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RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Il coraggio di una scelta: No tessera, No San Nicola

Quante volte capita nella vita di un tifoso la possibilità di andare a festeggiare una salvezza insperata, in casa del più acerrimo nemico? Quante volte capita nella vita che la partita in casa dell’acerrimo nemico valga un intero campionato? Può capitare una volta, forse due difficilmente si possono ripetere simili occasioni diverse volte, nella vita di un tifoso.

E’ capitato quest’anno. Bari-Lecce al San Nicola poteva voler dire matematica salvezza per i tifosi giallorossi, e cosa ci poteva essere di più bello del festeggiare in faccia agli “odiati” nemici quella salvezza che ad agosto nessuno degli addetti ai lavori riteneva possibile? Diciamoci la verità tutti quanto abbiamo bonariamente invidiato i genoani, quando nel derby del 8 maggio, Boselli gli ha permesso di lanciare quell’urlo in faccia ai doriani, un urlo che voleva dire serie B. Sette giorni dopo, la stessa occasione capitava nelle mani dei tifosi leccesi.

Dopo ben dieci trasferte consecutive vietate alla tifoseria leccese non tesserata, uno spiraglio li ha portati a poter tifare liberamente per i loro colori, due volte a Genova e poi a Verona. Nessuno si aspettava che il CASMS potesse permettere ai tifosi non tesserati, di poter arrivare al San Nicola, ma sotto sotto qualcuno lo sperava. La “sentenza” viene emessa il 3 maggio: NO TESSERA, NO SAN NICOLA!!!.

L’UsLecce, ben conscia dell’importanza della spinta della Curva Nord in questa delicatissima partita che vale una stagione, ci prova e si adopera per arrivare ad un’apertura. Apertura che però non c’è e l’unica cosa che si ottiene è la possibilità di sottoscrivere la famigerata tessera nella settimana pre-derby!!!

A questo punto ci si trova davanti ad una scelta. Tesserarsi oppure continuare a non piegarsi a questa pagliacciata che è la tessera del tifoso? In realtà la scelta non è stata difficile ma ci è voluto tanto coraggio. Quando si protesta per qualcosa e in quella protesta si mette al primo posto l’importanza del proprio essere uomo libero, quando si protesta convinti delle proprie idee e non per seguire a pecora una moda, allora la scelta è scontata!!!

Gli Ultra Lecce hanno fatto sapere subito qual’era la loro logica decisione, nessuna partita, nessun derby potrà mai valere più dei propri diritti, e seppur con la morte nel cuore per non poter essere al fianco dei giocatori giallorossi, hanno deciso di continuare nella loro linea. NO TESSERA, NO SAN NICOLA!!!

Attraverso un volantino lo hanno fatto sapere a tutti, ai giornali, all’Us Lecce, agli “ultras baresi”, ma soprattutto lo hanno fatto sapere alla gente che in questi mesi li ha seguiti, li ha capiti, li ha applauditi, e ha lottato al loro fianco contro questo assurdo movimento commerciale chiamato tessera del tifoso, spacciato per strumento antiviolenza.

Molti non hanno avuto il coraggio di fare questa semplice scelta, molti sono corsi a sottoscrivere la tessera pur di essere presenti alla partita dell’anno, forti del loro essere tifosi veri. Sarebbe stato bello per questi tifosi veri, dimostrare il loro amore anche nelle altre partite in cui non hanno esitato minimamente a lasciar sola la squadra, fregandosene altamente di divieti e tessere, ma quelle non erano le partite in cui esserci, lo era Bari-Lecce. Ora fieramente dicono IO C’ERO!!!

Gli ultra, e chi insieme a loro ha deciso di soffrire a 160 km di distanza, ascoltando una misera radiolina, possono invece gridare orgogliosamente NOI A BARI NON C’ERAVAMO, una frase simbolo di lotta, simbolo di ribellione ad un’assurda repressione, simbolo di vero amore e sofferenza per i colori giallorossi. Erano in tanti fuori dal Via del Mare, una curva Nord finalmente addobbata di giallorosso. Insieme agli striscioni storici degli Ultra Lecce (quegli striscioni che hanno dovuto abbandonare la curva da diversi anni ormai), ce n’era uno che storico non era, ma che rivestiva un’importanza fondamentale per far capire chi sono gli Ultra Lecce e i tifosi che erano con loro.

“CHI VENDE LE PROPRIE LIBERTA’ PER BRICIOLE DI SICUREZZA, NON MERITA NE’ LIBERTA’ NE’ SICUREZZA”

Saranno in pochi a capire il significato di queste parole, e sicuramente quei pochi domenica non erano al San Nicola.
Al fischio finale apoteosi al Via del Mare. Ci si sposta, Porta Napoli è il punto di incontro da dove parte il corteo verso le vie del centro per festeggiare una salvezza sofferta e agognata per una stagione. Tutti felici, tutti gioiosi, tutti amici, ed è proprio con la gioia nel cuore che ci si accorge che fra le tante facce che si vedono ogni domenica in Curva Nord, c’è qualcuno che la Curva Nord non la può più frequentare, che la domenica non può più cantare e tifare.

E ALLORA SI COMINCIA A PENSARE CHE FORSE NON E’ PROPRIO UN MALE CHE IL DERBY DI BARI SIA STATO VIETATO AI NON TESSERATI, GIACCHE’ NELL’ANFITEATRO DI PIAZZA SANT’ORONZO, DOVE CI SI RIUNISCE A CANTARE E A RENDERE OMAGGIO AI COLORI GIALLOROSSI, CI SONO FINALMENTE ANCHE I SOLITI NOTI. E IL BELLO DI QUESTA NON TRASFERTA E’ PROPRIO QUESTO, POTER GIOIRE CON CHI HA PAGATO CARO IL SUO AMORE PER IL LECCE!!!