[ESCLUSIVA SS] GALATINA – ‘Highlander’ Giacco: “Ci salveremo!”. E su Politi e la sua carriera…
Se l’elisir di lunga vita esistesse per davvero, lui sarebbe il testimonial ideale. Enzo Giacco da Bagnara Calabra, di professione bomber, di anni ne ha 41, ma per lui il tempo sembra non essere passato. Ancora una stagione nel calcio che conta, in quel torneo di Eccellenza che lo vede, da sempre, protagonista, e a cui bomber Giacco chiede ancora una volta di non essere semplice comprimario. Ne ha bisogno il Galatina, la squadra che in estate lo ha ingaggiato dopo il divorzio dal Mola. Un matrimonio, per ora, avaro di soddisfazioni, considerato il periodo non propriamente felice attraversato dai due amanti. Per il Galatina si è chiuso un ottobre nero, che ha visto i leccesi sempre sconfitti in campionato ed eliminati dalla coppa. Un inizio così così: due pareggi incoraggianti con Hellas Taranto e Libertas Molfetta, compagini costruite per veleggiare nelle parti nobili della classifica. Poi, solo sconfitte, cinque per la precisione, che condannano i biancostellati all’ultimo posto della graduatoria, in coabitazione con l’Ostuni. Una parabola discendente, che testimonia di una crisi impensabile alla vigilia, visti anche gli sforzi compiuti dalla società per garantire a mister Politi individualità del calibro di Tartaglia, Buono, Previderio, Fanigliulo e per l’appunto Giacco.
Una crisi solo di risultati, però, secondo l’attaccante calabrese, e non di prestazioni. “Abbiamo un ottimo staff tecnico e un bel gruppo, che si impegna tantissimo sia in allenamento che in partita, senza la sfortuna che ci sta perseguitando avremmo sicuramente dei punti in più in classifica”, tiene a precisare l’ex Mola. Al di là degli episodi sfortunati, però, è chiaro che si rende necessaria una netta inversione di rotta e forse pure un intervento della società in sede di mercato di riparazione. Ha le idee chiare, in proposito, bomber Giacco. “Sicuramente ci manca qualcosa, abbiamo una squadra molto giovane, che talvolta palesa dei limiti caratteriali, e questo naturalmente rappresenta un handicap in un torneo tosto come l’Eccellenza, fatto di squadre ben organizzate e dotate di calciatori di grande esperienza. Tuttavia sono molto fiducioso, il gruppo non può che crescere, e con qualche intervento mirato della società sono sicuro che non avremo difficoltà a salvarci“. Voci di corridoio danno per traballante la panchina di mister Politi. Si sa, nel calcio, quando i risultati non arrivano, il primo a pagare è sempre l’allenatore. “È un’indiscrezione che mi coglie totalmente impreparato e che mi sorprende. Il mister è un professionista in gamba e preparato, nonché una persona estremamente seria e disponibile, a cui non è addebitabile l’attuale situazione di classifica e quindi tocca a noi giocatori dargli una mano”.
Di sicuro il calendario non sta agevolando le cose. Domenica scorsa il Nardò, nel prossimo turno il Vieste capolista. “I foggiani sono una squadra molto forte in tutti i reparti. Assieme a Virtus Francavilla Calcio e Nardò, credo siano i favoriti per la vittoria finale. Per vincere contro di loro dovremo fare una partita maschia e mettere in campo cuore e carattere“. Il periodo no della squadra fa il paio con il momento non particolarmente brillante di Giacco, ancora a bocca asciutta in campionato. Per lui solo una rete in coppa. Un’anomalia, per uno che il gol ce l’ha nel sangue. Sono oltre 350 quelli segnati in carriera, una carriera lunghissima, con più di 20 campionati alle spalle, tra C2, serie D ed Eccellenza. L’anno scorso, a Mola, dopo sette partite erano già cinque le reti messe a segno. “Fisicamente sto bene, in partita mi muovo tanto, e cerco di farmi trovare sempre pronto in area di rigore. Ma per il momento, mi sta mancando un po’ di fortuna. Tuttavia, l’esperienza da attaccante che ha sempre segnato tanto mi dice che anche quest’anno arriverò in doppia cifra“. A questo punto viene spontaneo chiedersi quale sia il segreto di questo esempio così straordinario di longevità calcistica. “Tanti sacrifici e una vita da atleta, con una sana alimentazione, priva di alcool e di stravizi. Nel corso della mia carriera ho sempre dato il massimo, evitando quanto più possibile di fare brutte figure, e cercando di far uscire fuori l’uomo prima ancora che il calciatore”. Che sia davvero questo l’elisir di lunga vita? Enzo Giacco docet.
