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TARANTO – Campitiello: “Avrei potuto fare calcio a Padova, Siena o Cava. Invece sono qui, perché…”

Nonostante abbia raccolto il club in un momento delicato, ristrutturandone l’organigramma e gli assetti tecnici, Domenico Campitiello, attuale numero uno del Taranto, non è ancora riuscito ad entrare nel cuore di tutti i tifosi rossoblu. “Effettivamente – spiega il presidente alle colonne de La Gazzetta del Mezzogiornoqualcuno mi ha accolto con una certa diffidenza: non mi spaventa, vado avanti e non mi lamento. Ci vuole tempo, la gente deve innamorarsi del progetto e delle persone. Avrei potuto fare calcio a Padova o Siena, avrei potuto prendere la Cavese, ma ho scelto Taranto perché continuo a considerarla una piazza calda e passionale. Conquistare la fiducia della gente, questa è la nostra prima missione. Sono qui per fare calcio, non coltivo altri interessi. Vorrei riportare il Taranto nelle categorie che merita, almeno in Serie B. Ma ho bisogno di tempo. Sono ambizioso, mi piace vincere, però bisogna tenere sotto controllo i numeri, e non soltanto quelli della classifica. I conti devono essere sempre a posto, solo così si può pensare di crescere”.

Grande fiducia nel progetto tecnico, affidato alle cure ed alle scelte del direttore sportivo Francesco Montervino. “Sono sicuro che il Taranto di Favo farà molta strada: la squadra è forte, la società solida, probabilmente la più solida dell’intero Girone H. Ma per vincere, c’è bisogno di unità di intenti, dobbiamo avvertire la fiducia della nostra gente. E non dimentichiamo – conclude Campitiello la possibilità di rinforzarci ulteriormente attraverso il mercato”.