[ESCLUSIVA SS] L’INTERVISTA – Inguscio: “Casarano esperienza straordinaria. Nardò squadra di livello. Su Lecce e Gallipoli…”
Il 18 febbraio 2010 e l’11 aprile dello stesso anno sono due date storiche per tutti i tifosi del Nardò Calcio. In quella stagione calcistica i granata conquistano la Coppa Italia, contro la corrazzata Libertas Molfetta, e il campionato di Eccellenza nell’ultima giornata di campionato.
Uno dei protagonisti di quella cavalcata trionfale, Giovanni Inguscio, direttore sportivo dalle indiscusse capaci manageriali e grande scopritore di talenti in ogni parte del mondo, ci racconta il suo anno sabbatico, le sue sensazioni e le sue considerazioni di questo avvio di stagione calcistica.
Dopo la bellissima esperienza di Casarano come mai questo anno ai box? Qualche critica di troppo? C’è in cantiere qualcosa?
“A Casarano sono stati due anni straordinari, in una piazza molto difficile ma al tempo stesso esaltante come quella casaranese. Per valutare la mia esperienza basta soffermarsi sui numeri: 91 partite e solo 6 sconfitte, due Coppe Italia regionali, un campionato di Promozione da record senza perdere mai, un quarto di finale di Coppa Italia nazionale dominato in lungo e in largo nel doppio confronto, col San Pio Catania, che valeva la D, sfumato solo per una colossale svista arbitrale e per un rigore finito a lato di due centimetri. E non dimentichiamo la juniores di mister Simone Greco, oggi al Lecce, campione regionale, giunta nelle prime quattro d’Italia, dopo appena due anni di programmazione.
Il calcio però è una giostra, si sale e si scende. Le critiche costruttive ti migliorano e ti fanno crescere dal punto di vista umano e professionale. Da più parti noto la voglia di denigrare, sminuire a volte ignorare i risultati ottenuti in questi ultimi anni, forse per un pizzico di invidia, il più brutto dei sette peccati capitali. Molti addetti ai lavori sono bravi a parlare del lavoro degli altri con disprezzo, non dando il giusto merito a chi con sacrificio e abnegazione ha lavorato tanto e bene. Per ognuno di noi parla la propria storia personale, negli ultimi sette anni in due piazze difficili ed esigenti come Casarano e Nardò, nessuno altro è riuscito a raggiungere i mie successi. Vorrei consigliare a questi denigratori di leggere attentamente gli annuari calcistici, con le parole tutti diventiamo fenomeni ma di fatto non riesco a vedere nessun fenomeno in giro. In questo periodo mi sto concendo un po’ di riposo, in cantiere ci sono tanti progetti, ma ho bisogno di ricaricare le batterie. Ne approfitterò per girare tanto, studiare e cercare di migliorarmi, le idee non mi mancano e presto tornerò in sella“.
ll Lecce ha iniziato il suo terzo anno in Lega Pro, cosa manca a questa società e a questa squadra per tornare nel calcio di serie A e B?
“Alla società non credo manchi nulla per primeggiare in Lega Pro. Alla squadra credo sia mancata un pizzico di fortuna in questi due anni, perché tecnicamente il Lecce è stata sempre la migliore squadra del torneo, e poi è sempre arrivato a giocarsi la B nella finalissima playoff. Il mio augurio è quello di vedere Miccoli vincere il campionato ed essere promossi senza l’inferno dei playoff”.
Il Gallipoli di Volturo vola, il Brindisi e il Taranto partite con mille aspettative sono già in crisi dopo quattro giornate, la Fidelis Andria di D’Agostino sembra la grande favorita per il salto in Lega Pro. Qual è la sua opinione sulla Serie D?
“Il Gallipoli è in vetta alla classifica meritatamente, ha riconfermato lo zoccolo duro dello scorso anno e ha inserito pochi elementi ma di valore, in attacco c’è tanta qualità che sta facendo la differenza, partire bene è sempre importante e il Gallipoli non poteva fare meglio. Per il Taranto mi sembra azzardato parlare di crisi già dopo quattro partite in quanto è partito in ritardo per via del cambio societario, la rosa infatti si è andata definendo strada facendo, invece il Brindisi poteva e doveva sicuramente fare di più, non può una compagine costruita per primeggiare fare un punto nelle ultime tre partite, con l’avvento di Castellucci ci sarà comunque tempo e modo per recuperare. Più che l’Andria io dico Bisceglie tra le squadre che lotteranno per vincere il campionato e tra queste ci metto soprattutto la Cavese di mister Massimo Agovino uno dei tecnici più bravi e spettacolari in assoluto“.
In Eccellenza Mosca per divergenze con lo spogliatoio salta dopo due giornate, cosa manca al Nardò di Monaco per arrivare ai fasti della sua era?
“Invece di dire quello che manca parliamo di quello che ha il Nardò quest’anno, una società solida alla spalle, un pubblico eccezionale che solo chi ha giocato al Giovanni Paolo II può capire e anche un organico importante per puntare a vincere il campionato. La squadra infatti è formata da calciatori di primo livello come Romeo, Rana, Bozzi, Vicedomini e soprattutto Antonio De Razza sprecato per l’Eccellenza. Non conosco i motivi che hanno portato a cambiare allenatore dopo due giornate ma la società avrà avuto le sue buone ragioni. Si è puntato su Walter Monaco, amatissimo dalla piazza, allenatore giovane, preparato e con grandi motivazioni, ha tutte le carte in regola per fare bene“.
Uno sguardo alla Promozione, il suo amico Obbiettivo può portare in alto la Salento Football Leverano? Branà rischia di saltare a Tricase? Rizzello può tornare a segnare come ai tempi di Galatina?
“Il torneo di Promozione è molto equilibrato quest’anno. Ci sono tante squadre e tutte attrezzate a fare il salto di categoria. Ci sono almeno 7-8 compagini attrezzate per vincere e anche quest’anno il torneo potrebbe decidersi all’ultima giornata. Faccio un grosso in bocca al lupo al mio amico Antonio Obbiettivo per la nuova avventura con la Salento Football e ne approfitto per fargli i complimenti per l’ottima squadra che ha allestito. De Benedictis, Ganci, Della Tommasa, Ciurlia, Amadou, Quarta sarebbero tranquillamente protagonisti in Eccellenza e saranno un motivo in più per seguire il torneo di Promozione quest’anno. Il Tricase non è partito bene però non credo che siano demeriti dell’allenatore che in due anni col Leverano aveva fatto veramente bene. La squadra non è completa, e manca di un attaccante che faccia gol, nota dolente di tante squadre che a ottobre sono alla ricerca disperata del 9 che possa risolvere le partite. Questo problema non credo lo abbia il Levercalcio che dispone di uno dei più prolifici attaccanti della categoria Pantaleo Rizzello“.
Lei ha portato nel Salento tanti argentini di belle speranze, quale sarà la sua prossima scoperta?
“Il calcio argentino è la mia passione, come sempre mi piace seguire un po’ di ragazzi delle serie minori argentine, terza e quarta divisione in particolar modo, ma in questo momento sto seguendo le partite della Primera Divicion, il River Plate in particolare, anche se io tifo per il glorioso Rosario Central. Il River Plate sta esprimendo il miglior calcio grazie al nuovo allenatore ex stella del River, Gallardo e al lavoro del direttore sportivo Enzo Francescoli“.
Pellè è a un passo della nazionale, quale giovane salentino potremmo vedere nel palcoscenico della serie A nei prossimi anni?
“Graziano Pellè è esploso fuori dall’Italia facendo cose eccezionali in Olanda e ora anche in Inghilterra, credo che abbia raggiunto la maturità per fare cose importanti anche con la maglia azzurra, speriamo di vederlo presto all’opera. Un salentino che merita palcoscenici importanti secondo me è Sergio Contessa, terzino sinistro, attualmente alla Juve Stabia. Lo scorso anno in B avrebbe meritato molte più attenzioni, quest’anno è partito col piede giusto, sta giocando con continuità, segnando anche un eurogol contro il Martina. A 24 anni c’è tutto il tempo per arrivare in alto“.
