterà il Benevento di Brini, per un match che ad inizio campionato era pronosticato quasi come uno spareggio per la promozione diretta, ma che per i giallorossi salentini vale più come una ultima (o quasi) spiaggia per restare agganciati al treno play-off. Se però Miccoli e compagni sono attardati al sesto posto, diverso è il discorso per quanto riguarda i sanniti, secondi a due punti dalla vetta ed in piena corsa per il primato.

Se vuole continuare ad avere le speranze attuali di vincere il campionato, il Benevento dovrà cercare di abbattere il tabù “Via del Mare”, dove gli stregoni non sono mai usciti vittoriosi. Se infatti il bilancio totale dei 17 precedenti (tutti giocati in terza serie) tra salentini e campani è di sostanziale equilibrio (sette vittorie per i primi, sei per i secondi più quattro pareggi), ciò non vale per le gare in Salento, dove non c’è storia: sei vittorie a zero per il Lecce e due pareggi, con il Benevento capace di realizzare appena un gol (nel 4-1 del 1950/51) e subirne dodici. L’ultimo precedente riguarda i play-off promozione dello scorso anno, quando Ferreira Pinto e Zigoni regalarono la finale a Lerda, bissando il 2-0 (Amodio e Diniz) della regular season. L’ultimo match in cui i sanniti hanno fatto punti nel capoluogo salentino risale alla stagione 1974/75 (0-0), mentre l’ultima vittoria assoluta del club campano è il 4-1 interno nella terza giornata della passata stagione. Per l’ultimo successo assoluto leccese basta andare alla gara d’andata del torneo in corso, quando Salvi ed Abruzzese lanciarono la banda di Lerda verso il primo pesto, rendendo inutile il gol di Padella nel finale.

Dopo quello scontro diretto di inizio dicembre il clima nelle due città era quasi opposto. Nonostante il suo terzo posto, Brini era a rischio esonero, indotto dalla brutta prestazione dei suoi in un match che vide dominare in lungo ed in largo un Lecce che, al contrario, sembrava destinato ad un torneo di vertice. I mesi seguenti sono storia, ed hanno visto i due club avere andamenti ben diversi rispetto a quanto quell’1-2 lasciava immaginare, con il Lecce sprofondato fino al sesto posto attuale ed il Benevento capolista (anche a più quattro dalla Salernitana seconda) in undici delle venti giornate successive.

L’ottimo ruolino di marcia dei ragazzi di Brini è stato si sufficiente a risvegliare gli entusiasmi nella cittadina campana, ma non è bastato a mantenere un primo posto perso a causa dell’unica sconfitta successiva a quella con Moscardelli e compagni, ovvero il big match ancora più importante a Salerno, a cui hanno fatto seguito i non esaltanti pareggi con Aversa (soprattutto) e Casertana. Nulla è però perduto, e la trasferta in Salento è forse lo scoglio più complicato che Scognamiglio e compagni sono chiamati a superare da qui al termine del campionato, con una vittoria che vorrebbe dire dare l’ennesima prova di forza di un campionato sofferto ma molto ben affrontato.

Complice l’ottimo girone d’andata, Fabio Brini (protagonista alla guida del Carpi della tristemente famosa, in casa Lecce, finale play-off 2012/13) non ha visto particolarmente alterata la sua rosa nel mercato invernale, con l’arrivo in prestito di N’diaye dal Chievo l’unica operazione in entrata e le partenze, sempre in prestito, di Bassini, Frasciello, Bonaiuto e Guerra quelle in uscita. A Lecce il tecnico beneventano potrebbe proporre un 4-4-2 con Pane tra i pali, Celjak, Lucioni, Scognamiglio e Som in difesa, Campagnacci, D’Agostino, Vitiello e Mazzeo a centrocampo ed in attacco Marotta al fianco del capocannoniere del torneo Eusepi.

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