TARANTO – Campitiello: “Innamorato di questa città e della sua gente. Vi spiego il nostro progetto…”
“Io sono innamorato del Taranto, di Taranto e di tutta la gente di Taranto, questa città mi è entrata nel sangue e sono felice di essere qui”. Parole che si prestano a poche interpretazioni e che raccontano di un amore sbocciato in modo quasi naturale. Ed il peso specifico, naturalmente, è molto più grande se a proferirle è il presidente rossoblu, Domenico Campitiello. Il numero uno del Taranto, intervenuto a Studio 100, ha ripercorso i primi mesi di questa sua avventura da presidente del sodalizio ionico. “Siamo arrivati in punta di piedi in questa calorosissima piazza – ha affermato Campitiello – e credo che abbiamo dimostrato tutta la nostra volontà nel cercare di fare qualcosa di importante. Purtroppo il calcio ha le sue problematiche, tenendo anche conto di tutti i sacrifici che abbiamo fatto nel partire da zero con una squadra tutta nuova. Oggi abbiamo individuato gli aspetti che non andavano bene e con la giusta mentalità stiamo cercando di far quadrare il cerchio”.
Per vincere solo una parola d’ordine secondo il Campitiello pensiero, programmazione. “Quello che noi mettiamo in campo è tutto frutto di uno studio – spiega – vincere un campionato e ricominciare tutto dall’inizio l’anno successivo non è nei nostri presupposti. Volevamo creare una base solida che potesse darci delle garanzie anche per il futuro. Sarebbe davvero facile portare qui solo dei giocatori con qualche anno in più, ma non è un nostro obiettivo. Insieme al direttore stiamo cercando di creare i presupposti per aver una base solida che ci seguirà anche per il futuro. La continuità va data anche nei quadri dirigenziali. Una società deve essere condotta anche da bravi dirigenti, non solo da buoni calciatori. Abbiamo avuto un po’ di inesperienza all’inizio ma ormai credo che siamo sulla strada giusta”.
Il futuro del Taranto passa attraverso la valorizzazione dei giovani, con il club deciso a diventare un punto di riferimento. “Questa è una piazza che mette i brividi quindi credo che in futuro le altre società saranno fieri di mandare i loro giovani qui. Ma il nostro obiettivo primario è un altro. Con tutto il rispetto per gli altri, vorremmo essere noi un punto di riferimento per le altre società. Nei nostri progetti c’è proprio questo tipo di lavoro. Abbiamo una parte del bilancio apposito per il Settore Giovanile che ha dietro un’organizzazione molto importante. L’unico problema è la carenza di campi da gioco. Per ora è un limite e vedremo il prossimo anno di assicurarci qualche struttura in più che possa permetterci di programmare meglio il nostro lavoro. I giovani – conclude Campitiello – sono la base del nostro futuro”.
