LECCE – Lepore&Lerda, è la fine di un incubo. Da Messina i due condottieri giallorossi rientrano dalla squalifica
Salerno e Frosinone, rispettivamente 10 novembre 2013 e 7 giugno 2014. Sono queste le due date che Franco Lepore e Franco Lerda, beniamino della tifoseria leccese il primo e comandante della truppa da circa un anno il secondo, vogliono fare di tutto per dimenticare, anche se non sarà facile rimuovere dalla mente quei brutti ricordi. Le vicissitudini successive al derby-farsa Salernitana-Nocerina e il tormentato dopogara della finale playoff 2013-2014 persa a Frosinone appartenevano già al passato, ma solo a partire dall’imminente week-end e dalla trasferta di Messina, che la sorte ha designato come primo appuntamento successivo alle rispettive squalifiche, Lepore e Lerda possono tornare a masticare calcio più di quanto non lo abbiano già fatto in questi mesi, in cui comunque non hanno certo smesso di lavorare. Scendere in campo ed andare in panchina, però, sono tutt’altra cosa.
È stata una vera e propria odissea quella vissuta da Franco Lepore, per tutti qui a Lecce Checco, 29 enne jolly di fascia e capitano sfortunato di una squadra, la Nocerina di Fontana, che nella passata stagione si è trovata a vivere una situazione surreale prima di un derby molto sentito ed atteso da tempo, le cui circostanze non sono state ancora totalmente chiarite. Fatto sta che la Giustizia Sportiva fu severa: i giocatori avevano sbagliato, per Lepore squalifica di un anno poi ridotta a otto mesi. In tutto questo tempo, un’eternità per un calciatore nel pieno della carriera, Lepore non ha mai smesso di lottare, allenandosi per mantenere la forma fisica (spesso con la squadra Berretti della società di Piazza Mazzini) e covando quello che per lui, leccese doc, era un vero e proprio sogno nel cassetto: il ritorno in giallorosso. Sogno che diventa realtà la scorsa estate, quando il ds Tesoro chiude per l’acquisto dell’ex, tra le altre, di Varese e Real Vicenza. Da allora è solo un conto alla rovescia fino al 29 settembre, data della scadenza della squalifica. Da qualche giorno Lepore è dunque ufficialmente a disposizione di Lerda, e sarà arruolabile già per la trasferta di Messina, per la quale verrà quasi certamente convocato per un rientro in campo più unico che raro, al termine di una vicenda che ha sempre più assunto i connotati di una storia d’amore, spesso tormentata, ma per cui tutti si augurano un lieto fine, magari a fine campionato.
Diversa ma a tratti simile la storia del tecnico piemontese, accolto tra lo scetticismo di parte di tifoseria ed addetti ai lavori un anno fa, e che in pochi mesi a riconquistato tutti, dimostrando sul campo le capacità di condurre una squadra nei piani alti della classifica e di sfruttare al meglio le potenzialità di un gruppo unito ed applaudito dai sostenitori giallorossi nonostante l’esito finale dello scorso campionato. Proprio nell’occasione della finale persa a Frosinone, in cui Miccoli e compagni si sono visti passare davanti il treno della Serie B senza riuscire a salirci sopra, per sfortuna, bravura degli avversari e qualche errore nei momenti decisivi. Nel concitato postpartita, Lerda venne letteralmente assalito dalla folla tanto festante quanto aggressiva e poco rispettosa dei tifosi frusinati e, per legittima difesa mista ad un nervosismo comprensibile al termine di una gara tanto importante, perse la calma in maniera inadeguata secondo il Giudice Sportivo. Quest’ultimo optò per una squalficà fino al 31 dicembre 2014, poi ridotta al 30 settembre appena superato. Per il tecnico di Fossano, costretto a seguire le prime sei gare della stagione dalla tribuna, è la fine di un incubo. A Messina potrà tornare a guidare la sua armata giallorossa da bordocampo.
