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LA PARTITA – Lecce autolesionista, ko a Catanzaro con quattro espulsi. Sprecate un’infinità di palle-gol

Un Lecce caparbio e sfortunato, ma anche troppo nervoso e capace di errori (in zona-gol, ma anche capaci di regalare i due gol agli avversari) ai limiti dell’autolesionismo, viene sconfitto per 2-1 sul campo di un Catanzaro bravo a resistere a denti stretti ed a colpire nelle uniche occasioni da rete create. La partita, fortemente condizionata da un arbitraggio a larghi tratti indecente, avrebbe visto più giusto come minimo il pareggio, ma la squadra di Bollini è incappata nei soliti abbagli che il tecnico lombardo sembra davvero incapace di risolvere. La zona play-off, in attesa che giochino Juve Stabia e Casertana, resta lontana due punti.

Il primo tempo inizia come peggio non potrebbe per il Lecce, con il Catanzaro che passa alla prima occasione. Al quinto minuto infatti, su calcio d’angolo di Mancuso, Moscardelli si perde Razzitti che di testa firma il gol del vantaggio locale. Al 9’ i giallorossi restano in dieci per l’espulsione di un Moscardelli protagonista in negativo dell’inizio di gara, sebbene il suo gomito largo su Ghosheh non appaia assolutamente meritevole di cartellino rosso. I giocatori del Lecce circondano l’arbitro, che nel parapiglia seguente espelle anche Di Chiara dalla panchina ma non fa passi indietro riguardo la sua avventata decisione. Dopo l’inizio da incubo, Miccoli e compagni sono tuttavia protagonisti di una reazione da grande squadra, sebbene clamorosamente povera di cinismo, schiacciando i calabresi nella loro area di rigore. Al 17’ incredibile occasione fallita da Diniz, che solo a due metri dalla porta avversaria manda sulla traversa il perfetto invito di Miccoli. Un minuto più tardi ci prova Lepore, con una girata dal limite che trova pronto a parare Bindi. Al 22’ Miccoli sfrutta il retropassaggio errato di Daffara e serve un liberissimi Mannini, che a porta vuota manda al lato. Al 28’ il portiere locale è ancora ben piazzato sulla punizione di Miccoli che para senza troppe fatiche. Sull’azione seguente il Catanzaro supera finalmente il centrocampo e va al tiro con Bernardo, il cui sinistro sfiora il palo e termina al lato. Al 31’ altra grande palla gol per il Lecce: il calcio d’angolo di Miccoli trova prima la sponda di Lopez e dopo un libero Beduschi, che di petto non riesce ad indirizzare la palla che sfiora il palo alla sinistra di Bindi. Il portiere catanzarese si deve superare quando, al  minuto trentasette, dice di no al destro di Mannini, ben imbeccato da Miccoli. Il capitano giallorosso non è però abbastanza bravo nell’ultima azione da rete del primo tempo che arriva al minuto quarantasei, quando riceve la sponda di Vinetot e, libero a due passi da Bindi, si fa parare dal numero uno locale l’ennesima limpida occasione da rete del primo tempo leccese.

La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo, ossia con un Lecce bravo a creare ma sprecone all’inverosimile davanti al portiere avversario. Al terzo minuto Mannini è bravo a crearsi il giusto spazio in area e di destro al volo coglie la traversa, mentre sul proseguimento dell’azione Lopez manda al lato da due passi. Due minuti dopo Bindi si deve ancora superare per deviare la punizione di Miccoli che, calciata da quasi trenta metri, stava per insaccarsi nell’angolino basso. Al 21’ è però il Catanzaro ad avere, con Mancuso, la palla per chiudere il match, ma il mancino dell’esterno locale termina di poco fuori. Sette minuti più tardi è lo stesso Mancuso a siglare il raddoppio, al termine di un contropiede perfetto chiuso da un mancino sul primo palo che trova impreparato Caglioni. Al 43’ il Lecce, rimasto in nove per l’espulsione di Mannini, trova finalmente il gol con Lepore, che realizza su calcio di rigore riaccendendo le speranze ospiti, ma due minuti dopo lo stesso Lepore viene espulso ed i salentini non riescono a rimediare al gol di svantaggio.

Nel prossimo turno i giallorossi ospiteranno, mercoledì alle 17, il Benevento secondo in classifica.

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