IL CORSIVO – Lecce, idee e coraggio: buon lavoro, mister Di Francesco!
Benvenuto, mister!
A fare un po’ di luce sulla nuvolosa estate giallorossa arriva la presentazione di Eusebio Di Francesco, nuovo timoniere dell’imbarcazione salentina.
Il tecnico era la figura mancante per poter anche solo ipotizzare i prossimi passi nelle acque fredde (mai come quest’anno) del calciomercato.
“Ho capito che c’è un clima particolare qui, e la nostra missione è proprio quella di riportare serenità e voglia di calcio in questo ambiente”.
Parole che servivano, indubbiamente, visto il clima di ansia perenne che avvolge tifosi e appassionati ai colori giallorossi.
Nonostante l’età Di Francesco colpisce per chiarezza di idee: vuole un calcio propositivo, che sia cucito addosso ai suoi interpreti in funzione dell’avversario di turno. Non è un integralista: lo ha ribadito per sottolineare che dal suo maestro Zeman ha imparato tanto, ma “ognuno deve avere una sua personalità”.
4-3-3, 4-3-1-2 o 4-4-1-1, numeri e simboli che non spostano la volontà di provare a raggiungere la salvezza attraverso un calcio manovrato, non basato sul paradigma che spesso le “piccole” recitano a memoria, tutto difesa e ripartenze.
“Dobbiamo rinforzare ogni reparto, credo che in attacco qualcosa in più c’è: Di Michele lo considero un ragazzino, e non vedo l’ora di riavere Ofere pienamente disponibile. Piatti può dare qualità sia partendo largo che da trequartista, mentre Olivera è più centrocampista: l’ho sentito e scalpita per il suo rientro in campo”.
La sua scelta è stata definita da più parti una scommessa, parola pericolosa (dato il momento) ma che indica alla perfezione il passaggio obbligato per il rinascimento del calcio italiano. Più spazio alle idee, meno ai soldi (perché non ce ne sono): basti guardare all’Inter, da sempre la società più spendacciona, che è passata dagli 11 milioni di ingaggio del profeta di Setubal al milione e mezzo che pagherà al maestro di calcio di Grugliasco, Gian Piero Gasperini.
“Di scommesse negli ultimi anni se ne sono fatte tante, è un crescendo. E molte sono state anche vinte”.
Il tecnico pescarese ha affermato di dare particolare importanza alle “sensazioni”, positive quelle che lo hanno portato ad interrompere il matrimonio con i delfini biancazzurri e sposare la causa del Lecce.
E, devo dire, positive sono anche le mie.
Un volto giovane, un passato pieno di storia sul campo, idee chiare e voglia di continuare a sorprendere. Non ce ne vogliano Di Martino e Palazzi, ma…scommettiamo che sarà un successo?
