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GALLIPOLI – La Curva Sud: “Chiediamo un impegno concreto ad Amministrazione e forze economiche ed imprenditoriali”

Mancano 5 giorni al 30 giugno, la data indicata da Marcello Barone come ultima utile affinché qualcuno contatti la società del Gallipoli per rilevare il titolo sportivo prima che lo stesso venga ceduto altrove. E quando ormai questa scadenza è vicina la Curva Sud giallorossa ha voluto far sentire la propria voce attraverso un comunicato che riportiamo integralmente.

“Conclusosi il campionato regionale di Eccellenza, che ha visto il Gallipoli Football 1909 conquistare straordinariamente il traguardo della Serie D, vogliamo innanzitutto ribadire l’apprezzamento per quanto fatto da questa società che in questi tre anni ha portato la nostra squadra dalle ceneri della Promozione pugliese ai più rinomati palcoscenici della quarta serie nazionale. Come ormai da tradizione, sono arrivate puntuali le grida d’aiuto di chi, susseguendosi alla guida del Gallipoli, è costretto a sobbarcarsi gli impegni economici che richiede la gestione di una squadra di calcio, il tutto nella più totale solitudine e circondato dal silenzio più cupo!

Viste le intenzioni del presidente Marcello Barone, che, più volte, nell’assemblea pubblica organizzata dai ragazzi della Curva Sud mercoledì 18 giugno presso il teatro polifunzionale della parrocchia di San Lazzaro, ha ribadito l’intenzione di lasciare la carica di socio di maggioranza, non possiamo non chiedere all’Amministrazione comunale, alle forze economiche, imprenditoriali ed istituzionali cittadine un impegno concreto verso la squadra giallorossa per garantire una dignitosa partecipazione al prossimo campionato, di scongiurare l’umiliazione di far transitare il nostro titolo sportivo verso altri lidi e di rimediare in tempo all’ennesima deprimente sconfitta sociale di questa città che porterebbe a scenari poco rassicuranti.

Proprio l’Amministrazione comunale dovrebbe rispondere riguardo l’eccessivo ritardo dei lavori di adeguamento dello stadio “A. Bianco” rispetto alle tempistiche immediate tanto sbandierate nella suddetta assemblea; è un dato di fatto incontestabile che l’impianto, nelle condizioni cui versa, non è idoneo ad ospitare eventi sportivi come quelli che ci aspettano a poco meno di due mesi. Chi di dovere dovrà assumersi le eventuali responsabilità se la nostra squadra, nel giro di pochi anni, sarà nuovamente costretta a disputare le partite casalinghe lontano da Gallipoli e rivivere situazioni ridicole e paradossali che hanno macchiato l’onore del Gallipoli e che la Curva non è più disposta ad accettare.

Siamo stanchi di subire immancabilmente le decisioni affrettate, incoerenti e senza un minimo di rispetto da parte di chi negli anni si è succeduto sia alla guida del Gallipoli Calcio e sia tra i banchi di Palazzo Balsamo. Il blasone della storia calcistica della città di Gallipoli non può e non deve essere attanagliato nell’incomunicabilità che si palesa tra le massime rappresentanze cittadine e tra quelle societarie, al contrario, invece, di altre realtà distanti pochi chilometri dove gli amministratori, alcuni dei quali addirittura dimissionari, hanno raggiunto importanti obbiettivi per dar lustro al calcio e allo sport in genere. Ci appelliamo soprattutto a chi in questi anni ha sempre dichiarato appartenenza al tifo e alla nostra Curva: ora tocca a tutti remare dalla stessa parte affinché la nostra squadra torni ad essere il fiore all’occhiello tra le realtà sportive nazionali”.