[ESCLUSIVA SS] VIRTUS FRANCAVILLA C. – Di Rito: “Calabro? Malato di calcio. Obiettivo D, o con la Coppa o col campionato…”
Quando si parla di top player, il pensiero non può non correre a lui. Nicolas Di Rito, argentino classe 1985, di professione attaccante, è, senza alcun dubbio, uno dei pezzi pregiatissimi della categoria. Eppure, in estate, il calcio pugliese aveva ritenuto di poter fare a meno delle sue prestazioni. L’inizio stagione a Termoli, in serie D, poi le sirene francavillesi alla riapertura del mercato ed eccolo di nuovo grande protagonista dell’Eccellenza pugliese. I suoi nuovi tifosi non hanno dovuto aspettare per apprezzarne le qualità di goleador. Prima partita in maglia biancazzurra e subito un gol, nella fortunata trasferta di Ascoli Satriano. Da allora ne sono arrivati altri cinque, compresi i due della finale di coppa contro il Mola, vinta ai calci di rigore.
Un inserimento lampo, all’interno di un progetto ambizioso, che settimana dopo settimana acquisisce sempre più credibilità. Non deve essere stato difficile dire di sì al corteggiamento del direttore sportivo Stefano Trinchera. “Ho scelto di venire qui a Francavilla perché mi avevano parlato benissimo della società, che mi era stata descritta come un sodalizio molto serio e ambizioso. E poi Francavilla è una piazza storica, dove si è sempre fatto calcio a certi livelli – confida bomber Di Rito -. “Sono molto contento del mio inserimento. È stato, fin da subito, ottimale, anche se non sempre è facile amalgamarsi a un gruppo già affiatato e collaudato. Il rapporto con la squadra, la società e i tifosi è splendido”.
Una certezza, Nicolas Di Rito, in mezzo ad altre certezze, una rosa di altissimo livello e un allenatore che lo stesso attaccante di Rosario non esita a definire così. “È un malato di calcio. Un grandissimo lavoratore e motivatore. Da calciatore è stato un vincente e adesso riversa questa sua caratteristica nei giocatori che allena”. E i risultati si vedono. Primo posto nel mirino e la prima gioia stagionale, la conquista della coppa Italia. Un trofeo che regala prestigio e che potrebbe spalancare le porte della serie D. Ma il cammino è lungo e potrebbe rischiare di togliere energie al campionato, compromettendolo. Non la pensa in questa maniera l’ex Termoli. “Non c’è dubbio che giocando ogni due giorni la fatica si faccia sentire. Ma è pur vero che la Virtus possiede una rosa talmente ampia e di livello che si può tranquillamente andare avanti in entrambi i tornei. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere la serie D, per cui teniamo, allo stesso modo, a tutte e due le competizioni”.
Già domani, il recupero contro il Locorotondo potrebbe regalare il sorpasso ai danni del Vieste. “Sarà un match molto difficile, ma vogliamo vincerlo a tutti i costi per portarci in vetta”. E domenica prossima, un altro incontro sulla carta abbordabile, quello con l’Hellas Taranto. “Solo sulla carta, perché l’Hellas è un avversario da non sottovalutare. Inoltre, giocheremo su un campo in terra battuta, una superficie alla quale non siamo abituati e dove una squadra tecnica come la nostra può trovare delle difficoltà. Ma abbiamo i mezzi per vincere tutte le partite. Continueremo a lavorare sodo per riuscirci”.
Al momento sembrerebbe una questione a tre, sebbene i più sostengano che fino alla fine la lotta per la conquista del titolo si restringerà a Virtus e Nardò. Non è dello stesso parere l’attaccante biancazzurro. “Sono convinto che anche il Vieste, come noi e il Nardò, dirà la sua fino alla fine. Su quel campo più stretto ha senz’altro un passo in più, e poi, rispetto al passato, ha molto migliorato il rendimento esterno. Il 4-0 rifilato a un avversario non semplice come l’Ostuni è un segnale forte. Mi piace molto anche il Trani, che considero una squadra di categoria, ma credo sia un gradino sotto”. Attaccante di sicuro affidamento, Nicolas Di Rito è la freccia in più nell’arco a disposizione di mister Calabro. I suoi gol si stanno rivelando determinanti, e lo saranno ancora di più quelli che arriveranno nelle prossime giornate.
Sono circa centoquaranta quelli segnati in carriera, con indosso, tra le altre, le maglie di Nardò, Bisceglie e Fidelis Andria. Non sarà semplice sceglierne uno come il più bello. “La rete alla quale resto maggiormente legato è quella che, ai tempi del Bisceglie, ci consegnò la vittoria della coppa Italia nella fase nazionale, nella finalissima disputata al ‘Flaminio’ di Roma contro il Pisa. È stato un gol che mi ha regalato un trofeo importante e che, quindi, lascia in me, un ricordo e un’emozione indelebili. Per questo, è il più bello, dal mio punto di vista”. In realtà le segnature furono due in quella finale. La doppietta gli valse il soprannome di ‘ottavo re di Roma‘. Chissà se anche i tifosi della Virtus hanno in serbo un epiteto per lui.
